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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 26/03/2010, 22:06 
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Snap-On ha scritto:
buran73 ha scritto:
Una domanda: le ricerche delle scatole nere sono state abbandonate o proseguono?



Le ricerche sono state interrotte per il momento. E' stata finanziata alcune sttimane fa una terza tranche di ricerche il cui obbiettivo principale è il recupero delle "scatole nere" .

Steve


La terza missione di ricerca dovrebbe partire la prossima settimana

notizia di oggi da flightglobal.net

Cita:
Recovery specialists expect to be able to search nearly 80km² (30mi²) of ocean per day during the latest effort to locate the wreck of Air France flight AF447.

Resources are being regrouped for a third attempt, which starts next week, to establish the site of the 1 June 2009 crash and retrieve the Airbus A330's flight recorders.

The search teams will use deep-towed sonar and underwater equipment including a CURV 21, an XLX 4000 and three Remus 6000 vehicles.

Two of the Remus vehicles will be sourced via the Waitt Institute for Discovery. The institute was last year involved in the search for the Lockheed Electra 10E aircraft flown by pioneering aviator Amelia Earhart, lost in 1937.

That search was undertaken in partnership with the Woods Hole Oceanographic Institution. For the AF447 hunt, says the institution's director of special projects, David Gallo, the combined equipment should enable the searchers to scour some 80km² daily.

"The terrain will be extremely rugged and the search will be difficult," he says. But he is confident that, "given the necessary time", the A330 will be located. The search is currently expected to last a month.

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Fabrizio

Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola / così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore / anche mia madre diceva è del tutto normale / non mettere in discussione gli amici / pensa a cose più serie
Gellu Naum


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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 26/03/2010, 22:59 
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Speriamo bene...

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 06/04/2010, 17:25 
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Una cosa sarà localizzare i resti piu grossi dell'aereo, un'altra localizzare le scatole rosse. Ho fatto questo lavoro sul DC9 di Punta Raisi e la ricerca per il registratore è durata quasi un mese. Ricordo che il fondale era tra 100 e 160 piedi, e neanche tanto "impervio" come riporta la BEA o la società che farà le ricerche. Sono stati usati due mini sommergibili (non remote controlled), sommozzatori per alti fondali oltre a side-scan sonar, sonar di precisione etc.
Se la o le troveranno ancora nell'aereo bene, altrimenti sarà come una lotteria.

P.S. Se a qualcuno interessa vedere qualche foto del recupero, prego contattarmi.
Alessandro


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Commento file: La scatola in acqua distillata pronta per la spedizione.
Scatola nera 2.JPG
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Commento file: La "scatola" appena arrivata a bordo
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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 07/04/2010, 7:34 
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Grazie Alessandro, che esperienza deve essere stata.

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 07/04/2010, 10:44 
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Grazie Alessandro.
Questi documenti sono preziosi!

Quindi, secondo la tua esperienza, un recupero alle profondità di cui si parla è estremamente difficile, dal punto di vista tecnico-operativo; anche se le scatole sono ancora nel relitto?

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 07/04/2010, 17:39 
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Se le scatole fossero ancorea nel relitto non sarà difficile il loro recupero. I mezzi descritti dai francesi sono attrezzati con bracci idraulici e telecamere e, data la forza di questi bracci, possono "penetrare" facilmente nel relitto creando vie d'accesso.
Non so dove siano localizzate le scatole in quell'aereo. Il registratore principale del DC9 di Palermo era nella "instrument bay" piu o meno nella zona dietro al carrello di prua. Il carrello è stato strappato dall'impatto con l'acqua ed ha praticamente aperto il fondo dell'aereo come un grosso apriscatole. Abbiamo trovato "black boxes" sparse su una striscia di circa 1 miglio. Il registratore invece era spostato da questa linea ideale di circa 800 mt sulla dritta. In acqua, il peso e la forma di un oggetto che affonda gli fanno fare movimenti incontrollabili.
Da parte mia penso che per i nuovi aerei bisognerebbe costruire i registratori molto piu pesanti e con batterie interne per i localizzatori piu durevoli. Non credo che manchi la tecnologia ma sicuramente non si vogliono accrescere certe spese ritenute, purtroppo, inutili.

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 07/04/2010, 17:48 
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Ancora alcune immagini del recupero del DC9 AZ I-DIKQ
Sono passatio 30 anni circa e le attrezzature sono sicuramente piu avanzate.


Allegati:
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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 08/04/2010, 7:25 
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Grazie Alessandro, un'esperienza veramente interessante, pur relativa ad un incidente che provocò 108 decessi...

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 08/04/2010, 7:41 
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Grazie, immagini molto interessanti.

Sarebbe ideale aprire una discussione riguardante soltanto questo argomento!

Steve

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osservo tutto ma non tocco niente !!


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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 08/04/2010, 9:44 
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Snap-On ha scritto:
Grazie, immagini molto interessanti.

Sarebbe ideale aprire una discussione riguardante soltanto questo argomento!

Steve

La stessa cosa che pensavo io.
Se Alessandro avesse il tempo di farlo, sarebbe sicuramente una cosa benvenuta!

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 08/04/2010, 14:07 
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Ho letto oggi che per il recupero del famoso DC9 Itavia, sono stati spesi 28 miliardi ( spero non Euro) e con quale risultato? Un mock-up o un grande puzzle abbandonato in un hangar e un grande punto interrogativo sulle cause dell'incidente.
Speriamo bene per l'A330.

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 10/04/2010, 23:08 
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Di seguito troverete, per chi interessato, l'inizio di una descrizione, molto generica, riguardo al recupero in mare. Non so se l'argomento possa ancora essere collegato al A330 AF ma di questo deve decidere il Crew Master.

Per poter recuperare un qualsiasi oggetto dal fondo, sono necessarie attrezzature che sono state inizialmente studiate per le ricerche di petrolio ed altri minerali e successivamente per i lavori necessari allo sfruttamento.

Cercare un oggetto "piccolo" come un flight recorder è difficile. Innanzitutto bisogna conoscere che tipo di recorder è stato istallato a bordo dell'aereo. Se il recorder è fornito di un localizzatore, il segnale con una frequenza di 37,5 Khz ha normalmente un raggio d'azione di 1-1.5 miglia. Nel caso del volo AF il fondale è molto superiore alla portata dell'apparecchio e quindi la lettura del segnale deve avvenire sott'acqua.
Molti recorder hanno il localizzatore agganciato esternamente alla scatola. In alcuni incidenti è accaduto che l'impatto molto forte causasse la rottura del bracket e quindi il distacco dell'emettitore di segnali. In questo caso, essendo fornito di batterie, il localizzatore emetterà il segnale ma il recorder non potrà essere localizzato. I localizzatori "nuovi" hanno batterie con una durata di 6 anni. Non dovrebbero quindi esserci problemi per il segnale mentre il problema piu grosso è, in parole povere, sapere dove è.

Localizzare il punto esatto di caduta di un aereo in mare è difficile. Dalle trasmissioni ricevute si riesce a localizzare un intorno sul quale intervenire con una ricerca aerea. Se si troveranno dei rottami si supporrà che quello sia il punto centrale dell'area da esplorare.

Le carte dei fondali disponibili e realistiche, sono in possesso dei servizi idrografici delle principali marine. Le carte dettagliate, necessarie ai grossi sommergibili, coprono aree con elevato transito, stretti, zone con montagne sottomarine sulle cime delle quali i sommergibili possono posarsi o ormeggiare in mare aperto, etc. Tutti questi dati sono "confidenziali" e, se necessario, usati dalle marine stesse per i recuperi. Ricordiamo le bombe atomiche in Spagna, l'aereo nelle filippine a circa -6.000 mt. etc.

Bisogna quindi creare una carta del fondo.
Oggi non è piu difficile localizzare i punti sulla superficie del mare usando GPS differenziali. Per la "lettura del fondo" si usano gli ultimi tipi di side scan sonar Fino a poco tempo fa, questi strumenti erano collegati alla nave con un cavo che era necessario per dare al sonar l'energia sufficiente per l'emissione. La lunghezza del cavo è limitata sia dalla potenza di emissione necessaria ( grossi conduttori per tensioni elevate) sia dalla sua sezione che ne aumenta la resistenza in presenza di correnti di fondo. Gli strumenti usati oggio sono sonar chiamati multibeam che leggono il fondo a varie angolazioni riuscendo a costruire immagini 3D del profilo generale del fondo, mentre un sonar bi-frequenza costruisce un immagine 2D e rileva nel contempo oggetti posati sul fondo.
Il "siluro" è collegato alla nave appoggio solamente via trasduttori acustici che permettono l'invio e la ricezione di segnali ed ha una navigazione "libera".
Per la navigazione, si prepara una carta di massima della zona divisa in rettangoli la cui lunghezza e larghezza dipende dall'autonomia del "siluro". Ad ogni angolo del rettangolo viene installato un trasponder da alti fondali che con le sue emissioni informerà il navigatore inerziale della posizione del siluro e nel contempo manderà segnali alla nave d'appoggio. Oltre ai sonar di scoperta di cui sopra, il siluro ha anche un sistema doppler per poter calcolare la velocità e la distanza dal fondo, un sonar con un cono di emissione strettissimo usato a prua per eventuali ostacoli sottomarini ed infine, come gia menzionato, un navigatore inerziale nel quale viene impostato il programma di ricerca e navigazione.
Per quanto riguarda la nave appoggio, questa deve essere abbastanza grande da ppoter sostenere condizioni meteo avverse non avendo possibilità di ridossarsi con il maltempo. Logicamente all'avvicinarsi di condizioni estreme, le ricerche vengono sospese e la nave è costretta a mettersi "alla cappa", se non abbandonare la zona.

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 Messaggio Inviato: 12/04/2010, 8:20 
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Grazie Alessandro, veramente interessante.

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 Messaggio Inviato: 12/04/2010, 10:13 
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duck4 ha scritto:
Io, come Dedalonews e altri esperti del settore, non ho dati.
Se con questa ultima IPOTESI ci spiegano perchè l'equipaggio non ha voluto/potuto aggirare il maltempo, resta da spiegare, e ce lo dovrebbero spiegare bene, perchè un velivolo di quella tecnologia non riesce ad attraversare il brutto tempo.
MAI, e dico MAI, sottovalutare la potenza della natura, ma mi risulta che i velivoli moderni siano perfettamente in grado di attraversare, con un notevole abbassamento del comfort dei passeggeri, condizioni meteo marginali con margini di sicurezza enormi.
Quindi si ritorna all'origine e non si esce dal loop: cosa ha portato i sensori di quel velivolo all'impazzimento totale? Il maltempo? Per cortesia ci sono centinaia di famiglie che aspettano risposte più decorose, quantomeno per il rispetto.


Non sono un esperto in aereonautica, ma ricordo bene quell'incidente perchè mi ha colpito tantissimo. Il fatto è che se guardiamo un'aereo nel cielo, pur grande l'aereo, è e rimane un puntino infinitesimale nello spazio. Tra l'altro soggetto ad una forza (La gravità)costante, di ordine di grandezza superiore a quelle prese singolarmente che altre forze fisiche in combinazione tra loro e quindi più complesse da gestire, devono superare per rimanere in quota. Questo solo per dire e confermare la tua tesi, che un pilota, fosse pure il migliore, deve sempre proseguire per la strada meno rischiosa. Io non so se la tesi di Spiegel sia vera, tuittavia fornisce una possibile spiegazione alle motivazioni che possono spingere un pilota ad entrare, volontariamente, in una tempesta sull'atlantico, se è vero come è vero che il radar meto di bordo riesce a perlustrare un'area lontana 200 miglia.
In ultima analisi, a mio avviso, il pilota deve essere libero da pressioni esterne, come quelle delle compagnie di risparmiare, o come nel caso dell'incidente dell'aereo polacco, dalle probabili pressioni esercitate su di lui, affinchè atterrasse in un aereoporto, nonostante avesse già tentato 4 volte.

Ma stiamo scherzando!!!

Il pilota, per quanto mi rigurada, su un'aereo rappresenta per me la massima autorità presente, ci fosse pure il presidente della repubblica.


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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 12/04/2010, 10:34 
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Grazie anche da parte mia Alessandro!
E' interessantissimo quello che scrivi.

Ho letto un libro molto interessante sui recuperi che fece negli anni '20 la 'Società Ricuperi Marittimi' di Viareggio e mi ha molto appassionato la storia delle operazioni delle sue navi Rostro e Artiglio.
Quì qualche racconto e una foto delle due navi.
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Riguardo a quanto scritto da Alessandro, volevo chiedere: quant'è la risoluzione che ha il radar del siluro? Quanto è piccolo l'oggetto minimo che riesce a 'vedere' sul fondo?
E poi mi incuriosiva anche conoscere; quanto si impiega in media per mappare un Kmq di fondale?
Grazie mille.

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 Messaggio Inviato: 14/04/2010, 16:50 
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Io ho lavorato con la società che hà ereditato le operazioni dell'Artiglio. Ho avuto il piacere di lavorare con palombari che al tempo dell'Artiglio erano ragazzi e devo dire che la loro esperienza era incredibile cosi come le loro storie.
Per quanto riguarda la domanda relativa ai tempi ed alla risoluzione degli strumenti, di seguito qualche chiarimento.
La velocità del veicolo a 5000 metri di profondità è tra 3 e 5 nodi. Solitamente vengono preparati dei "box" di ricerca lunghi 7-9 miglia e larghi non piu di 4 miglia. Calcolando che il sidescan sonar di bordo copre una striscia di fondo di circa 1/3 di miglio i conti sono presto fatti. L'autonomia a seconda degli strumenti in funzione varia tra 10 e 25 ore.
Il sistema dei box rettangolari, dipende dal fatto che la posa ed il successivo recupero dei "pinger" o generatori di segnali utilizzati per la guida del siluro, è abbastanza difficile a queste profondità. Si preferisce quindi utilizzare i pinger posizionati sugli "spigoli" dei rettangoli anche per i rettangoli adiacenti. Tre box utilizzeranno 8 pinger di cui i 4 centrali utili per le strisciate sia sul lato dritto che su quello sx. Immaginate usare un tagliaerba in un giardino. Funziona piu o meno cosi.

Per la risoluzione allego qualche immagine di cosa faccia vedere "la macchina". Inizialmente viene usato il sonar su una frequenza media per una lettura generale. Localizzato un'ostacolo, dopo averlo analizzato, si utlizzano diverse frequenze per poterlo esaminare piu in particolare. Alla fine, se si decide che l'oggetto possa essere interessante, si utilizza un sistema CCTV imbarcato sul siluro e/o una macchina fotografica. Come si puo notare anche se l'oggetto 49 è un fusto std ( non molto piccolo) la lettura iniziale del sonar non è facile. Il secondo oggetto è un tubo conficcato nel fondo e l'ombra creata dal sonar aiuta la lettura. Sicuramente le parti piane di un aereo appoggiate sul fondo potrebbero essere inizialmente confuse con rocce. Sarà importante trovare una zona dove i bersagli "piccoli" aumentino di numero.


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-5.350m Bers 49.jpg
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Bersaglio 49 dist.75m 410khz.jpg
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Molto interessante, soprattutto il nome delle immagini, -5500 metri di profondità!

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Non ho immagini di un recupero a piu di 4.000 metri fatto da una navea speciale che gli americani avevano costruito nel 1973 apppositamente per il recupero di missili nucleari da un sommergibile russo affondato nella zona delle Hawaii. La copertura della nave erano lavori per il recupero di noduli di manganese dal fondo dell'oceano. In pratica la gestione era 100% CIA ed in due anni sembra che abbia recuperato almeno 6 sommergibili. I pezzi non piu grandi di 18 metri di lunghezza venivano sollevati dal fondo e portati all'interno della nave. Per trovare il primo sommergibile si era limitata un'area >di 3500 km2. Si pensava che fosserio necessari non meno di 6 mesi per localizzare il relitto. La fortuna fu di trovarlo dopo 3 settimane dall'inizio delle ricerche. Prima delle operazioni furono fatte piu di 20.000 foto dettagliate al relitto.
Mi ricordo che quando la Huges presento' la nave tutti restammo a bocca aperta pensando ad un sistema di perforazione in mare aperto capace di profondità di oltre 9.000 metri. E' stata la prima nave di quella stazza ad usare un sistema di posizionamento che le avrebbe permesso di restare sul posto con un raggio di 20-50 m. Oggi dopo 30 anni e chissà quanti satelliti geostazionari in cielo non è piu un segreto per nessuno. Per la ricerca dell'Aerobus la nave appoggio dovrà usare lo stesso sistema ma sarà sicuramente + piccola e maneggevole.
Al tempo le immagini ricavate dai sistemi CCTV istallati sulla testa dell'impianto di recupero davano una buona risoluzione ma erano almeno 20 volte + grandi, pesanti e delicati rispetto ai sistemi attuali.
Gli USA hanno rilasciato "qualche " dato di questi recuperi molto recentemente avendo ricevuto il permesso dalla CIA.
La nave che si chiama e chiamava "Glomar Challenger" lavora ancora per la US Navy sotto l'ombrello dellla società Huges.

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Dagli ultimi rapporti della BEA, le ricerche proseguono e la meteo sembra favorevole. Alla data del 14 Aprile è stata analizzata una superficie di fondo di 1350 km2 con il sonar mentre i 3 Remus hanno coperto 1700 Km2. Alla data del 22 Aprile i dati sono rispettivamente 2800 km2 e 3000 km2. L'analisi dei dati è basata su h24 e fino a questa data, nessun oggetto rilevato.
Il prossimo rapporto BEA sarà emesso il 4 Maggio 2010.
In allegato un rilievo della zona dove si puo' notare la forte presenza di rocce che sicuramente non facilitano la ricerca. L'unico vantaggio, vista la grande esperienza degli analisti, è data dal fatto che quando si troverà un "qualcosa", quest'ultima essendo un manufatto sarà differente da quanto si trova attorno sul fondo.
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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 29/04/2010, 16:03 
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Aggiornamento interessante.

Grazie mille.

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 05/05/2010, 20:57 
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Le ricerche continuano con un cambiamento di programma dovuto al fatto che il robot ed il sonar installati sulla Anne Candies, devono ritornare alla USN essendo necessari per non mleglio specificate operazioni militari. Anche la Geomar, che aveva fornito un "siluro", ha bisogno di questo strumento per una campagna scientifica che non puo piu ritardare.
E' stato quindi preparato il nuovo programma e sia Airbus che AF hanno accettato di finanziarlo con 1.5M Euro ciascuno.
Si continua quindi con una nave appoggio munita di 2 "siluri" Remus ed 1 robot necessario per esaminare le tracce rilevate. Si opererà nella zona 1 a NW della zona iniziale per proseguire poi sulla zona 2 caratterizzata da un fondale estremamente scosceso e per finire alla zona 3. Il disegno accluso mostra queste zone e l'area già coperta.
Si prevede che questa seconda tranche di esplorazioni finisca il 25 Maggio.
Alessandro


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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 06/05/2010, 15:20 
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Secondo il giornale francese Nice-Matin ( vedi allegato) sembra che abbiano localizzato i registratori del volo AF447.
La BEA, a riguardo, non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale.
L'importante, secondo me, è che abbiano trovato "qualcosa" e che le ricerche possano adesso essere piu localizzate.


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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 06/05/2010, 15:24 
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Grazie degli aggiornamenti sempre puntuali, Alessandro.

Il fatto di aver trovato qualcosa, mi sembra di capire da quello che scrivi, aiuta a circoscrivere la zona.
Se si trovasse una parte di relitto sul fondale, anche se non quella nella quale si trovano i FDRs, in quanto spazio è possibile stimare di trovare le altre parti di relitto?
In sostanza a quanto si ridurrebbe l'area di ricerca, rispetto ai quadranti che sono evidenziati nell'ultima mappa che hai postato?

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 Messaggio Inviato: 06/05/2010, 15:40 
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La cosa che mi lascia perplesso è la comunicazione del Ministero della Difesa che parla del sommegibile.
A quanto pare l'area ora è molto piu ristretta ma la BEA non ha rilasciato ancora una piantina aggiornata. Si sà solo che è molto scoscesa. Appena ci saranno altri chiarimenti, e spero presto, ve ne terro' informati.
Per info fino ad ora BEA ( Stato francese) ha speso 28 milioni di Euro di cui 13 pagati da AF ed Aerobus.

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 06/05/2010, 16:35 
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Riporto quanto scritto dalla agenzia France Presse.
I registratori sono stati localizzati in una zona di 5 km di raggio. Il generale Christian Baptiste portavoice del ministero della difesa ha detto che la marina francese ha determinato una zona con una tolleranza di 3 miglia. Inoltre ha dichiarato che poichè i registratori non emettiono piu segnali, sarà difficile trovarli. "Sarà come cercare una scatola di scarpe in una zona larga come la città di Parigi, a 3000 m di profondità su un terreno pîu inpervio di quello delle Alpi" ha detto Hugues du Plessis d'Argentré portavoce della Marina francese.
La zona è ora piu ristretta rispetto ai 17000 km2 iniziali. La BEA resta molto prudente dicendo che questa informazione deve essere controllata e convalidata dai suoi esperti.
Secondo il Ministero della Difesa, la registrazione che ha permesso la localizzazione dei registratori è stata fatta il 1° LUGLIO 2009 (!) da parte di un sommergibile d'attacco francese mandato in zona.
La Thales che partecipa alla decodificazione dei dati raccolti, i segnali registrati sono caratteristici di "scatole nere" e dovrebbero durare 30 gg con una portata di 2 km.
La BEA giudica che i registratori sono determinanti per sapere le cause dell'incidente, mentre le sonde Pitot sono solo "un fattore" dell'incidente stesso.
I registratori portanno dare i dati anche dopo una lunga immersione. Quielli del 737 di Adam Air caduto, in Indonesia nel 2007 siono stati recuperati dopo 240 gg.
Come scritto in precedenza la BEA continua le ricerche che foino ad ora solo costate 28 MM Euro di cui 13 divisi tra AF ed Aerobus.
Inoltre l'interesse del ritrovamento è anche legato ai problemi legali riguardanti l'indennizzo delle 228 persone che hanno perso la vita nell'incidente.

Segue traduzione delle notizie Associated Press

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 06/05/2010, 16:53 
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AP Parigi
Gli investigatori, usando nuovi calcoli credono di aver ristrettio il campo di ricerca dei registratori. Si è determinata un'area grande come Parigi quando sono stati localizzati i pinger dei registratori secondo quanto riportato dal Ge. Christian Baptiste.
.....
Un sottomarino francese, l'Emeraude, ha raccolto dei segnali che sono stati successivamente analizzati e confermati essere emissioni dei registratori. Dopo il ritorno in porto dell'Emeraude l'anno scorso, gli specialisti sonar della Thales hanno continuato gli studi dei segnali. E' stato poi introdotto un nuovo algoritmo per studiare i segfnali raccolti il 1° Luglio 2009 e la scorsa settimana, per la prima volta, l'algoritmo è stato applicato alla presenza di ufficiali del ministero della difesa francese. Il Generale Baptiste pensa che i segnali "probabilmente" vengano dai registratori. Gli enti ufficiali restano molto cauti riguardo a questa notizia.
Luc Chatel portavoce del governo, dice "dobbiamo essere molto prudenti per il momento". "Sarebbe una bellissima notizia per tutti e sopratutto per i familiari delle vittime e poi per tutti noi perchè è quasi un anno che aspettiamo notizie a riguardo.
IUl MLinistro della Difesa Morin ha contattato il Ministro dei Trasporti Bussereau riguardo ai dati delle nuove analisi che erano stati inviati alla BEA.
Il portavoce della BEA Martin Del Bono ha dichiarato:" stiamo lavorando su questa informazione per controllarla ed eventualmente confermarla".

Seguono dichiarazioni AF e considerazioni giornalistiche non interessanti.

Attendiamo la BEA che secondo mè è il solo organo che riceve notizie dirette dalla nave che cointinua le ricerche.

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 Messaggio Inviato: 06/05/2010, 19:26 
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Che bellissime notizie... speriamo che siano confermate...

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 Oggetto del messaggio: Re: A330 Air France AF447 scomparso sull'Atlantico
 Messaggio Inviato: 07/05/2010, 10:34 
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alexfly ha scritto:
La cosa che mi lascia perplesso è la comunicazione del Ministero della Difesa che parla del sommegibile.
A quanto pare l'area ora è molto piu ristretta ma la BEA non ha rilasciato ancora una piantina aggiornata. Si sà solo che è molto scoscesa. Appena ci saranno altri chiarimenti, e spero presto, ve ne terro' informati.
Per info fino ad ora BEA ( Stato francese) ha speso 28 milioni di Euro di cui 13 pagati da AF ed Aerobus.

In effetti la cosa lascia perplesso anche me.
Non la prenderei come una conferma del ritrovamento; sarebbe da prendere in considerazione solo dopo una conferma da parte della BEA, che al momento non arriva e anzi, invita alla cautela.

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 Messaggio Inviato: 07/05/2010, 12:22 
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Per integrare quanto già detto in questo forum, allegati due documenti del SHOM ( Idrografico della marina francese) riguardanti una "planimetria" del fondo e uno studio riguardante la localizzazione dei "pinger" dei registratori.


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