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Indice  »  Aircraft Engineering Area  »  Engineering Discussion Point



Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 13 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 14/05/2008, 22:12 
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Che c'entra la pelle dello squalo con l'aerodinamica?
Madre Natura (che ne sa qualcosa su tutto) ha dotato queste creature di una particolare pelle che sembra ricoperta di minuscole alette profilate poste perpendicolarmente alla pelle stessa.
Ciò permetterebbe un migliore flusso del fluido diminuendone la resistenza.
L'ho scoperto da un documentario visto la settimana scorsa e sembra ci siano in corso degli studi per applicare tale struttura agli aerei.
Qualcuno ne sa qualcosa di più?

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Daniele


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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 14/05/2008, 22:31 
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Potrei ipotizzare che c'entri qualcosa con lo strato limite? Insomma, si creerebbe una sorta di strato cuscinetto che migliora lo scorrimento del fluido?
Anche le palline da golf dovrebbero essere bucherellate per lo stesso motivo.

So che ho dato altre domande, non risposte, purtroppo in fluidodinamica sono una scarpa! :cry:

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Andrea

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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 14/05/2008, 22:41 
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Si credo che lo strato limite c'entri.
Ho trovato una foto del particolare:
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E ho trovato anche che i costumi da bagno ipertecnologici che hanno permesso nuovi record hanno anch'essi la struttura ispirata a questo tipo di pelle.

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Daniele


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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 14/05/2008, 23:46 
Eh si, sono Vortex Generators......

Jack


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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 8:29 
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tutto ciò che riusciamo ad osservare in natura mi affascina tantissimo....ma è quello che non riusciamo ancora ad osservare che mi fa sperare nel progresso


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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 8:54 
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In ambito navale si adotta gia` come soluzione.
Una struttura simile a quella postata da pdani l`ho vista applicata alla superficie che ricopre le piastrelle anecoiche dello scafo di alcuni sottomarini.
(Penso che su questo Max70 possa esserci di grande aiuto)

Quello che so io e` che il sistema funziona bene per valori di Re bassi, al massimo in zona di transizione turbolenta.
Nel dettaglio pero` si e` visto che quello che conta in queste soluzioni e` avere un Re che dipenda fortemente dallo Shear Stress, piu` che da una bassa pressione dinamica (uguale a dire che per fluidi molto viscosi funziona meglio, a prescindere dalle velocita`, che pero` devono rimanere nel range dei Re prescritti.)

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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 9:12 
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Black Magic ha scritto:
Re bassi


numero di Reynolds?

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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 9:37 
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LS4 ha scritto:
Black Magic ha scritto:
Re bassi


numero di Reynolds?

Si.

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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 9:43 
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Non ne ricordo più il significato fisico: potresti rinfrescare? :D

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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 9:50 
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:lol: :ok:
Numero adimensionale "di Reynolds":
Re=(v.L)/ni

Per appofondire un po`:
http://en.wikipedia.org/wiki/Reynolds_number

http://www.grc.nasa.gov/WWW/K-12/airplane/reynolds.html

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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 9:58 
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thanks :libro:

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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 12:39 
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Su uno degli ultimi numeri di National Geographic un articolo parlava di biomimesi. Uno degli esempi era proprio quello della pelle di squalo.

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Leonardo, Supporter (ex Crew)
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 Oggetto del messaggio: Re: Pelle di squalo
 Messaggio Inviato: 15/05/2008, 21:19 
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Anche io ho sentito parlare della pelle di squalo, da quello che ho capito dovrebbe funzionare grosso modo come le "fossette" sulla pallina da golf.

Se immagino una sfera che avanza a velocità costante in un fluido ho che sul punto di "prua" a 0°, la velocità si annulla (tutta l'energia del fludo si manifesta come pressione che spinge indietro la sfera=>resistenza), spostandomi verso l'alto (o il basso) la velocità aumenta e la pressione diminuisce. Al vertice 90°, la velocità è massima e la pressione minima. Proseguendo il viaggio lungo la superfice della sfera ho che la velocità diminuisce e la pressione ritorna ad aumentare annullando la resistenza.

Si ottiene alla fine che le pressioni si eguagliano, cioè la sfera avanza senza incontrare resistenza. Questo (detto malissimo) è il paradosso di D'Alambert.

Nel mondo reale la sfera ovviamente incontra resistenza, questo perchè il fluido nella metà sfera di prua (quella dove la pressione tende a rallentare il moto della sfera) consuma dell'energia per scorrere lungo la superfice stessa (perchè il fluido reale è viscoso: il miele rende bene l'idea) Arrivato ai 90° il fluido reale ha perso molta energia quindi dopo un po' si stacca dalla poppa della sfera creando un'ampia scia (il mancato recupero di pressione è causa della resistenza)

Se la superfice della sfera è un po' rugosa, questo genera, nella metà di poppa dei vortici nel flusso che sta per staccarsi.
Il flusso così reso vorticoso (moto turbolento) è più energetico e rimane attaccato alla sfera più a lungo con conseguente miglior recupero di pressione (< resistenza)

Pare che i dentelli sulla pelle degli squali facciano proprio questo lavoro: energizzano il flusso permettendogli di rimanere più attaccato alla loro "carena".

_________________
Massimiliano

___________________________________________________________________________

“Carri nemici fatta irruzione a sud dell’Ariete, con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa 5 km nord-ovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono”.

EL ALAMEIN, 3 NOVEMBRE 1942


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