18/01/2010 -
Aeroporto di Napoli: come lo chiamiamo? La scorsa settimana è stata inaugurata la nuova aerostazione dell'
Aeroporto Internazionale di Napoli, decisamente bella, moderna e, sembrerebbe, anche molto funzionale.
Questa breve nota è un interrogativo che mi pongo da anni e che mi viene spesso riproposto anche da amici "volatori" : ma come si chiama l'Aeroporto di Napoli, più sbrigativamente conosciuto come "Capodichino" e ancor meno conosciuto come "Ugo Niutta", quando era quasi del tutto un aeroporto militare e aveva un Aeroporto degno di un souk mediorientale. Ritengo che oggi, che la
GESAC/
BAA hanno fagocitato pressocchè il 70% del sedime aeroportuale ( si salvano la base USNavy, l'Alenia, l'Atitech e qualche altra struttura dell'AMI ed un quasi irraggiungibile, se non inesistente, AeroClub) un nome si impone.
Durante le molteplici conferenze stampa ed anche ultimamente in occasione dell'inaugurazione dell'aerostazione, ho chiesto lumi sull'argomento all'Assessore Regionale ai Trasporti, Cascetta ricevendo vaghissime risposte ed un segnale preciso: con l'avvicinarsi delle prossime elezioni….tutto è congelato e si ha altro a cui pensare ( la propria poltrona??'). Il mio timore è che una bella mattina scopro che l'Aeroporto si chiama Rosa Russo Iervolino, o Antonio Bassolinio,o il nome di un "Masaniello" di turno. Io una proposta l'avrei : perché non intitolare l'Aeroporto Internazionale di Napoli, ad una donna, internazionale e…. "pilota" : Marie Madaleine Blanchard:
Molti si chiederanno chi era: è passata alla storia per essere stata la prima donna a decollare, alla presenza del Re delle due Sicilie e della sua corte, da Capodichino ( allora Campo di Marte) con la sua mongolfiera, sulla quale addirittura trascorreva , dormiente, le sue notti! Era il 16 febbraio 1812! Una vera e propria pioniera! Il nome è gradevole, fluido e raffinato, perché non dedicarle lo scalo napoletano? C'è una dimenticata stradina, nei dintorni dell'aeroporto che si chiama "Via della Mongolfiera"….unico ricordo di Napoli che ci possa ricondurre alla memoria la "temeraria" ascensionista: meriterebbe di più.
Articolo di Carlo A.G Tripodi