Riporto un articolo da Dedalonews , riguardante la compagnia americana Allegiant Air . Ho trovano nell'articolo alcuni spunti interessanti di discussione:-
Cita:
Il successo controcorrente di Allegiant Air
di Antonio Bordoni
Ogni anno le case costruttrici pubblicano previsioni di mercato per migliaia di nuovi aerei che necessitano alle aerolinee, che a loro volta pur di risparmiare carburante all’apparire di un nuovo aereo che consuma meno si affrettano a liberarsi di aeromobili non certo vetusti che ancora potrebbero tranquillamente volare. Ma c’è una aerolinea che ha deciso di andare controcorrente, costruendo il suo successo su una flotta composta di MD82, MD83, MD87 e MD88. Al 31 dicembre 2010 erano 78 gli MD80 di vari modelli in servizio con Allegiant Air, la low cost statunitense in questione. Ed è proprio di questi giorni la notizia che Allegiant acquisterà ancora altri 13 MD80 dalla SAS con consegne tra il 2012 e 2013 con un contratto dal valore di 20 milioni di dollari.
Il vettore non appartiene alla classe dei grandi. Nel 2010 ha trasportato sei milioni di passeggeri, ma in una fase caratterizzata dalla lotta all’ultimo centesimo pur di ottenere l’utile non si può non parlare di una aerolinea la quale, anche se vola con aerei di cui gli altri si disfanno, riesce a chiudere in nero i suoi bilanci.
Il fatto merita di venir commentato anche perché, come è noto, l’età media della flotta di una aerolinea è ormai entrato nell’immaginario collettivo come uno dei fattori da prendere in considerazione per decidere quanto sia opportuno volare con un vettore rispetto a un altro. Apprendere poi che c’è una aerolinea che compra aerei usati, così come avveniva negli anni ante-deregulation, e che riesce a chiudere in utile in questi tempi in cui l’industria aerea è in sofferenza, dimostra un oculato bilanciamento nel comparare i costi di un aeromobile nuovo rispetto ad uno usato, riuscendo allo stesso tempo a non vanificare il risparmio su tale fronte con l’inevitabile maggior consumo di carburante che comportano le operazioni con aeromobili "datati".
L’esercizio non è davvero fra i più agevoli e tenendo conto della velocità con cui le aerolinee tendono a liberarsi dei velivoli che consumano di più si riteneva che non fosse più possibile proporlo. Ciò non significa che quanto fatto da Allegiant Airlines sia automaticamente riproponibile nelle realtà di vettori operanti in altre regioni. Scendendo nei dettagli operativi entrano infatti in gioco altri fattori quali la lunghezza delle rotte svolte e la tipologia di traffico (e quindi di tariffa) su cui puntare.
La compagnia nasce nel 1997 come WestJet ed inizia le sue operazioni nel 1998 operando un mix fra servizi regolari e charter, quest’ultimi soprattutto legati al fatto che il vettore è controllato al 100 per cento dall’agenzia Allegiant Travel Co. I servizi regolari iniziano a prevalere a partire dal 1999 su rotte vacanziere che da Fresno si dipartono per Las Vegas e Long Beach con l’operativo assicurato da aeromobili DC9-21 e DC9-51. Nel dicembre 2000 il vettore entra in amministrazione controllata, ma il vero cambiamento avviene solo nel giugno del 2001 con l’entrata in scena di Maurice Gallagher Jr il quale, proveniente da WestAir e da ValuJet, imprime una nuova conduzione alla aerolinea.
La nuova politica adottata da Gallagher prevede il trasferimento delle operazioni su Las Vegas focalizzandosi su destinazioni non servite dalle aerolinee major. Dalle due destinazioni del 2001 si è passati alle oltre cinquanta attuali.
Nel novembre 2006 viene annunciata l’entrata del vettore nel mercato NASDAQ sotto la denominazione di "ALGT" mentre contemporaneamente viene adottata la politica di nuove basi ("focus cities") su cui accentrare ulteriori collegamenti con lo stazionamento sulle stesse di almeno due aeromobili. Nell’anno della crisi petrolifera, 2008, Allegiant è insieme a Southwest la sola compagnia major statunitense a dichiarare un profitto.
Nel 2008 Allegiant trasporta 4.299.000 passeggeri e registra un utile di 35.407.400 dollari, cifre che salgono a 5.328.000 passeggeri e 76.331.000 dollari nel 2009 ed a 5.903.000 paseggeri e 65.702.000 dollari nel 2010. Per legare questi numeri agli aeroplani, il prezzo medio degli MD80 acquistati presso SAS è di 1.538.000 dollari contro i prezzi di listino di 80 milioni di dollari un Boeing 737-800 e gli 85 milioni di un Airbus A320.
Fra le caratteristiche del modello Allegiant che meritano di essere evidenziate citiamo la tipologia low cost sia come avvio sia come successivo sviluppo; il fatto che ancora oggi il vettore svolge una discreta attività charter (circa il 10%); una buona parte delle entrate derivanti da voci "ancillary"; destinazioni scelte usando scali secondari con l’eccezione del McCarran su Las Vegas, del Los Angeles International e di Fort Lauderdale-Hollywood Int. Airport. Come si vede quindi un vettore coerente con i precetti delle low cost, anche nei confronti della critica avanzata da alcuni aeroporti lamentatisi dell’estrema rapidità con cui Allegiant abbandona uno scalo nel caso la rotta si dimostri scarsamente remunerativa. Ma anche questo è uno dei fattori che una vera low cost non può non osservare, come ben sanno ormai anche gli aeroporti europei che ospitano o hanno ospitato compagnie di questo genere.
Personalmente non credo che il modello Allegiant Air possa essere valido e remunerativo nella Vecchia Europa.
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Steve