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 Oggetto del messaggio: Allegiant Air
 Messaggio Inviato: 21/11/2011, 16:38 
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Riporto un articolo da Dedalonews , riguardante la compagnia americana Allegiant Air . Ho trovano nell'articolo alcuni spunti interessanti di discussione:-


Cita:
Il successo controcorrente di Allegiant Air
di Antonio Bordoni

Ogni anno le case costruttrici pubblicano previsioni di mercato per migliaia di nuovi aerei che necessitano alle aerolinee, che a loro volta pur di risparmiare carburante all’apparire di un nuovo aereo che consuma meno si affrettano a liberarsi di aeromobili non certo vetusti che ancora potrebbero tranquillamente volare. Ma c’è una aerolinea che ha deciso di andare controcorrente, costruendo il suo successo su una flotta composta di MD82, MD83, MD87 e MD88. Al 31 dicembre 2010 erano 78 gli MD80 di vari modelli in servizio con Allegiant Air, la low cost statunitense in questione. Ed è proprio di questi giorni la notizia che Allegiant acquisterà ancora altri 13 MD80 dalla SAS con consegne tra il 2012 e 2013 con un contratto dal valore di 20 milioni di dollari.
Il vettore non appartiene alla classe dei grandi. Nel 2010 ha trasportato sei milioni di passeggeri, ma in una fase caratterizzata dalla lotta all’ultimo centesimo pur di ottenere l’utile non si può non parlare di una aerolinea la quale, anche se vola con aerei di cui gli altri si disfanno, riesce a chiudere in nero i suoi bilanci.
Il fatto merita di venir commentato anche perché, come è noto, l’età media della flotta di una aerolinea è ormai entrato nell’immaginario collettivo come uno dei fattori da prendere in considerazione per decidere quanto sia opportuno volare con un vettore rispetto a un altro. Apprendere poi che c’è una aerolinea che compra aerei usati, così come avveniva negli anni ante-deregulation, e che riesce a chiudere in utile in questi tempi in cui l’industria aerea è in sofferenza, dimostra un oculato bilanciamento nel comparare i costi di un aeromobile nuovo rispetto ad uno usato, riuscendo allo stesso tempo a non vanificare il risparmio su tale fronte con l’inevitabile maggior consumo di carburante che comportano le operazioni con aeromobili "datati".
L’esercizio non è davvero fra i più agevoli e tenendo conto della velocità con cui le aerolinee tendono a liberarsi dei velivoli che consumano di più si riteneva che non fosse più possibile proporlo. Ciò non significa che quanto fatto da Allegiant Airlines sia automaticamente riproponibile nelle realtà di vettori operanti in altre regioni. Scendendo nei dettagli operativi entrano infatti in gioco altri fattori quali la lunghezza delle rotte svolte e la tipologia di traffico (e quindi di tariffa) su cui puntare.
La compagnia nasce nel 1997 come WestJet ed inizia le sue operazioni nel 1998 operando un mix fra servizi regolari e charter, quest’ultimi soprattutto legati al fatto che il vettore è controllato al 100 per cento dall’agenzia Allegiant Travel Co. I servizi regolari iniziano a prevalere a partire dal 1999 su rotte vacanziere che da Fresno si dipartono per Las Vegas e Long Beach con l’operativo assicurato da aeromobili DC9-21 e DC9-51. Nel dicembre 2000 il vettore entra in amministrazione controllata, ma il vero cambiamento avviene solo nel giugno del 2001 con l’entrata in scena di Maurice Gallagher Jr il quale, proveniente da WestAir e da ValuJet, imprime una nuova conduzione alla aerolinea.
La nuova politica adottata da Gallagher prevede il trasferimento delle operazioni su Las Vegas focalizzandosi su destinazioni non servite dalle aerolinee major. Dalle due destinazioni del 2001 si è passati alle oltre cinquanta attuali.
Nel novembre 2006 viene annunciata l’entrata del vettore nel mercato NASDAQ sotto la denominazione di "ALGT" mentre contemporaneamente viene adottata la politica di nuove basi ("focus cities") su cui accentrare ulteriori collegamenti con lo stazionamento sulle stesse di almeno due aeromobili. Nell’anno della crisi petrolifera, 2008, Allegiant è insieme a Southwest la sola compagnia major statunitense a dichiarare un profitto.
Nel 2008 Allegiant trasporta 4.299.000 passeggeri e registra un utile di 35.407.400 dollari, cifre che salgono a 5.328.000 passeggeri e 76.331.000 dollari nel 2009 ed a 5.903.000 paseggeri e 65.702.000 dollari nel 2010. Per legare questi numeri agli aeroplani, il prezzo medio degli MD80 acquistati presso SAS è di 1.538.000 dollari contro i prezzi di listino di 80 milioni di dollari un Boeing 737-800 e gli 85 milioni di un Airbus A320.
Fra le caratteristiche del modello Allegiant che meritano di essere evidenziate citiamo la tipologia low cost sia come avvio sia come successivo sviluppo; il fatto che ancora oggi il vettore svolge una discreta attività charter (circa il 10%); una buona parte delle entrate derivanti da voci "ancillary"; destinazioni scelte usando scali secondari con l’eccezione del McCarran su Las Vegas, del Los Angeles International e di Fort Lauderdale-Hollywood Int. Airport. Come si vede quindi un vettore coerente con i precetti delle low cost, anche nei confronti della critica avanzata da alcuni aeroporti lamentatisi dell’estrema rapidità con cui Allegiant abbandona uno scalo nel caso la rotta si dimostri scarsamente remunerativa. Ma anche questo è uno dei fattori che una vera low cost non può non osservare, come ben sanno ormai anche gli aeroporti europei che ospitano o hanno ospitato compagnie di questo genere.


Personalmente non credo che il modello Allegiant Air possa essere valido e remunerativo nella Vecchia Europa.

....

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Allegiant Air
 Messaggio Inviato: 21/11/2011, 16:45 
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Ahimè. se va avanti di questo passo per volare su un cagnolone bisognerà andare a Las Vegas....

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 Oggetto del messaggio: Re: Allegiant Air
 Messaggio Inviato: 21/11/2011, 18:40 
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Credo ci sia un limite "sociale" in questa operazione. Mi riferisco al consumo di un bene non rinnovabile, il carburante, ed al maggior inquinamento prodotto. Sono convinto che il costo reale del petrolio sia molto sottostimato nel mondo, proprio perchè non comprende costi sociali come inquinamento e guerre che il petrolio si porta dietro.

Perchè pensi che questo modello non possa applicarsi in Europa?

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Franco

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 Oggetto del messaggio: Re: Allegiant Air
 Messaggio Inviato: 21/11/2011, 19:04 
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Ricordo di aver letto da qualche parte parecchio tempo fa che Southwest aveva stipulato contratti di acquisto del carburante a lungo termine facendo una scommessa vincente sul futuro rialzo dei prezzi petroliferi e mettendosi appunto al riparo da tali aumenti.
Possibile che Allegiant abbia fatto lo stesso? Potrebbe spiegare il puntare su aerei usati e più "vecchi" che consumano di più ma che hanno un costo iniziale molto basso.
Chiacchiere da bar le mie comunque.

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Ale

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 Oggetto del messaggio: Re: Allegiant Air
 Messaggio Inviato: 21/11/2011, 19:13 
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L'acquisto di velivoli "vecchi" ha un senso se si ha una catena logistica e manutentiva ottima. Significa avere a disposizione materiale e ricambi con una rotazione e un volano certificativo che ti permette di ottenere la massima razionalizzazione nella manutenzione programmata e la massima velocità nell'intervento AOG. I ricambi di velivoli come l'MD80 sono di facile reperibilità e sono ancora di facile acquisto su diversi mercati ufficiali.

Il fatto che una compagnia come questa acquisti velivoli da SAS ( mi sembra che tutta la serie MD80 della compagnia scandinava sia in procinto die essere venduta alla compagnia americana) significa portarsi a casa macchine eccellenti e ben utilizzate e che probabilmente avranno davanti a loro almeno altri tre o quattro anni di operazioni prima di diventare onerose perchè si avvicinano ai famosi check C o D.

Il discorso del carburante è un giochino che fanno molte compagnie , ma che trova il tempo che trova. Può funzionare nel breve / medio periodo , ma significa comunque dare garanzie monetarie che ben poche compagnie piccole o medie possono fornire attualmente.

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Allegiant Air
 Messaggio Inviato: 23/11/2011, 14:08 
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IMHO hanno pagato un aereo in buone condizioni (con motori e ricambi extra così come ha comunicato SAS nella notizia che pubblicai sul portale a suo tempo) con un terzo - se non un quarto - di quanto costa il leasing per un anno di una macchina di pari caratteristiche, con la differenza che queste diventano macchine di proprietà e il capitale investito è nettamente inferiore. La struttura di costi della società è snella perché libera da oneri finanziari legati al leasing e probabilmente gli eventuali maggiori costi sul carburante - sulla manutenzione ha giù spiegato egregiamente Steve - divengono marginali in questa operazione. Politiche come l'hedging sul carburante, valide nel breve periodo, inoltre consentono un ulteriore contenimento dei costi unitamente ad altri accorgimenti di natura operativa e commerciale, ad esempio gli MD consentono di ridurre i costi di handling perché dispongono di scalette che consentono ingresso e uscita dei passeggeri in modo del tutto autonomo.
Anche secondo me è un'impresa fattibile solo negli USA dove i più grossi operatori mondiali stanno dismettendo a centinaia i vecchi McDonnell Douglas - vecchi si fa per dire, ci sono macchine di una quindicina di anni - con conseguente disponibilità di personale certificato (equipaggi e tecnici) e spare parts che consentono uno start up con costi nettamente inferiori e costi di gestione generali piuttosto ridotti.

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