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 Oggetto del messaggio: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 12:42 
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Obbligato a rimanere a casa, a causa di forza maggiore, mi sono dedicato a rileggere e sistemare i libri della mia biblioteca. Ricordando una discussione di qualche tempo fa relativa alle scene del film "The right Stuff" riguardanti l'incidente occorso a Chuck Yeager nel corso del collaudo dell'NF-104A sono andato a ripescare il libro autobiografico del noto personaggio.

Il libro si intitola "Vivere per volare" ed è stato scritto dallo stesso Yeager assieme ad un giornalista aereonautico di nome Janos Leo.

Credo che sia stato pubblicato diversi anni fa , 1987 o 1988 da Longanesi. Non sono sicuro che sia ancora disponibile in commercio o in qualche edizione economica.

Immagine

In ogni caso ho scannerizzato il capito relativo all'incidente con l'NF-104. Direi che la sua lettura è davvero esaltante !

Cita:
Il Lockheed Startfighter, F104, fu il primo intercettore da mach 2 e il primo ad attraversare il muro del suono in cabrata.

Immagine

Lo avevo collaudato per l’aeronautica nel 1954, ma quell’aereo aveva un gran brutto difetto, il “pitch-up”. Quando volava con angolo di incidenza di 30°, le ali corte e sottili influenzavano
aerodinamicamente la coda foggiata a T, facendo sì che il muso all’improvviso si alzasse vertiginosamente.

Subito dopo il pilota si ritrovava in una vite piatta,in caduta libera verso terra, e spingeva la manetta il più avanti possibile.
C’era infatti un solo modo per richiamare in salvo un 104:ottenere dal motore il massimo di giri al minuto.

Lo Starfighter assistito dai razzi in dotazione alla scuola presentava lo stesso problema.
La lockheed ne consegnò tre nel 1963 per l’addestramento ad alta quota in assenza di gravità.

Prima che i nostri allievi cominciassero a pilotarli, decisi di stabilire alcuni parametri operativi per capire a quale altezza le forze aerodinamiche del pitch up sarebbero state superiori alla spinta dei razzi ad aria ossigenata installati nel muso.

Immagine

Avevamo due getti da 112 chilogrammi di spinta ciascuno per addestrarci a manovrare in assenza di gravità, e pensavamo che ci saremmo imbattuti nel fenomeno del pitch-up intorno ai trentamila metri d'altezza. Volevo inoltre sfruttare l'occasione per stabilire un primato d'altezza a bordo della versione del 104 assistita da razzi. Decollai la mattina del 12 dicembre 1963 e portai l'aereo a trentamila metri.

Tutto si era svolto nel migliore dei modi, e avevo previsto un secondo volo nel pomeriggio.
ln quei giorni era venuta a trovarci la mamma e Glennis la portò in macchina all'ufficio operazioni della base. Pranzammo in fretta, mentre io indossavo ancora la mia ingombrante tuta pressurizzata: se infatti te la togli quando sei sudato, non puoi più rimetterla.
Le due donne uscirono dalla base e io decollai.

A circa centocinquanta chilometri da Edwards, dove inizia la valle di San Joaquin presso il picco Fraser, raggiunsi i 10.500 metri e a quota 11.100 metri puntai sul lago prosciugato Rogers, col postbruciatore acceso.

Stavo volando a oltre Mach 2 quando accesi il razzo di coda, che aveva una spinta di 2.700 chilogrammi e bruciava una miscela per aviogetti di acqua ossigenata e cherosene.
Stavo salendo con un ripido angolo di settanta gradi, e superavo fischiettando i 18.000 metri, quando il post-bruciatore si spense per la mancanza di ossigeno.
Fin qui tutto previsto.

Avevo poi stabilito di entrare in una leggera picchiata per consentire alle palette del motore, azionate dal flusso dell' aria, di girare e di raggiungere un numero di giri sufficiente a consentirne la ri-accensione nell'atmosfera più densa delle quote inferiori, a 12.000 metri circa.

Immagine

Cosi spensi il motore e lasciai che il razzo mi portasse alla quota massima. Dovevo controllare la temperatura dell'ugello di scarico, perchè anche a motore spento si sarebbe riscaldato a causa dell'angolo di salita particolarmente elevato. Raggiunsi la quota massima di 31.200 metri. L 'aereo completò la sua lunga traiettoria ad arco, quindi prese a cadere.

Ma appena l'angolo d'incidenza raggiunse i ventotto gradi, ecco il pitch.up.
Era già successo durante il volo del mattino, e per interrompere il fenomeno avevo usato i piccoli razzi direzionali del muso spingendo quest 'ultimo in giù senza alcun problema.
Ora, invece, quei maledetti razzi non ebbero nessun effetto. Continuai a lasciare aperti gli sfiatatoi dell'acqua ossigenata, consumandola tutta nel tentativo di abbassare il muso, ma fu inutile.

Quel maledetto muso restava puntato in alto, finchè l'aereo cadde di piatto ed entro in vite.
Scendevo in vite come un disco su un fonografo; ma non potevo picchiare leggermente per far scorrere l'aria attraverso la turbina del motore,e il numero dei giri per minuto andava riducendosi al minimo.

Mancava la pressione idraulica fornita dal motore, avendolo io rallentato, finchè andò in bloccò a diecimila metri circa. Avevo ormai perduto ogni speranza. Più tardi avremmo appreso dal registratore di volo che prima di schiantarsi nel deserto l'aereo aveva compiuto quattordici giri di vite piatta da 31.200 metri.

Rimasi a bordo per tredici giri, poi tirai la maniglia d'espulsione.Detestavo perdere un velivolo tanto costoso, ma non avevo alternative. Tirata la maniglia d'espulsione, la mia tuta pressurizzata si gonfiò e la carica del razzo posta sotto il seggiolino sparò verso l'alto me e lui a centocinquanta chilometri all'ora. Un congegno automatico mi slacciò la cintura di sicurezza e contemporaneamente sganciò dal seggiolino l'anello del paracadute.

Un 'altra piccola carica mi scaraventò fuori dal seggiolino. Cominciai a cadere accelerando; rotolavo a testa in giù verso terra quando vidi quel maledetto seggiolino che rotolava accanto a me impigliandosi nelle funi del paracadute. La carica del razzo aveva appiccato un piccolo incendio allo schienale, che bruciava ancora e che a sua volta stava appiccando il fuoco alle funi. Cristo, proprio cosi.

Il paracadute si aprì con uno scrollone ma io sudavo freddo, avevo paura che le funi si fossero completamente bruciate. Aprendosi, il paracadute si liberò del seggiolino e io tirai il fiato, ma subito ricevetti un colpo in faccia. Mi aveva colpito il tubo di scarico arroventato del razzo. Persi le forze e il coraggio. Il colpo fu cosi forte che non riuscivo più a connettere ne a capire che cosa stesse succedendo. Mi fu strappato via il frontale del casco e vidi le stelle.

Improvvisamente, un ruggito. Il materiale incendiato del sedile aveva dato fuoco alla guarnizione di gomma del casco che, a contatto con l'ossigeno puro, divampò come una torcia. Avevo la testa avvolta dalle fiamme e dal fumo. Non potevo respirare. Non riuscivo a vedere dall'occhio sinistro, colpito dal seggiolino. Stavo morendo asfissiato dal fumo, e boccheggiavo per riuscire a respirare. Infilai la mano nel casco attraverso l'apertura in cui una volta si trovava il frontale, cercando di raccogliere l'aria per respirarla. La mano guantata prese fuoco. Pensai: "Un bel modo di crepare!"

Ero ancora collegato alla bomboletta d'ossigeno d'emergenza, che alimentava le fiamme.
D'istinto alzai la visiera di quello che restava del mio casco, provocando automaticamente la chiusura dell'ossigeno. Era molto vicino a terra e dal casco uscivano ancora fiamme, fumo e morchia. Sbattei duramente contro il terreno. Sentivo Andy che mi sorvolava a bassa quota, e al secondo passaggio riuscii a fargli segno col braccio. Poi mi alzai e mi tolsi l'imbracatura del paracadute, liberandomi dalle funi bruciacchiate con le mani nude. Spinsi i pulsanti di rilascio del collare che collegava la tuta pressurizzata al casco, e facendolo ruotare me lo tolsi. E’ letteralmente impossibile raggiungere e sganciare da soli quei nottolini; come diavolo ci sia riuscito, ancora non lo so.

Ricordo di aver guardato il casco con l 'unico occhio buono che mi restava e mi sembrò di essere di nuovo in guerra. Era coperto di sangue, bruciato e pesto. Stavo lì in piedi nel deserto, intontito, il casco agganciato sotto il braccio, la mano che mi faceva tanto male da sentirmi svenire. La faccia, invece, non mi doleva.

Vidi correre verso di me un giovane; ero caduto a un paio di chilometri dalla strada numero sei, che collega Bishop col Mojave, e quel ragazzo mi aveva visto atterrare col paracadute, aveva fermato il camioncino e era venuto a offrire aiuto. Mi guardò e si girò dall'altra parte.
La mia faccia sembrava carne carbonizzata. Gli domandai se avesse un coltello. Tirò fuori un temperino, apri la lama e me lo porse. Gli spiegai: "Devo fare qualcosa alla mano. Non resisto oltre. Usai il temperino per tagliare il guanto foderato di gomma, ma vennero via anche due dita bruciate. Il ragazzo vomitò.

Poi arrivò l'elicottero. Ricordo che gli infermieri mi corsero incontro. Domandai: "Potete fare qualcosa per la mia mano? Mi sembra di morire". Mi fecero un'iniezione di morfina attraverso la tuta pressurizzata. Non potevano togliermi la tuta perchè dovevano aprire la lampo per tutta la lunghezza, poi dovevo fare passare la testa fuori dal collare metallico ad anello, ma la mia faccia era in condizioni talmente penose che non ne ebbero il coraggio.

In ospedale, fecero intervenire i pompieri per tentare di tagliare il collare con le cesoie.
Finchè mi venne in mente una cosa: "Cercate la sega, è nella tasca destra della mia tuta".
Era una piccola sega a nastro che terminava con due anelli; la portavo sempre con me anche durante le gite in montagna, e in men che non si dica tagliarono quel collare.

Sotto l'effetto della morfina, cominciai ad assopirmi, solo a metà consapevole della presenza di Glennis, ma Stan Bear, il medico della base, continuava a scuotermi per tenermi sveglio.
Stava sondando attraverso il sangue disseccato sopra l'occhio sinistro, dove mi ero fatto un taglio profondo. Il sangue era stato per cosi dire vetrificato dal calore dell'incendio e Doc continuava a frugarci dentro, chiedendomi se riuscissi a veder qualcosa. Dissi di no.
Lo sentii mormorare: "Cristo, temo che lo abbia perso". Ma improvvisamente vidi un raggio di luce attraverso un forellino. Avvertii subito Doc, che sorrise: "Il sangue disseccato ti ha salvato la vista, amico". Finalmente mi diede il permesso di svenire.

Mi misero una flebo; il giorno dopo ero cosi intontito che caddi addormentato nel bel mezzo di una frase mentre tentavo di raccontare al generale Branch che cosa mi fosse successo.
Vennero a trovarmi Glennis, Andy, Bob Hoover e il pilota collaudatore Tony Le Vier, ma io si e no me ne rendevo conto. Continuavano a somministrarmi analgesici. Passarono vari giorni prima che mi accorgessi di quanto ero mal ridotto. La faccia era gonfia come un melone e abbrustolita da quella specie di fiamma ossidrica.

Il vecchio Stan Bear venne a sedersi accanto a me. "Bene, Chuck, ho da darti qualche buona notizia e qualche altra cattiva. Cominciamo con le buone: i polmoni non hanno subito danni permanenti e anche l'occhio sembra star bene. Io, però, dovrò farti male, tanto quanto non ne hai mai provato in tutta la vita, per impedire che tu rimanga sfigurato per sempre.
E dovrò farlo ogni quattro giorni".

Rimasi all'ospedale un mese e ogni quattro giorni Doc mi grattava via la crosta che si stava formando, partendo dal centro della faccia e del collo. Era una nuova tecnica messa a punto per evitare che si formassero orribili cicatrici incrociate mentre la pelle cresceva sotto la crosta. Funzionò benissimo. Mi sono rimaste soltanto poche cicatrici sul collo, ma la faccia è guarita ed è rimasta perfettamente liscia. Tuttavia non avevo mai provato un dolore simile.
Alla fine di tutto, però, avevo perduto soltanto la punta di due dita: tutto sommato, un prezzo abbastanza equo.



Spero che vi sia piaciuto !

...


Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 12:57 
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Ciao Steve, ricordo benissimo il libro della Longanesi, che mi prestò un amico nel lontano 1984 o giù di lì.
Tra gli altri, mi era rimasto molto impresso il particolare del guanto bruciato e delle dita....
Più avanti parla anche di quando servì in Italia, ad Aviano.
Da spotter, mi colpì dove dice che, per tacitare un superiore molto "rompino", che aveva la mania dell'impiego pre-pianificato degli aerei per rispettare certi criteri di impiego delle ore di volo dei velivoli in funzione delle manutenzioni programmate, a volte "ritoccavano" (di nascosto dal superiore ma in combutta con i tecnici) le matricole degli aerei che andavano in missione per far contento il tipo...
Purtroppo il libro in edizione italiana è introvabile, non è mai stato stampato in economica e anche nei banchetti non l'ho mai visto.
A chi mastica l'americano, consiglio l'edizione in ligua originale, più volte ristampata.
Ciao
Paolo


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 13:11 
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Io l'ho ricevuto in regalo nel 1987 ma nell'occasione di un viaggio in USA sono riuscito a comperare l'edizione americana.
Purtroppo la traduzione italiana non è molto "tecnica" e per chi è interessato alle descrizioni tecniche dei voli ( specialmente tutti i capitoli riguardanti la sperimentazione dell'X-1) è fondamentale andare a leggere in inglese i vari termini.

...

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 13:29 
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Grazie Steve, veramente un racconto esaltante!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 13:38 
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Molto bello il racconto di uno che è parte della storia dell'aeronautica.

:grazie:

non sapevo che quel tipo di 104 avesse anche dei razzi nel muso

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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 14:04 
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Qui si trovano alcune informazioni sul NF-104A usato per l'addestramento degli astronauti
http://en.wikipedia.org/wiki/Lockheed_NF-104A

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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 14:18 
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Ottima iniziativa, Snap-On.
Un grazie vivissimo!
Avevo letto del drammatico, anzi allucinante, incidente occorso a Yeager nella descrizione che ne fa Tom Wolfe nelle pagine di "The Right Stuff" già nel 1981, allorchè uscì la prima edizione in lingua italiana "La Stoffa Giusta" per i tipi di Sperling & Kupfer Editori.

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Purtroppo non ho acquistato successivamente l'edizione italiana delle memorie del grande pilota che, infatti, risulta introvabile e non è mai stata ristampata da Longanesi.

Cita:
A chi mastica l'americano, consiglio l'edizione in ligua originale, più volte ristampata.

Sono al corrente di questo, ma ho il timore che si tratti di un libro pieno zeppo di slang e, per lo meno in alcune parti, di non facile comprensione.

O no?

:mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 14:43 
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Cita:
A chi mastica l'americano, consiglio l'edizione in ligua originale, più volte ristampata.

Sono al corrente di questo, ma ho il timore che si tratti di un libro pieno zeppo di slang e, per lo meno in alcune parti, di non facile comprensione.

O no?

:mrgreen:[/quote]

Ti confermo che non si tratta di un inglese di facile interpretazione.
E' molto nutrito di parole tecniche che per chi non ha consuetudine conl'inglese tecnico aereonautico , possono creare qualche piccolo problema di comprensione.
Ho notato però che l'edizione italiana è stata tradotte abbastanza bene.
Quantomeno molte parole "tecniche" sono state lasciate in inglese, evitando di tradurre i termini con parole che non avrebbero avuto alcun significato nel contesto del discorso.

L'edizione italiana ha diverse foto, abbastanza note. Quella americana ne ha molte più e decisamente interessanti.

...

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 21:55 
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comprai il libro nell'edizione italiana nei primi anni '90 in un negozio Remainders (per chi è di Milano era quello in Galleria Vittorio Emanuele..)... Non sapevo chi fosse "Chuck" lo stile non era molto "forbito" ma era molto divertente ,anzi incredibilmente divertente. Ricordo un particolare riferito al suo periodo di pilota di P 51 Mustang in Europa (penso fosse in Francia) dove in volo sganciavano i serbatoi supplementari sub alari e gettandosi a vite in picchiata li mitragliavano ....

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 Messaggio Inviato: 16/10/2010, 21:23 
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Ti consiglio vivamente di leggerlo il libro. In Inghilterre non dovresti avere problemi a trovarlo. Credo che l'ultina riedizione sia stata fatta nel 2006. Alltrimenti la prossima volta che ci ritroviamo ricordamelo che ti porto lil libro in italiano.

Poi se capiti da Milano e passi da me e ti faccio "morire! !!!!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Steve

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 Messaggio Inviato: 17/10/2010, 18:40 
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Snap-On ha scritto:
Ti consiglio vivamente di leggerlo il libro. In Inghilterre non dovresti avere problemi a trovarlo. Credo che l'ultina riedizione sia stata fatta nel 2006. Alltrimenti la prossima volta che ci ritroviamo ricordamelo che ti porto lil libro in italiano.

Poi se capiti da Milano e passi da me e ti faccio "morire! !!!!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Steve

Grazie Steve! :salute: Lo cerco online intanto.
Guarda... non ho risposto all'appello per le regalie che hai messo, perchè al momento Milano non è tra le rotte in programma, ma hai visto mai che faccia un'improvvisata. :mrgreen: :ok:

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 Messaggio Inviato: 21/10/2010, 11:53 
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In ogni caso se volete leggere qualcos'altro riguardante Chuck Yaeger vi suggerisco di linkare sul suo sito:

http://www.chuckyeager.com/home.htm

Credo che sia uno dei pochi "miti" ancora viventi e in buona salute!

Steve

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 Messaggio Inviato: 21/10/2010, 13:14 
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grazie del link

veramente una leggenda!

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 Messaggio Inviato: 22/10/2010, 18:56 
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Ciao,
scusate ma mi permetto di segnalarvi un mio intervento proprio in argomento su un altro forum che è una campana un po' diversa da quella del pilota americano:

http://www.italianvipers.com/smf/index.php?topic=9534.0

Se poi volete parlare dell' NF 104 A dal punto di vista tecnico vi posso annoiare a morte :mrgreen:

Ric


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 Messaggio Inviato: 23/10/2010, 8:03 
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zipper ha scritto:
Ciao,
scusate ma mi permetto di segnalarvi un mio intervento proprio in argomento su un altro forum che è una campana un po' diversa da quella del pilota americano:
http://www.italianvipers.com/smf/index.php?topic=9534.0

Interessante il tuo punto di vista. Da dove hai tratto queste informazioni?

zipper ha scritto:
Se poi volete parlare dell' NF 104 A dal punto di vista tecnico vi posso annoiare a morte :mrgreen:

Ric

Secondo me non ci riesci ad annoiarci! :mrgreen:
Comunque provaci :D

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 Messaggio Inviato: 23/10/2010, 14:36 
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Bellissimo racconto, grazie Steve!!!

Peccato che non si trovi il libro in italiano!

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“Carri nemici fatta irruzione a sud dell’Ariete, con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa 5 km nord-ovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono”.

EL ALAMEIN, 3 NOVEMBRE 1942


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Max70 ha scritto:
Bellissimo racconto, grazie Steve!!!

Peccato che non si trovi il libro in italiano!


Sono andato da un amico libraio proprio ieri, mi ha detto che la Longanesi l'ha messo fuori commercio dal gennaio 2009...
Rimangono le bancarelle e i negozi di libri usati.


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dragoIV84 ha scritto:
Sono andato da un amico libraio proprio ieri, mi ha detto che la Longanesi l'ha messo fuori commercio dal gennaio 2009...
Rimangono le bancarelle e i negozi di libri usati.
Max70 ha scritto:
Bellissimo racconto, grazie Steve!!!

Peccato che non si trovi il libro in italiano!


Sono andato da un amico libraio proprio ieri, mi ha detto che la Longanesi l'ha messo fuori commercio dal gennaio 2009...
Rimangono le bancarelle e i negozi di libri usati.


Forse perchè io abito vicino a Milano ho più facilità nel trovare libri del genere in librerie specializzate, però non sottovaluterei neanche EBay , dove sono riuscito a trovare molte pubblicazioni fuori edizione.

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 23/10/2010, 20:28 
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Snap-On ha scritto:
dragoIV84 ha scritto:
Sono andato da un amico libraio proprio ieri, mi ha detto che la Longanesi l'ha messo fuori commercio dal gennaio 2009...
Rimangono le bancarelle e i negozi di libri usati.
Max70 ha scritto:
Bellissimo racconto, grazie Steve!!!

Peccato che non si trovi il libro in italiano!


Sono andato da un amico libraio proprio ieri, mi ha detto che la Longanesi l'ha messo fuori commercio dal gennaio 2009...
Rimangono le bancarelle e i negozi di libri usati.


Forse perchè io abito vicino a Milano ho più facilità nel trovare libri del genere in librerie specializzate, però non sottovaluterei neanche EBay , dove sono riuscito a trovare molte pubblicazioni fuori edizione.

Steve


Su ebay solo la versione originale in inglese...


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 25/10/2010, 12:56 
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zipper ha scritto:
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.... MAGARI! Sono anni che lo cerco proprio lì, sinora senza successo...
ciao
Paolo


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 25/10/2010, 13:04 
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è un paio d'anni che lo tengo sott'occhio anche io su ebay ma niente... anche se effettivamente non ne faccio una ricerca assidua. Invece son riuscito a portare a casa ad 1 euro quello di Pappy Boington.... :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 25/10/2010, 13:34 
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Se qualcuno fosse interessato ad una copia in lingua inglese io posso cedere volentieri la copia in formato tascabile.
E' in ottime condizioni.

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 25/10/2010, 13:45 
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quella inglese si trova abbastanza facilmente su ebay.. è quella italiana che è rara...


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 26/10/2010, 12:49 
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moondog ha scritto:
è un paio d'anni che lo tengo sott'occhio anche io su ebay ma niente... anche se effettivamente non ne faccio una ricerca assidua. Invece son riuscito a portare a casa ad 1 euro quello di Pappy Boington.... :mrgreen:


...vedo che non sono il solo, moondog!

OT: Il Boington è in edizione economica o di lusso? Il mio è in economica, e mi chiedevo se nella edizione di lusso c'erano foto.

ciao

Paolo


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 26/10/2010, 14:20 
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Cita:
OT: Il Boington è in edizione economica o di lusso?

Edizione rilegata:

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Edizione economica:

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;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Chuck Yeager - Vivere per volare - NF-104A
 Messaggio Inviato: 10/12/2010, 12:12 
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scusa se rispondo solo ora, lo ho trovato in economica, la seconda postata qui sopra!


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