La Ryanair e l'Alitalia si tirano in faccia il guanto di sfida, e già che ci sono si fanno pure gli sberleffi, e questo è senz'altro positivo per la concorrenza, perché vuol dire che la lotta fra le compagnie aeree è dura (e speriamo che a goderne siano i viaggiatori). «Ci aspettiamo di superare Alitalia il prossimo anno per diventare il vettore numero uno d'Italia» ha detto ieri il fondatore e amministratore delegato della compagnia irlandese a basso prezzo, il vulcanico Michael O'Leary, atterrato a Roma per presentare due nuove tratte da Ciampino per Cracovia (Polonia) e Siviglia (Spagna).
O'Leary fa i conti sulla punta delle dita: «Nel 2009 - ha detto - il traffico in Italia di Ryanair si avvia ad aumentare del 22% a 18 milioni di passeggeri, mentre si prevede che quello di Alitalia diminuisca del 23% a 18 milioni». Basterà proseguire questo doppio trend nel 2010 e il gioco, pensa O'Leary, sarà fatto, Alitalia non sarà più regina.
Ma O'Leary non si limita a spiattellare i numeri, prende pure in giro: «Roberto Colaninno (l'azionista di controllo di Alitalia) farebbe meglio ad abbandonare il business aereo, che per lui è poco conveniente. Si ritiri in una villa in campagna e voli con Ryanair, che è meno costosa».
Ieri da Colaninno l'unica risposta era il «no comment», ma il round precedente con Ryanair aveva avuto a protagonista proprio il presidente di Alitalia: pochi giorni fa, nella trasmissione di Lilli Gruber su La7, Colaninno aveva detto «noi siamo imprenditori di trincea, Ryanair non ci preoccupa, non ci fanno paura gli irlandesi».
Del resto, il botta e risposta fra Ryanair e Alitalia risale a prima dell'arrivo di Colaninno nella compagnia, quando O'Leary protestava un giorno sì e uno no con la Commissione europea per il prestito-ponte e gli altri aiuti pubblici alla compagnia di bandiera.
O'Leary ha aperto un altro fronte polemico in Italia, con l'ente di controllo del settore aereo. «Se l'Enac - ha detto - non rivedrà l'ordinanza con cui permette di salire sugli aerei anche con la licenza di pesca o con la patente, violando le regole per la sicurezza che prevedono passaporto e carta di identità, dovremo rinviare o cancellare l'apertura delle basi di Bari e Brindisi prevista per l'inizio del 2010. Siamo costretti ad accettare anche le licenze di pesca, le patenti e altro, ma per gli assistenti di volo non è usuale trattare con questi documenti», né capire se sono autentici o falsi.
Ribatte l'Enac: «Le nostre ordinanze impongono di accettare un ampio ventaglio di documenti, incluse le licenze di pesca, perché lo prevede l'ordinamento italiano.
L'Enac ha ricevuto alcune segnalazioni da cui sembrerebbe che la Ryanair riesca a superare i presunti problemi di sicurezza imponendo di pagare una penale ai passeggeri in possesso di altri documenti di riconoscimento». Pertanto, «è del tutto infondato e pretestuoso» quanto affermato da O'Leary.
Ieri sono state sospese a Fiumicino le assemblee dei lavoratori di Alitalia che l'altro giorno avevano provocato cancellazioni e ritardi; il garante degli scioperi ha avviato l'iter per infliggere sanzioni.
Sinceramente questo tipo mi ha veramente stufato. Fortunatamente posso permettermi di evitare Ryanair, e il pensiero di avere un personaggio del genere che rappresenta la società potenzialmente numero uno in Italia per traffico aereo mi fa solo sperare di essere "colonizzato" dai nostri partner europei che il giocattolo lo sanno far girare.
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