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 Oggetto del messaggio: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 01/09/2011, 12:33 
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Penso che un fondo verità ci sia; spesso ho l'impressione che il pilota stia diventando sempre meno pilota e più 'gestore di sistema'


Dal Corriere della Sera di oggi

Due incidenti su tre causati dal sistema di autopilotaggio


MILANO - La prossima volta che salite in aereo più che al pasto che vi serviranno o al film che vi faranno vedere, sarà meglio che vi assicuriate che il pilota sappia fare il suo lavoro. Ovvero, pilotare quel gigante dei cieli. Un compito che a quanto pare ormai pochi comandanti sarebbero in grado di fare davvero, vista la loro totale fiducia nei computer di bordo. A tracciare questo assai poco rassicurante quadro è stato uno studio del comitato esecutivo dell’americana Federal Aviation Administration, che ha evidenziato come i piloti tendano oggi ad affidarsi troppo ai sistemi automatici (una pratica incoraggiata anche dalle compagnie aeree che addirittura spesso proibiscono ai comandanti di spegnere il sistema di autopilotaggio) con il risultato di ridurre sensibilmente le loro capacità di volo manuale.

I DATI - Qualche dato per meglio rendere l’idea: analizzando 46 incidenti e disastri aerei, 734 segnalazioni volontarie da parte dei piloti e 9mila voli in cui un funzionario della Faa aveva spento i dispositivi automatici per vedere il pilota in azione, si è così scoperto che in oltre il 60% degli incidenti e nel 30% dei disastri aerei i piloti avevano avuto problemi con il volo manuale o avevano fatto degli errori con il controllo automatico. Fra questi ultimi, i più comuni erano non riuscire a capire che il pilota automatico o la valvola a farfalla che controlla l’alimentazione del motore erano disinseriti; le manovre da eseguire per recuperare uno stallo in volo o come monitorare e mantenere costante la velocità. «Con questo nuovo modo di pilotare stiamo assistendo ad un nuovo genere di incidenti – ha spiegato Rory Kay, pilota e co-presidente della Faa – e ci stiamo dimenticando come si vola».

INCIDENTI PIU' FREQUENTI - Sempre dalla ricerca è anche emerso un incremento dei piccoli incidenti, causati per lo più dal tempo perso dai piloti nel tentativo di far ripartire il pilota automatico «quando invece tutto quello che dovrebbero fare sarebbe di afferrare i comandi e mettersi a pilotare», ha commentato Bob Coffman, altro membro del comitato esecutivo. Logico che le reazioni non si siano fatte attendere, una per tutte quella di Paul Railsback, direttore operativo dell’Air Transport Association () che rappresenta tutte le compagnie aeree americane, che, come si legge sul Daily Telegraph ha invitato le compagnie a destinare un tempo ragionevole nell’addestramento dei piloti al volo manuale, «affinché non si affidino completamente ai sistemi automatizzati».

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"Nel volo, ho imparato che la trascuratezza e l'eccesso di confidenza sono di gran lunga più pericolosi dei rischi deliberatamente accettati"

(Wilbur Wright, Settembre 1900)


Ultima modifica di LS4 su 01/09/2011, 15:37, modificato 1 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 01/09/2011, 13:02 
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Credo che dopo l'incidente del volo AF447 saranno riviste molte cose. Comunque già nel 79 si parlava di queste cose ma forse le compagnie e i costruttori hanno spinto in direzioni diverse.
A questo link c'è un interessante articolo sulla questione:

http://www.aerohabitat.org/index.php?page=1&cat=9&id=93

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Ale

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 01/09/2011, 13:05 
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Credo che l'articolo del Corriere sia il naturale sviluppo di molti articoli riguardanti questa questione e apparsi su molti blog e forum specializzati.

Da AVweb:-

Cita:
AP: Pilots "Forgetting How To Fly"
By Mary Grady, Contributing editor

The airline industry is suffering from "automation addiction," Rory Kay, co-chair of an FAA committee that is examining pilot training, said in an Associated Press story published on Tuesday. "We're seeing a new breed of accident with these state-of-the-art planes," said Kay. "We're forgetting how to fly." Pilot skills have been cited by investigators in two recent major accidents, the Buffalo crash of a regional airliner in 2009, and the 2009 Air France crash of an Airbus A330. How pilots respond to the sudden loss of automated aircraft systems "is the big issue that we can no longer hide from in aviation," Bill Voss, president of the Flight Safety Foundation, told the AP. "We've been very slow to recognize the consequence of it and deal with it."

Voss said the solution will require changes in cockpit procedures, not just in training, where pilots spend just a few days a year. Paul Railsback, operations director at the Air Transport Association, told the AP that airlines are aware of these issues. "We think the best way to handle this is through the policies and training of the airlines to ensure they stipulate that the pilots devote a fair amount of time to manually flying," Railsback said. "We want to encourage pilots to do that and not rely 100 percent on the automation. I think many airlines are moving in that direction." Kathy Abbott, an FAA researcher studying these issues, found last year that "pilots sometimes abdicate too much responsibility to … automated systems." She added that sometimes pilots don't get enough practice in hand-flying and will hesitate to take control away from the computer in an emergency.


L'articolo del Corriere.it , come al solito, si commenta da solo. Spaventare il pubblico con notizie che sfruttano la paura di volare e preannunciano "peste e catastrofi" nell'immediato futuro a tutto il comparto del trasporto aereo , fanno sicuramente bene al settore !

...

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 01/09/2011, 13:14 
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Anche questo articolo del Corriere sembra uscito da una rubrica di "Chi" o "Io Donna". Credo sia ormai filosofia aziendale mantenere un certo "standard"...

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 01/09/2011, 13:24 
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Sì, è vero, c'è un gran parlare in rete di queste cose, ma bisogna cercare di attingere informazioni da gente competente o si finisce per avere un quadro distorto della faccenda.
Qui c'è un video sul volo AF447, ma credo si possa applicare anche a questa discussione. E' in inglese.

http://www.youtube.com/watch?v=ARybu2kHeZ8&feature=related

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 01/09/2011, 19:24 
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L'articolo fa schifo, ma affronta, con la tipica ignoranza e superficialità da giornalaio (sempre scuse alla categoria degli edicolanti che adoro!) che gli hanno appioppato l'articolo di riempimento, un argomento delicato e vero.

Comunque, affrintando un pò seriamente l'argomento, e dopo aver letto i link riportati qui sopra, le considerazioni sono tantissime. Ma una spicca su tutte: risparmiare!
L'addestramento serio, quello con SELEZIONE, costa caro ed è impopolare (nessuno si iscrive in un TRTO pagando migliaia di € sapendo che segano!). Ma è l'unico che garantisce le skill basiche ad elevati livelli.
Il "Back to the basic", frase che ha portato a casa tanta gente sana e salva, oggi potrebbe essere più dannoso che altro!

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 02/09/2011, 7:03 
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L'automazione acquisita dai sistemi di condotta nell'ultima generazione di velivoli ha determinato anche ad una completa revisione dell'addestramento, sia dei piloti che del personale tecnico e di supporto.

Le problematiche dettata da una differente condotta della gestione del volo e delle operazioni di manutenzione totalmente nuove hanno sicuramente portato ad un nuovo tipo di addestramento di tutto il personale e all'introduzione di metodi di valutazione delle capacità personali.

Molti aspetti sono totalmente positivi e garantiscono una condotta e una monitorizzazione dei sistemi e degli impianti impeccabile ma determinano, sopratutto nelle persone giovani e più "skilled" nell'approccio a questi sistemi, una eccessiva fiducia nell'automatismo del sistema aeroplano. Questa "fiducia" determina anche un abbassamento della soglia di monitoraggio, la quale determina di conseguenza, una minore vigilanza sul sistema.

Il ruolo fondamentale di un addestramento valido è quello di permettere di utilizzare tutto il sistema per poter "interpretare" i dati e i comportamenti del velivolo, aggiungendo anche l'esperienza personale e il proprio senso critico per prevenire situazioni potenzialmente pericolose.

Ma, come dice Duck, tutto adesso si basa sul costo e l'addestramento è uno di quelle componenti che ha raggiunto dei costi assolutamente incredibili. E poichè , meno si spende, più si guadagna, la tendenza è sempre quella di fare il minimo addestramento richiesto dalle norme e dalle autorità.

...

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 02/09/2011, 7:54 
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duck4 ha scritto:
Il "Back to the basic"...


Back to basic che forse non sempre è applicabile negli aerei moderni con FBW

Pur nella limitata esperienza di paperozzi, confermo che il volo con dispositivi che aumentano gli automatismi sono una medaglia con due faccie. Ovviamente parlo del G1000 e dell'autopilota collegato al GPS di quest'ultimo. La possibilità di avere a disposizione tante informazioni, le principali presentate in maniera semplice, sicuramente ti permettono di monitorare con più precisione il velivolo ed il volo, ma per contro abbassano la soglia di attenzione, o almeno ti rendono più difficile affrontare situazioni anomale (banalmente, la perdita del segnale GPS). In questo caso, volare anche con aerei "tradizionali" permette di mantenere un certo allenamento.

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 02/09/2011, 8:03 
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pippo682 ha scritto:
Ovviamente parlo del G1000 e dell'autopilota collegato al GPS di quest'ultimo.


L'AP e' collegato ad uno dei due data integrator, non al solo GPS ;)

E' un bel sistema ma in VFR, dove voli "guardando fuori", ha il brutto difetto di portare il pilota a "guardar dentro" e a seguire i numerini sul display.

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 05/10/2011, 12:41 
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E' in corso la terza conferenza EASA sulla sicurezza.
Il tema è la perdita del controllo del velivolo.
Comunque mi pare che non si dica poi nulla di nuovo rispetto a quanto detto qui sul forum e su altri articoli apparsi in rete fino ad ora.

Cita:
The theme for the two-day conference is “Loss of Control”. A topic well chosen because Loss of Control (LoC) accidents are considered a safety priority by many organisations.

This was again confirmed by speakers today. EASA research of airliner accidents over the past decade showed that 25% of all fatal accidents are caused by Loss of Control. Additionaly, ICAO data supports the conclusion that LoC accident account for most fatalities. It is one of four safety priorities for ICAO.

And alarmingly, the LoC accident rate is not decreasing.

But how to decrease the number of LoC accidents? ICAO suggests that it should be a global approach with harmonization of efforts. Meanwhile several organisations are involved in research in relation to (aspects of) LoC. Some speakers noted that the monitoring skills of the ‘pilot monitoring’, or ‘ pilot not flying’ should be strengthened. With enhanced monitoring skills a copilot could be even better prepared to anticipate and recognize signs that, for instance a stall is imminent.

But not it is not just monitoring skills. A French study in 2008 reported that many copilots felt that they were not adequately prepared for surprising situations.

It should be considered to take these kind of situations into account during pilot training. Especially given the growing automation on today’s flight decks. It is getting harder to anticipate all different failure modes in these automated systems. More so since several systems like Electronic Flight Bags do not go through the same certification processes as aircraft systems.

However, a slight change in training would not be sufficient, according to Jean Pariès. He even suggested a paradigm shift for training as a whole to, “”recognize real world unpredictability.. and to maintain/develop resilience features”.



Several LoC accidents were mentioned by different speakers. These accidents were:

23 Aug 2000 – A320 at Bahrain: nose down input by the captain during a night time go around; crash into the sea.

22 Dec 1999 – B747F near London-Stansted: captain lost control when his ADI failed.

23 Sep 2007 – B737-300 near Bournemouth, UK. Unrecognized disengaing of autothrottle during final approach.

14 Sep 2008 – B737-500 near Perm, Russia: loss of spatial orientation of the crew during night time approach, pilot not familiar with Western ADI’s.

25 Feb 2009 – B737-800 near Amsterdam-Schiphol Airport: Stall following undetected autothrottle thrust reduction during final approach.


http://news.aviation-safety.net/2011/10/04/day-1-of-easa-safety-conference-staying-in-control-%e2%80%93-loss-of-control-loc-%e2%80%93-prevention-and-recovery/

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 Oggetto del messaggio: Re: Disastri aerei, colpa del pilota automatico
 Messaggio Inviato: 12/12/2011, 8:58 
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Dal 27 al 29 Settembre 2011 si è svolta a Londra la conferenza alla Royal Aeronautical Society sull'addestramento al volo.
Non sto ad entrare nei dettagli dei concetti espressi, molti dei quali già trattati in questo topic, però mi ha incuriosito il fatto che negli ultimi vent'anni le compagnie mondiali hanno subito profonde modifiche organizative e finanziarie, tra cui il reclutamento dei piloti. In sostanza si è interrotto il flusso di quelli ex militari che si portavano dietro grande professionalità e disciplina.
Mi sono fatto queste domande:

-Perchè si è interrotto il flusso? Le Aeronautiche erano stufe di spendere vagonate di soldi per addestrare i piloti che in seguito se ne andavano nelle compagnie (di bandiera?) con un arrivederci e grazie da entrambi?

-Significa che le scuole civili non sono in grado di garantire lo standard qualitativo che le nuove macchine richiederebbero?

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 Messaggio Inviato: 12/12/2011, 9:59 
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La risposta per entrambe le domande è: soldi!

Per prima cosa eviterei, per una serie di motivi, di parlare di piloti militari che portano esperienza. E' stato così per molti anni e sicuramente ancora lo è per certe cose.
Però con l'avvento di alcune tecnologie il gap è diminuito notevolmente.

Per le domande:
- Quando "qualche" compagnia ha capito che fare addestramento direttamente in linea voleva dire farsi pagare dai propri dipendenti non pagandoli (doppio vantaggio) all'improvviso sono nate centinaia di scuole delle compagnie dove la "selezione" è zero! Ovvero chi ha la disponibilità economica va avanti. Non commento.
Questo ha fatto si che i "manager" valutassero l'esperienza o il potenziale in termini economici.

_ La conseguenza diretta della selezione "zero" (che poi chiamarla selezione mi fa ridere) ha significato un'immediato adeguamento delle scuole di volo classiche che hanno smesso di segare la gente. Quindi abbiamo tanti ragazzi svogliati figli di papà che arrivano in linea senza aver studiato e senza passione.

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 Messaggio Inviato: 12/12/2011, 11:31 
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La situazione che descrivi è italiana, europea o mondiale? Mi rendo che si la domanda posta così è un po' vaga, e che andrebbe visto caso per caso, ma a grandi linee?

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 Messaggio Inviato: 12/12/2011, 11:44 
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pippo682 ha scritto:
La situazione che descrivi è italiana, europea o mondiale? Mi rendo che si la domanda posta così è un po' vaga, e che andrebbe visto caso per caso, ma a grandi linee?


Europea.
Negli US l'aviazione civile è storicamente scorporata da quella militare e le scuole di volo sono nella cultura di quel paese.
Negli altri paesi evoluti come aviazione si cerca solo personale già formato e iper qualificato.
Che poi la domanda è: se non fai formazione come fai ad avere personale iper qualificato?
Parlo di Asia, Medio Oriente e qualche paese africano.

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 Messaggio Inviato: 12/12/2011, 12:14 
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Il quadro che sta venendo fuori dalla discussione non mi sembra quindi molto roseo. Parlo dell'ambito civile.
In USA se vuoi diventare pilota devi studiare, in Europa basta pagare e se vuoi essere bravo ci devi mettere del tuo, nel resto del mondo non studi affatto perchè non ci sono scuole. Praticamente se vuoi lavorare dappertutto ed essere preparato devi studiare in USA?
A grandi linee naturalmente.

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 Messaggio Inviato: 12/12/2011, 12:30 
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La "formazione" nel settore aereonautico è diventata un ghiotto business, sia che si parli di corsi per l'acquisizione della licenza di pilota, sia che si parli di manutenzione o di lavori di supporto.

Molti anni fa la strada per ottenere una qualifica e un'esperienza vendibile sul mercato civile si poteva ottenere soltanto arrivando dal settore militare. Questo non è più possibile perchè comunque la disponibilità di persone è adesso davvero ridotta mentre la domanda sul mercato civile è aumentata in maniera esponenziale.

Questo ha prodotto quello che descriveva Duck nel suo intervento: una incredibile fioritura di FTO e scuole varie che confezionano pilotini che hanno pagato cifre esorbitanti per ottenere una licenza che serve solo per essere ammessi in qualche compagnia che chiederà ulteriori sacrifici economici per ottenere esperienza e competenza.

Da qualche parte ho letto che in europa esistono più di 1600 FTO per una bacino che nei prossimi anni potrà assorbire al massimo il 10/12 % dei nuovi brevettati. Abbastanza sconfortante no ?

In USA le scuole certificate sono poco meno di 800 e nonostante il fatto che sia la nazione aeronauticamente più evoluta anch'essi stimano che solo il 28/33 % dei diplomati potrà accedere ad un lavoro in qualche compagnia aerea.

Di conseguenza le persone in eccesso dove potranno impiegarsi?

...

Steve

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