Ora vi racconto un po' meglio come è andata
allora venerdì 21 vado in aeroporto abbastanza tranquilla, dico abbastanza, la voglia di andare via per qualche giorno era tanta, e anche la voglia di mettermi in gioco! Tempo fantastico, il cielo a Venezia era azzurrissimo.
Nel marsupio una pastiglietta rilassante che è ho chiesto al dottore di darmi... non sono sicura di volerla prendere perchè mi sento di poter fare anche senza, poi la mia amica al telefono mi dice, non fare cavolate, non prenderla... e così é. Tutto a posto, imbarco, solite fasi di routine (anche se nuove per me), passaggio al metal detector, tutto bene, saliamo nel pulman e poi nell'aereo, dall'agitazione non trovo più la carta d'imbarco che poi avevo in tasca..., per fortuna riesco a prendere posto abbastanza davanti. L'ansia sale, non vedo l'ora di partire e di arrivare a Berlino e non si parte e non si parte... 5 sveglioni hanno fatto il check in, imbarcato le valigie e non si sono presentati... 1 ora e mezza in aereo... avete presente come stavo?

alla fine ho deciso di prendere sta benedetta pastiglietta anche se il dottore mi aveva detto un'ora prima... credo che dopo un'ora eravamo quasi a Berlino visto che subito dopo si è chiuso il portellone e via... il decollo non me lo ricordavo affatto così, questa corsa veloce e poi su, ti senti proprio buttare in alto ma ti senti anche sicuro allo stesso tempo, è una sensazione forte molto molto forte! La mia vicina di sedile, una ragazzina tedesca chiude gli occhi e stringe i braccioli e io le dico, tranquilla non avere paura!
IO? si si, appena l'ho detto mi sono anche messa a ridere e ho detto possibile che queste parole siano uscite dalla mia bocca? Comunque ho guardato giù e nn ho provato assolutamente quella sensazione di vuoto che ricordavo 13 anni fa... non ero vicino al finestrino però ogni tanto mi sporgevo e mi piaceva, le alpi, le città, poi come detto ho ascoltato musica, bevuto qualcosa, guardato un po' la guida e in pochissimo tempo ho visto (e poi l'hanno anche detto di allacciare le cinture) che stavamo scendendo e ho guardato fuori fino all'arrivo, tranquillissimo atterraggio, non mi sembrava vero, occhi lucidi di gioia, mi sono detta. Ce l'ho fatta!!!
Ora che dire... a Berlino sono stata bene ma non come avrei voluto, avevo un senso di ansietta che mi perseguitava tutto il giorno, mi rilassavo tantissimo la sera ma durante il giorno correvo qui e lì ma io non ero tanto tranquilla. Pensavo al ritorno, avevano previsto pioggia, magari sarebbe stato come l'altra volta, l'andata bene e poi un disastro... a Berlino l'ultimo giorno il cielo era grigio e soffiava un vento... ho passato una notte disastrosa, non ho praticamente chiuso occhio e quando cercavo di rilassarmi mi svegliavo con il cuore che batteva a mille e pensavo alla partenza... praticamente alle 7.00 mi sono alzata più stanca di come sono andata a dormire, in preda ad un'angoscia che non so dire... Per fortuna dopo aver sbrigato tutto l'aereo è partito puntualissimo alle 10.00, ho pensato beh se si parte vuol dire che si puo' partire e magari lassu' c'è il sole, e così è stato, il volo è andato sicuramente meglio del prima, come all'andata ho letto, ascoltato musica, guardato fuori, ma era molto nuvoloso, tutto sommato non è andata male, siamo arrivati a Venezia con lo stesso cielo grigio di Berlino e pioveva, ad ogni modo non ha nemmeno ballato... solo delle piccole scossette (come le buche nell'asfalto pensavo

) e vai di musica per non pensarci.
Alla fine che dire, sicuramente il pensiero è stato molto ma molto peggio del volo! Ho ancora della strada da fare, magari anche senza aiuti esterni (anche se credo che all'andata ce l'avrei fatta bene anche senza) però come detto prima ora mi voglio godere questa mia rivincita e non voglio mollare, sono convinta comunque di essermi impegnata molto per questa cosa a cui tenevo tantissimo e tutto sommato è andata bene anche la porta in faccia (come la rinuncia al viaggio a Barcellona) perchè solo così ho scoperto questo forum e mi si è aperto un portone che non conoscevo, tutto sta ad aver voglia di aprirlo, il che non è facile ma non è nemmeno impossibile
