Premessa: il 2007 è stato per me un anno di viaggi fantastici. Oltre San Pietroburgo a maggio e Uzbekistan a luglio (voli di andata, viaggio parte 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, volo di ritorno), tra ottobre e novembre sono andata negli USA e a Toronto.
Poiché gli spunti trovati in diversi topic di questi giorni mi hanno fatto venire voglia di rivedere le foto, pubblico il racconto dell’ultimo per condividerlo con voi. Questa è la settima parte (qui FCO-FRA-MIA, Miami, MIA-PHL, Philadelphia, PHL-DTW, Detroit).---------------------------
Olè, a Detroit la parte lavorativa del viaggio è finita. Ora mi restano due giorni esatti tutti per me: dopo nove anni torno a Toronto, dove ho vissuto dal 1993 al 1998.
Sono felice. E anche emozionata, non mi vergogno a dirlo.
Ingresso in aeroporto "col botto": a mia insaputa era stata organizzata l'accoglienza da parte del manager on-duty della TSA (Transport Security Administration, quelli che sovraintendono a tutti i controlli), il quale mi ha accolta con molta cordialità e mi ha affidata ad una ispettrice che mi ha tenuto compagnia in tutto il percorso dal check-in al gate.
Chiacchierando un po' con lei, ci ha tenuto molto a dirmi di essere di origine polacca e nativa americana: solo in Nord America si incontrano incroci di razze così strampalati! E il bello è che la cosa è vissuta in modo assolutamente naturale, e altrettanto naturale è sembrata a me (anche se mi pareva di vedere il suo trisavolo emigrato nell'Ottocento che conosceva e sposava l'indianina incontrata nello sperdutissimo accampamento, raggiunto a forza di giorni e notti a cavallo, magari durante la costruzione della linea ferroviaria verso ovest...

)
Arrivata al gate, e salutata l'ispettrice simpatica, mi sono resa conto che mancavano più di due ore alla partenza. Quindi mi sono fatta una passeggiatina in giro per il terminal, sempre con la testa un po' (molto) per aria per l'emozione.
In un negozio ho trovato alcune etichette per i bagagli robuste, colorate e carine: poiché chi gira il mondo è sempre alla ricerca di un segno distintivo che permetta di distinguere la propria valigia dalle altre centinaia tutte più o meno uguali, ne ho comprate un paio di cui mi è assai piaciuta la scritta (da leggere pensando a quando, intorno al carrousel in attesa della propria valigia, se ne adocchia una che sembra la propria e si controlla l'etichetta appesa alla maniglia): "You don't look like my owner" e "Hands off!".
Poi ho gironzolato un po' in giro per i gates. Un 737 di Southwest ha finito l'imbarco e sta per andare via


Sono proprio grandi, le winglet!






Dal lato opposto del piazzale, verso le piste, c'è un po' di movimento:

Fotografo al volo la sequenza di un decollo:




L'altro terminal dell'aeroporto, dove ero arrivata due giorni fa:

Il movimento nel piazzale continua (scusate per la scarsa qualità):



E questa è la piazzola dove arriverà il nostro aereo. Si capisce già che tipo di aereo sarà, basta osservare dove è piazzato il mezzo che poi farà il push-back...

Eccolo il nostro DHC-8 100!

(chissà se un giorno capirò perché mai ogni tanto le foto mi vengono sfuocate, sgrunt!

)









Lo so che la sequenza che precede non è probabilmente di particolare interesse; ma siccome penso che un trip report sia anche il racconto delle emozioni, quello per me era più di un aereo: era il ponte verso la realizzazione di un grande desiderio (tornare a Toronto) che finalmente riuscivo a realizzare dopo nove anni.
E' proprio piccino picciò. Nel frattempo ha cominciato a piovere; ma facciamo in tempo a salire prima che si scateni il temporale vero:




Mamma, quant'è piccolo anche dentro!

Ho contato i posti, sono 37 in tutto. E in coda c'è una buffa disposizione dei sedili, sembra un pullman! (ma un pullman porta più passeggeri, però):


Mi piace molto la stilizzazione delle foglie d'acero sulla copertina dell'opuscolo sulla sicurezza:

Ho il posto 6A. Nessuno a fianco, anche se l'aereo è abbastanza pieno (beh, non è che ci voglia tanto a riempirlo...). Sto proprio a fianco del carrello; lì per lì non ho pensato che era l'oggetto su cui ci sono stati proprio ultimamente vari problemi in materia di sicurezza, sebbene quelli riguardassero la serie -400, non quella su cui sto viaggiando io.
Comunque, ne ho fatte alcune foto (anche perché altro non potevo fare

): mi intrigava parecchio il procedere veloce sulle piste, naturalmente col solito fracasso infernale che fanno i turboelica in taxi:


E' proprio piccino...

però ci si vola benone!

A Toronto era notte, il Dashino correva sulle piste per il taxi, io ero troppo emozionata e... in aeroporto non ho fatto nessuna foto.