Credo proprio che il viaggio in Corea della settimana scorsa (di cui prometto resoconto e foto a breve) abbia segnato una tappa importante nel mio "percorso volatorio".
Fino a pochi giorni fa dicevo a me stesso di aver sconfitto il 95% della mia paura, ma sapevo di essere ancora "incompiuto" su un punto: riuscire a dormire in aereo, cosa che imputavo in genere allo scarso confort della classe economica ma ben sapendo che questo problema (pur concreto!) non rappresentasse il nocciolo della questione.
Stavolta invece è andata diversamente: due-tre ore per tratta sono riuscito a farmele, non come un sasso ma in modo assolutamente soddisfacente (soprattutto pensando che all'andata ero esattamente dietro a un motore, senza tappi nè mascherina).
Cosa è cambiato? Probabilmente ho imparato bene a fare il passeggero, ho capito che se anche "mi assento per un po'" non succede nulla, anche perché là davanti c'è gente che sa cosa fare.
E' curioso come tutto questo sia successo in un periodo in cui sul lavoro sto assumendo via via una funzione in cui il controllo (sulle scadenze, sui documenti ecc.) è determinante: probabilmente i primi risultati positivi hanno fatto sì che alla funzione controllo (comunque indispensabile) si sia affiancata una fiducia di fondo nella squadra che ho a disposizione. Fortunatamente sono riuscito a portarmi questa positività sull'aereo.
In ogni caso, devo dire che tutta questa analisi e il lavoro fatto sulla mia mente bacata

è stato possibile in gran parte attraverso gli spunti forniti dalla lettura del forum. Quindi mi sembra giusto dire

e condividere l'esperienza positiva.
A chi sta affontando il percorso, mi sento di dire che se ce l'ho fatta io con la testa dura che mi ritrovo, il successo è possibile per tutti!
Quel signore che diceva "yes, we can" aveva ragione (guardate dov'è arrivato)!
Intanto per non perdere allenamento ho già prenotato il volo per le ferie estive!!