Certo che ci vuole fegato a postare qui il mio umile e quanto mai casereccio trip report. A differenza delle bellissime foto che arrivano dai più disparati angoli del mondo... io posto Milano, ma per me resta pur sempre un onore ed una vittoria personale.
Devo riavvolgere il nastro indietro di un anno esatto perchè a differenza del mio primo volo affrontato con l'entusiasmo alle stelle, questa volta mi è venuta un'infinita paranoia. Il motivo? presto detto: non ho avuto incubi, ho dormito serena, non ho immaginato scene funeste. Questo mi ha sconvolta ed ho fatto una gran fatica (e ancora ne faccio) ad accettare questa nuova parte di me stessa. Possibile che la fobia fosse sparita per incanto? Assolutamente NO!
La confusione totale è arrivata a poche ore dal volo.
Inizio a temere, ma cosa non mi è stato dato modo di saperlo. Abitudine? Può darsi.
L'angoscia peggiora quando arrivo in aeroporto. Il vento è davvero forte però mi auguro che non cancellino il volo. Mi sarò ammattita? No, è solo una lotta tra due parti di me: quella che per anni ha invocato protezione e quella che è riuscita a trovare nella determinazione la via di fuga dalla fuga! Se per guarire i dolori dell'anima è necessario immergersi nella paure, io ingoierò questo amaro sciroppo!
In aeroporto si respira un'aria tranquilla, ciononostante il mio buco allo stomaco non passa. Mi avvio al check-in come Robocop e parlo automaticamente. Dopo le ultime telefonate di rito sono pronta per i controlli di sicurezza con la tristezza più cupa. Tolgo di tutto di più, passo dal metal detector e alzo le mani in alto senza motivo tanto che il ragazzo della security mi sorride dicendomi che quella non era una rapina ma un controllo per la mia stessa sicurezza. Nonostante la battuta simpatica non riesco a sorridere e mi limito ad abbassare le braccia. Vedo l'aereo ma imbranata come sono non riesco a capire che modello è. Altri 25 minuti e sarei partita. Mi giro e lo sguardo resta fisso verso la porta. C'è l'uscita ma lotto per la libertà!
Continuo la trafila per l'imbarco. Il pulmino fa un tragitto ad U per soli 10 metri! Il mio umore continua a scendere a livelli catastrofici.
Salgo la scaletta con le gambe appesantite ma sbircio alla mia destra e leggo Airbus 320. Speriamo che non sia claustrofobico. Ad attenderci c'è lo steward che mi da il benvenuto sorridendo in tutto il suo splendore, ma lo guardo impietrito e si accorge subito che c'è qualcosa che non va. Non riesco a spiccicare una parola e farfuglio qualcosa che somiglia molto ad un: "sono confusa, può darmi un'occhiata ogni tanto?". Non glielo avessi mai chiesto! Non mi ha mollata un attimo. La sua simpatia è talmente disarmante che è impossibile resistergli. Mi cambia subito di posto e mi metto seduta insieme alle mie compagne di volo. Inizia il briefing per le misure si sicurezza in caso di emergenza ma non riesco a seguirle perchè sono distratta da un aereo militare che atterra e fa una riattaccata. E' bellissimo!
L'airbus si porta sulla pista e poi si ferma. Il comandante annuncia il decollo, lo dice in inglese e riesco a capire solo due parole: take off e crew. Crew? che bella parola! Mi tornano in mente tutte le chiacchierate e le discussioni del forum e lo stress si allenta di colpo! Ci siamo, e la corsa è sempre più forte come i battiti del mio cuore che aumentano di fronte a tanta emozione. Guardo fuori dal finestrino ed inizio ad esaltarmi. E' incredibile, la paura svanisce!
Lo steward non mi perde un attimo di vista, mi gesticola e mi comunica che da lì a poco il decollo avrebbe avuto termine, che avrei potuto togliere la cintura e che avrei potuto fare tutto ciò che mi passava per la testa. E così è stato.
Non riesco a staccare gli occhi dal finestrino. Guardo giù e vedo l'azzurrissimo mare e io mi sento serena, in una dimensione dove tutto è ovattato e decisamente bella da guardare. Chiedo se posso scattare qualche foto.
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Il volo procede in maniera meravigliosamente inaspettata. Nessun disturbo, niente tempie compresse, nessuna sensazione di vertigine, la claustrofobia è rimasta a terra. Vivo le virate in modo naturale, provo sensazioni strane e sconosciute ma piacevoli e presto mi ci abituo. Mi sposto sull'altro lato e faccio qualche scatto controluce
Il segnale di allacciare le cinture di sicurezza e la comunicazione del comandante che stiamo per attraversare una zona di turbolenze arrivano a circa 40 minuti dal volo. Paura? Per niente! Trovo tutto questo del tutto normale e c'è molta curiosità di assaporare dal vivo ciò che spesso intimorisce i passeggeri. Lo steward si affretta a spiegarmi cosa sarebbe successo da lì a breve ma gli rubo la parola e gli racconto spedita tutto ciò che ho imparato nel forum!
Mi guarda un po' allibito e mi chiede se fossi sicura di avere paura di volare.
Inizio a scorgere le montagne imbiancate, chissà dove siamo... lo chiedo e poco dopo il comandante ci annuncia tutte le informazioni. Stiamo per sorvolare Firenze. Di già? Alla faccia!
Il paesaggio, seppur bellissimo, inizia a diventare monotono: solo nuvole sotto di noi.
Forse sarebbe carino canticchiare, magari a bassa voce. Intono il barbiere di siviglia e le mie amiche mi seguono a ruota. Al coro si uniscono due ragazzoni di colore che non parlano italiano, lo steward traduce a modo suo...
Giù non si vede più niente, solo uno strato di nuvole grigie.
Sento il carrello scendere e vedo lampeggiare le lucine che hanno sempre avuto su di me un certo non so che di affascinante.
Mi giro alla ricerca dei flaps magari questa volta riesco a vederli... niente da fare!
Non si vede praticamente nulla ma ormai è questione di minuti. Neanche il tempo di pensarlo che arriva il tonfo dell'atterraggio.
Come avranno fatto ad atterrare in quelle condizioni è solo la riprova di essere rimessa nelle mani di persone esperte.
La corsa è finita. Guardo fuori: foschia e neve ovunque. E il mio bel sole resta solo un ricordo.
Linate è totalmente diverso da come me l'aspettavo. Non mi piace e arriccio il naso. Ma chi se ne importa, sono solo di passaggio.
Si parte per San Babila dove ci aspettano per portarci in ufficio. Scendiamo dall'autobus e oltre al mio capo trovo un'altra sorpresa. Entriamo in quello che pensavo fosse un negozio aperto ai comuni mortali. In effetti lo era... ma era un negozio a tradimento, dietro si celava uno di quei posti che non avrei mai pensato di prendere: la metropolitana. Che faccio? Piango e resto a San Babila o mi sciroppo pure quest'altra impresa?
Ma sì, faccio il biglietto ed entro. Ed è fatta anche questa.
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In ufficio ci aspettano per la riunione. Finiamo in ritardo, di corsa in albergo (con la metro) per una doccia superveloce. E' il mio giorno fortunato: dopo il volo e la metro la mia stanza non poteva essere nei pressi della hall!
L'ascensore è angusto ma non ho voglia di fare 5 piani a piedi e mi ci infilo.
Prendiamo un taxi per raggiungere l'allegra compagnia che ci aspetta ai Navigli per la cena.
E' notte fonda quando lasciamo la combriccola e rientriamo in albergo, sono stanchissima e ringrazio il cielo che ci sia l'ascensore ad accompagnarmi in stanza!
La sveglia suona alle 9 è tardissimo per fare tutto! Ci prepariamo per andare in giro. Zainetto in spalla e inizia la corsa verso le cose da vedere. Si comincia dalla metro: linea verda, linea rossa! Ci perdiamo... ritorniamo al punto di partenza. Ricominciamo: linea verde... linea rossa. Wuau! il Duomo! Maestoso e finalmente senza impalcature per il restauro! E' più bello di come lo ricordassi e siccome un po' colomba mi sento anche io, mi concendo una posa in piazza Duomo! In fondo ho appena volato no?
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Giro come una trottola per capire dove posso mettermi per fare qualche scatto carino... ma inutilmente. E' talmente tutto grande che nell'obiettivo non ci entra tutto! Dopo aver deliziato il nostro stomaco con una cioccolata calda all'ultimo piano della Rinascente, dove tutto è davvero molto suggestivo, si riscende per riprendere la corsa. Entriamo in Galleria e... chi ti vedo?
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poverino!! Non lo invidio...! Mi ricorda qualcosa... ehm... anche io ho pressato qualcuno in pm...
E' tardissimo, manca meno di un'ora all'appuntamento per il pranzo. Si corre al castello Sforzesco. E' lì che ci aspetta maestoso!
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ma che strano colombo che sorvola il castello!
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è terribilmente tardi, solo un quarto d'ora ed è davvero poco per girare tutto il castello ma decido di farci lo stesso un giro! Una sudata per trovarla ma ne è valsa la pena. In questa stanza il silenzio è quasi d'obbligo. E' così diversa da quella esposta nella Basilica di San Pietro che sembra sia stata scolpita da mani differenti. La cosa che più mi ha affascinata di quest'opera la dolcezza con cui Maria offre la sua guancia alla testa del Figlio...
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Tra corse, pranzo e ritardi vari arriviamo a Linate e corriamo per l'imbarco. Nonostante la stanchezza non resisto, tiro fuori la macchina fotografica e scatto una foto all'aereo che mi deve riportare indietro: peccato che ho sbagliato gate e pure aereo!!!
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Il mio capo mi rincorre e mi spinge verso un corridoio metallico e a tratti giallo. Ma che roba è? Sono in un finger. Beh non mi sono fatta mancare niente. Altro briefing... e poi via sulla pista. Questa volta il rombo dei motori è assordante ma questa musica in fondo mi piace ed io sono sufficientemente tranquilla fino a che... Oh mio Dio, stiamo prendendo fuoco? Stiamo esplodendo? La puzza di carburante è terribile ma dura meno della corsa e in un attimo sono di nuovo in volo. Bellissimo il panorama delle città illuminate. Indescrivibile. Questa volta la stanchezza mi fa calare un po' la palpebra ma non mi va di perdermi lo spettacolo che scorre sotto i miei occhi. Tutti sonnecchiano. Anche il mio capo dorme, a me non sta bene questa cosa e quindi lo sveglio di continuo... rischio il linciaggio ma chi se ne importa?
L'atterraggio è dolcissimo e con ben 20 minuti di anticipo... gli angeli mi hanno riportata a casa ma sarei prontissima a ripartire.
Ciao Milano, alla prossima!
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Una vacanza presa al volo, vissuta al volo ed in volo! Faccio ancora una gran fatica ad elaborare il tutto.
Riflessioni:
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nessuno ci può strappare al nostro destino e nessuno vi può sfuggire. Se deve succedere qualcosa accade sia che siamo forti, sia che siamo deboli. Sia che siamo paurosi e sia che siamo coraggiosi. Tanto vale vivere al meglio senza lasciarsi sfuggire l'attimo o l'occasione perchè non ci sarà mai più restituita! E' dura e non lo nego, ma stringendo i denti un attimo abbiamo molte più opportunità! E come tutte le cose che hanno un inizio ed una fine, anche l'ansia non dura in eterno. Me ne porto dietro ancora un po'... ma la posso azzittire quando voglio e lei non può farci nulla perchè sono io la più forte!
Grazie forum, se ho messo le ali lo devo a voi!
p.s. aveva ragione Totò: a Milano c'è la nebbia... e non si vede!