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Kissene
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Oggetto del messaggio: .... frammenti di noi stessi Inviato: 01/04/2008, 17:59 |
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.....Questa sezione è un'idea FORMIDABILE, penso che sarà la mia tana
Bello, bello, bello Spesso tra i "paurosi" nasce una complicità speciale, e la voglia di scavarsi reciprocamente dentro, andando insieme a ricercare avvenimenti, esperienze, sensazioni, frammenti sparsi che magari non appartengono direttamente alla sfera della paura del volo ma che fanno parte del loro "tutto". E' vero, a volte si andava troppo sul personale, ma accadeva quasi a tutti ed evidentemente rappresentava un'esigenza, questo volersi esprimere il più possibile, raccogliere pezzi sparsi per farne una composizione omogenea e ridare loro un senso Non dimenticherò mai alcuni dialoghi che forse non mi hanno aiutata a volare, (anche se credo di si, e comunque l'esperienza del volo mi ha sbloccata moltissimo anche a livello comunicativo,) ma che sicuramente mi hanno permesso, con l'aiuto di tutti gli altri, di esplorare zone di me stessa che magari per molto tempo mi ero addirittura rifiutata di sbirciare. Bello
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Fearless flyer
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 01/04/2008, 18:01 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2392
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L'embrione di questa idea è partita anche da te...dunque grazie! Fearless Flyer
_________________ Luca Evangelisti Responsabile "Voglia di Volare" A L I T A L I A Sito ufficiale "Voglia di volare""Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro" R. Frost
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Kissene
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 01/04/2008, 18:04 |
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Fearless flyer ha scritto: L'embrione di questa idea è partita anche da te...dunque grazie! Fearless Flyer Sese, io ricordo che mi c**** avi....
Il grazie lo prendo volentieri, lieta se ho minimamente contribuito concretamente a qualcosa!
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N3f3rtiti
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 01/04/2008, 18:16 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 68 Località: Milanolandia Età: 29
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E' bello condividere con altri le proprie paure e sapere di venire capiti. Dirsi "non sono la sola al mondo" alla fine della fiera non serve in quel momento lì, chiappe sull'aereo, a braccetto con le tue paure. Sei solo, alla fine della fiera. Sapere davvero che ci sono altri, parlarci, condividere le paure, i successi, le cadute... è diverso, ti proietta in un atteggiamento mentale completamente diverso. I dialoghi ti tornano in testa, ti ricordi la battuta, ripensi alla discussione, ti viene in mente che quell'esperienza l'ha già fatta tizio, che caio ti aveva detto che poteva capitare.... è diverso, è proprio una cosa diversa. Tenersi tutto dentro fa solo male, tanto non è nascondendo le cose in una stanza remota del tuo cervello che passano e scompaiono. Finisce che fanno la stessa fine di un palloncino in cui ci si continua a soffiare dentro: prima o poi scoppia e poi è un casino davvero!
_________________ La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta. Tiziano Terzani
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Fearless flyer
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 01/04/2008, 18:19 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2392
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N3f3rtiti ha scritto: E' bello condividere con altri le proprie paure e sapere di venire capiti. Dirsi "non sono la sola al mondo" alla fine della fiera non serve in quel momento lì, chiappe sull'aereo, a braccetto con le tue paure. Sei solo, alla fine della fiera. Sapere davvero che ci sono altri, parlarci, condividere le paure, i successi, le cadute... è diverso, ti proietta in un atteggiamento mentale completamente diverso. I dialoghi ti tornano in testa, ti ricordi la battuta, ripensi alla discussione, ti viene in mente che quell'esperienza l'ha già fatta tizio, che caio ti aveva detto che poteva capitare.... è diverso, è proprio una cosa diversa. Tenersi tutto dentro fa solo male, tanto non è nascondendo le cose in una stanza remota del tuo cervello che passano e scompaiono. Finisce che fanno la stessa fine di un palloncino in cui ci si continua a soffiare dentro: prima o poi scoppia e poi è un casino davvero! D'accordissimo!!! Ma quando le hai pensate queste cose? Fearless Flyer
_________________ Luca Evangelisti Responsabile "Voglia di Volare" A L I T A L I A Sito ufficiale "Voglia di volare""Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro" R. Frost
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N3f3rtiti
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 01/04/2008, 18:20 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 68 Località: Milanolandia Età: 29
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eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh ogni tanto anche il mio cervello funziona nel verso giusto....
ogni tanto però eheheheheheheh
_________________ La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta. Tiziano Terzani
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tocafundo
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 01/04/2008, 22:23 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 137 Località: Varese Età: 29
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Fearless flyer ha scritto: N3f3rtiti ha scritto: E' bello condividere con altri le proprie paure e sapere di venire capiti. Dirsi "non sono la sola al mondo" alla fine della fiera non serve in quel momento lì, chiappe sull'aereo, a braccetto con le tue paure. Sei solo, alla fine della fiera. Sapere davvero che ci sono altri, parlarci, condividere le paure, i successi, le cadute... è diverso, ti proietta in un atteggiamento mentale completamente diverso. I dialoghi ti tornano in testa, ti ricordi la battuta, ripensi alla discussione, ti viene in mente che quell'esperienza l'ha già fatta tizio, che caio ti aveva detto che poteva capitare.... è diverso, è proprio una cosa diversa. Tenersi tutto dentro fa solo male, tanto non è nascondendo le cose in una stanza remota del tuo cervello che passano e scompaiono. Finisce che fanno la stessa fine di un palloncino in cui ci si continua a soffiare dentro: prima o poi scoppia e poi è un casino davvero! D'accordissimo!!! Ma quando le hai pensate queste cose? Fearless Flyer Attento Luca...qui stanno mandando le candidature all'alitalia per nuovi esperti per il corso voglia di volare N3f3rtiti  io adoro le bionde!!!
_________________ Fabio ......I belive I can Fly......
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AlphaPapa
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 02/04/2008, 11:53 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 2922 Località: Milano Età: 41
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N3f3rtiti ha scritto: Dirsi "non sono la sola al mondo" alla fine della fiera non serve in quel momento lì, chiappe sull'aereo, a braccetto con le tue paure. Sei solo, alla fine della fiera. Sapere davvero che ci sono altri, parlarci, condividere le paure, i successi, le cadute... è diverso, ti proietta in un atteggiamento mentale completamente diverso.
Spesso l'idea di essere soli e' piu' una barriera mentale che una realta' di fatto. Le possibilita' di comunicare ci sono sempre, sia direttamente sia con mezzi tecnologici. Spesso e' solo questione di voler fare il primo passo. Nemmeno quando sono da solo ai comandi dell'aeroplanetto da turismo sono veramente solo, a meno che decido di spegnere la radio (e comunque c'e' sempre qualcuno che mi "vede" sul radar).
_________________ andrea Software Sorcery Specialist
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Fearless flyer
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 02/04/2008, 14:30 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2392
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tocafundo ha scritto: Fearless flyer ha scritto: N3f3rtiti ha scritto: E' bello condividere con altri le proprie paure e sapere di venire capiti. Dirsi "non sono la sola al mondo" alla fine della fiera non serve in quel momento lì, chiappe sull'aereo, a braccetto con le tue paure. Sei solo, alla fine della fiera. Sapere davvero che ci sono altri, parlarci, condividere le paure, i successi, le cadute... è diverso, ti proietta in un atteggiamento mentale completamente diverso. I dialoghi ti tornano in testa, ti ricordi la battuta, ripensi alla discussione, ti viene in mente che quell'esperienza l'ha già fatta tizio, che caio ti aveva detto che poteva capitare.... è diverso, è proprio una cosa diversa. Tenersi tutto dentro fa solo male, tanto non è nascondendo le cose in una stanza remota del tuo cervello che passano e scompaiono. Finisce che fanno la stessa fine di un palloncino in cui ci si continua a soffiare dentro: prima o poi scoppia e poi è un casino davvero! D'accordissimo!!! Ma quando le hai pensate queste cose? Fearless Flyer Attento Luca...qui stanno mandando le candidature all'alitalia per nuovi esperti per il corso voglia di volare N3f3rtiti  io adoro le bionde!!! Fearless Flyer
_________________ Luca Evangelisti Responsabile "Voglia di Volare" A L I T A L I A Sito ufficiale "Voglia di volare""Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro" R. Frost
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Sarotta
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 02/04/2008, 14:41 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 103 Località: Milano Età: 37
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e le moreeeeeeeeeee? bella questa sezione!
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marquito
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 02/04/2008, 14:52 |
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Iscritto il: 02/04/2008 Messaggi: 79 Località: Roma Età: 37
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Farei una distinzione tra il "comunicare" proprie esperienze, le sensazioni in genere e vivere le stesse. Nel senso che un esperienza possiamo viverla anche da soli, in alcuni casi è anche più soddisfacente vivere una determinata esperienza in "solitaria"..(per esempio non ho mai volato ida solo in un volo di linea e mi piacerebbe riuscire a farlo)....
Comunicare quello che abbiamo dentro è un'altro discorso... ci stiamo confondendo? Mi spiego.. io, come molti qui hanno paura di volare. Mi trovo a prendere l'aereo con la mia ragazza che non teme minimamente il volo. In questa situazione ho la possibilità di esprimermi.. ma l'esperienza della sfida contro questa fobia la sto vivendo da solo!
La radio,invece, riguarda un ulteriore campo di gioco che è quello della "comunicazione di servizio"...
Correggetemi se non vi ho capito.. credo ci stiamo confondendo le idee.
P.S. io sto sia con le bionde che con le more... ed anche le rosse..
_________________ <<Like one who on a lonesome road Doth walk in fear and dread, And having once torned round walks on, And turns no more his head; Because he knows, a frightful fiend Doth close behind him tread >>
(The Rime of the Ancient Mariner)
La paura è una forte emozione che ci blocca o che ci spinge a lottare. Oserei dire che il coraggio non indica il non aver paura, ma è la consapevolezza di aver paura e nonostante ciò la si affronta.
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tocafundo
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 02/04/2008, 15:02 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 137 Località: Varese Età: 29
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Sarotta ha scritto: e le moreeeeeeeeeee? bella questa sezione! Ma siete tutte belle!bione, more rosse e altri strani tipi di combinazioni cromatiche 
_________________ Fabio ......I belive I can Fly......
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Kissene
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 02/04/2008, 19:55 |
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marquito ha scritto: Farei una distinzione tra il "comunicare" proprie esperienze, le sensazioni in genere e vivere le stesse. Nel senso che un esperienza possiamo viverla anche da soli, in alcuni casi è anche più soddisfacente vivere una determinata esperienza in "solitaria"..(per esempio non ho mai volato ida solo in un volo di linea e mi piacerebbe riuscire a farlo)....
Comunicare quello che abbiamo dentro è un'altro discorso... ci stiamo confondendo? Mi spiego.. io, come molti qui hanno paura di volare. Mi trovo a prendere l'aereo con la mia ragazza che non teme minimamente il volo. In questa situazione ho la possibilità di esprimermi.. ma l'esperienza della sfida contro questa fobia la sto vivendo da solo!
La radio,invece, riguarda un ulteriore campo di gioco che è quello della "comunicazione di servizio"...
Correggetemi se non vi ho capito.. credo ci stiamo confondendo le idee.
P.S. io sto sia con le bionde che con le more... ed anche le rosse.. Guarda, io posso dirti una cosa....magari è vero che quando ho preso l'aereo non ero fisicamente con i paurosi con i quali avevo condiviso le mie emozioni e sensazioni, ma posso assicurarti che per tutto il tempo in cui sono stata a sfrecciare nel cielo non mi sono sentita sola nemmeno per un attimo. La sensazione di solitudine l'ho vissuta prima di incontrare le persone del forum che mi hanno fatto percepire che non solo mi comprendevano, ma che provavano esattamente le mie stesse sensazioni (non parlo poi di Luca, che agiva però ad altri livelli e mi sosteneva in maniera del tutto particolare e non "invasiva") Credo che aprirsi davvero vada oltre il "comunicare" cosa si prova, e nel momento in cui questo avviene diventa "condividere" e tutto cambia...la sensazione di solitudine scompare Ma forse sono anche punti di vista che hanno presupposti di partenza diversi, per me la solitudine è appunto una sensazione, non un dato di fatto, ma per altri può sicuramente essere diverso
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robybenta
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 02/04/2008, 22:48 |
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Iscritto il: 02/04/2008 Messaggi: 135 Località: 35048 Età: 33
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Ho partecipato al corso voglia di volare in dicembre...in quel periodo c'era la nuova canzone di Ligabue (NIENTE PAURA). Mai abbinamento fu così vincente. Quando mi preparavo ad affrontare il mio primo volo post corso, chiudevo gli occhi ripensando all'esperienza vissuta con gli altri "paurosi", ed in testa mi suonava la canzone di Ligabue. Quindi ben venga la condivisione di sensazioni e sentimenti. Chi ha paura di volare non deve sentirsi solo, ma deve sapere che ci sono persone come quelle presenti in questo forum (in primis Luca), disposte ad ascoltare e a dare aiuto.
_________________ Roby
"Il pessimista vede le difficoltà in ogni opportunità. L'ottimista, al contrario, vede le opportunità in ogni difficoltà" (W. Churchill)
"La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare" (L. Cherubini)
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Monique
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 03/04/2008, 7:43 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 1377 Località: Cambridge Età: 34
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Kissene ha scritto: Fearless flyer ha scritto: L'embrione di questa idea è partita anche da te...dunque grazie! Fearless Flyer Sese, io ricordo che mi c**** avi....
Il grazie lo prendo volentieri, lieta se ho minimamente contribuito concretamente a qualcosa!Si si, e' vero! Me lo ricordo un vago intervento di fuoco verso il mio "la fiducia"....uno cosi...giusto a caso...!!! Mannaggia, dr.Lucaaaa!!! hihihihihi! A parte gli scherzi...questo angolino piace assai anche a me,bell'idea! 
_________________ MoniqueOne step closer***Life is really very simple. What we give out, we get back. -L.L.Hay
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sunset69
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 03/04/2008, 18:38 |
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Iscritto il: 03/04/2008 Messaggi: 1423 Località: roma Età: 43
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che bello quest'angolino per chiacchierare Ora devo preparare la cena, se riesco faccio un salto piu' tardi!
_________________ " Se tu sarai capace di stare senza attesa, vedrai cose che gli altri non vedono" "Quello a cui tieni, quello che ti capiterà, non verrà con un'attesa" Erri De Luca - Non ora non qui
"Anna, è passata un'eternità." " E' finita.Ora incomincia il tempo, che dura momenti." " Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco" " I desideri dei bambini danno ordini al futuro" Erri De Luca - Il giorno prima della felicità
"Non so cosa mi succede in questo breve tempo che ti conosco, ma è pienezza" Erri De Luca - Tu, Mio
"Mi stacco da quello che sono quando imparo a trattare in altro modo la medesima vita" Erri De Luca - Tre cavalli
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Kissene
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 10/04/2008, 18:27 |
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Forse sono fuori luogo, forse non c'entra niente in questo contesto ma oggi, che avevo un momento per riflettere, ho ripercorso ordinatamente un pò alcune tappe cruciali della mia vita, cercando di comprendere quanto possano aver alimentato e accresciuto le mie pur sempre presenti paure, e dato che adoro condividere ho pensato di metterne alcune nero su bianco qui, nel posto virtuale dove mi sento a mio agio come in pochi altri posti. Qualcuno, forse, leggerà, e questa per me è già di per sè una cosa bella. Non cerco commenti, non voglio risposte, sono solo riflessioni scritte così, tanto per. Mio padre, innanzitutto. Una persona strana, che mai e dico mai mi ha dimostrato la sua approvazione, eccetto la volta che nacque mio figlio. Mi diede anche un bacio, per l'occasione. Per il resto, fu tutto un continuo di trattamenti mirati a farmi sentire sempre inadeguata, poco adatta, non molto capace, a dispetto degli ottimi risultati scolastici, sportivi, umani (ho avuto sempre moltissimi amici attorno a me). Credo che lui più di tutti sia stato capace di farmi crescere con la convinzione di essere una mezza calzetta, una che non avrebbe combinato mai niente di buono. E nonostante tutto l'ho amato molto, anche se l'ho altrettanto odiato. Ora non c'è più, e mi manca, ma mi manca com'era quando si è ammalato, improvvisamente addolcito e tenero. L'impatto, il primo impatto con la morte, ad esempio. A prescindere dalla morte di mia nonna che però all'epoca inquadrai come un fatto del tutto naturale (e poi ero una bambina, vedevo tutto in maniera diversa ovviamente), ci fu il VERO scontro quando persi la mia più cara amica, Paola . Io avevo 20 anni e lei 19. Ricordo che oltre al dolore per la sua perdita, mi venne tolta da sotto i piedi una considerevole dose di terra...così, di botto, mi resi conto che anche a me sarebbe potuto succedere. Scontato, penseranno in molti, ma a 20 anni non lo è affatto, non è un pensiero che si affaccia con naturalezza alla nostra mente. Avevo paura di uscire perchè temevo gli incidenti, non volevo dormire perchè ero terrorizzata al pensiero di non risvegliarmi mai più, ed ero anche molto arrabbiata con i miei che non mi avevano mai fatto percepire la mia, la loro, fragilità, anzi quella del mondo intero. Ho iniziato a sentire come precaria la mia permanenza nel mondo e questo mi ha segnata profondamente, spingendomi a provocare, quasi, avvenimenti che mi mettessero in pericolo, quasi a voler sfidare tutto il buio di cui improvvisamente avevo scoperto l'esistenza. Il mio primo e più amato lavoro....anni vissuti accanto ai disabili gravissimi, ai vecchi indigenti, giorni passati nel dolore altrui, a stretto contatto con il disagio economico, fisico e mentale, che hanno fatto crollare in me anche la minima possibilità di credere in qualcosa, rendendomi cinica e scettica dinanzi a qualunque tipo di fede. Fede che invece vorrei con tutte le mie forze, perchè mi aiuterebbe a consolarmi e, sono certa, mi darebbe forza, energia, speranza. E più vivevo nel mondo dei reietti, tanto più la sensazione di precarietà, imperfezione, crudeltà del mondo si facevano strada nel mio animo. Quando dovevo ancora prendere l'aereo la paura comprendeva me stessa, ma il pensiero andava anche ai miei compagni di viaggio, chiunque essi fossero...avevo il terrore di potermi trovare in una situazione totalmente imperfetta e spaventosa così come spesso mi appare la vita nella sua essenza. E di essere impotente, non poter aiutare me stessa e tantomeno gli altri... Mi fermo qui, anche se andrei avanti per ore...e ora mi pentirò di avere scritto, ma pazienza, sentivo il desiderio di farlo ed ho recentemente imparato che è meglio avere rimorsi che rimpianti
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N3f3rtiti
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 10/04/2008, 18:51 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 68 Località: Milanolandia Età: 29
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Un abbraccione Kissene, un grande abbraccione. 
_________________ La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta. Tiziano Terzani
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Bacione
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 10/04/2008, 20:13 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 8194 Età: 50
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Grazie Roberta. Ci sarebbe da parlare per pagine e pagine dei temi che proponi: ognuno di noi, purtroppo, prima o poi deve fare i conti con il dolore e con il senso di vuoto, che non dipende solo e per forza dalla morte di una persona cara. Però voglio trovare la nota positiva di tutto questo, perché ogni medaglia ha il suo rovescio: tolti i momenti cupi e disperati (che sul momento sono a loro modo perfino necessari), le riflessioni di questo tipo sono la testimonianza del fatto che siamo vivi! (e non solo in senso fisiologico) Quindi abbiamo un'energia dentro che non ci abbandona: a noi volgerla, appena riprendiamo fiato, in senso positivo. 
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Etrusca
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 10/04/2008, 20:29 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 1395 Età: 30
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le perdite e gli abbandoni ci fanno stare male.......Ci cambiano e ci rendono più forti, più reattive. Io ho perso un paio di amici, sono cresciuta insieme ad entrambi......quando un giorno uno se ne andò alla mia età, 26 anni da aneurisma cerebrale mentre stava leggendo il giornale. l'altro in un incidente stradale... . E proprio tutto questo m'ha fatto riflettere ed aiutato molto. Ho pensato a loro.....al fatto che non avrebbero più avuto nessuna possibilità di volare.....invece io si e mi sono sentita pure in colpa. E' come se avessi chiesto un pò di forza per affrontare il primo volo della mia vita, ero terrorizzata ma quella forza è arrivata........anche grazie a loro. Ti ringrazio per il tuo racconto....perchè questo forum serve anche a queste cose....quando c'è da comunicare qualcosa, va sempre bene.
un abbraccio Anny
_________________ *-* Annalisa *-*
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jackiebrown
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 10/04/2008, 20:35 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 6529 Località: Cagliari
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Bacione ha scritto: Grazie Roberta. Ci sarebbe da parlare per pagine e pagine dei temi che proponi: ognuno di noi, purtroppo, prima o poi deve fare i conti con il dolore e con il senso di vuoto, che non dipende solo e per forza dalla morte di una persona cara. Però voglio trovare la nota positiva di tutto questo, perché ogni medaglia ha il suo rovescio: tolti i momenti cupi e disperati (che sul momento sono a loro modo perfino necessari), le riflessioni di questo tipo sono la testimonianza del fatto che siamo vivi! (e non solo in senso fisiologico) Quindi abbiamo un'energia dentro che non ci abbandona: a noi volgerla, appena riprendiamo fiato, in senso positivo.  Concordo moltissimo con questa riflessione. E' la mia ancora quando sto male, quando l'atteggiamento di qualcuno a cui voglio bene mi fa star male, quando una perdita è un cratere che sai che colmerai difficilmente. C'è della poesia anche in questo, c'è l'essere umano anche in questo, nel come ricuciamo, risorgiamo, reagiamo
_________________ Laura “La paura di volare è nella testa, non sull'aereo” Fearless Flyer
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aeb
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 10/04/2008, 20:45 |
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Iscritto il: 05/04/2008 Messaggi: 4195 Località: 45°35' N 9°16' E Età: 47
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N3f3rtiti ha scritto: E' bello condividere con altri le proprie paure e sapere di venire capiti. Dirsi "non sono la sola al mondo" alla fine della fiera non serve in quel momento lì, chiappe sull'aereo, a braccetto con le tue paure. Sei solo, alla fine della fiera. Sapere davvero che ci sono altri, parlarci, condividere le paure, i successi, le cadute... è diverso, ti proietta in un atteggiamento mentale completamente diverso. I dialoghi ti tornano in testa, ti ricordi la battuta, ripensi alla discussione, ti viene in mente che quell'esperienza l'ha già fatta tizio, che caio ti aveva detto che poteva capitare.... è diverso, è proprio una cosa diversa. Tenersi tutto dentro fa solo male, tanto non è nascondendo le cose in una stanza remota del tuo cervello che passano e scompaiono. Finisce che fanno la stessa fine di un palloncino in cui ci si continua a soffiare dentro: prima o poi scoppia e poi è un casino davvero! Potrebbe averlo scritto Tiziano Terzani... anche lui ha ceduto alle sue paure (od alla superstizione). Ti ricordi/vi ricordate della storia di "Un indovino mi disse"? Nasce tutto da una predizione di un disastro aereo, fatta da un indovino nel '76, che portò Terzani a spostarsi per un anno con mezzi alternativi, pur viaggiando (e scrivendo) in lungo e in largo.... pressochè unico caso al mondo in cui una simile profezia ha generato un gran libro....
_________________ andrea
Ayo Gorkhali! - Forza paris!
Dilige et quod vis fac Sant'Agostino
La libertà è una forma di disciplina C.S.I.
People don't make trips. Trips make people John Steinbeck
Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti Nanni Moretti (in Palombella rossa)
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aeb
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 10/04/2008, 22:05 |
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Iscritto il: 05/04/2008 Messaggi: 4195 Località: 45°35' N 9°16' E Età: 47
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robybenta ha scritto: Ho partecipato al corso voglia di volare in dicembre...in quel periodo c'era la nuova canzone di Ligabue (NIENTE PAURA). Mai abbinamento fu così vincente. Quando mi preparavo ad affrontare il mio primo volo post corso, chiudevo gli occhi ripensando all'esperienza vissuta con gli altri "paurosi", ed in testa mi suonava la canzone di Ligabue. Quindi ben venga la condivisione di sensazioni e sentimenti. Chi ha paura di volare non deve sentirsi solo, ma deve sapere che ci sono persone come quelle presenti in questo forum (in primis Luca), disposte ad ascoltare e a dare aiuto. OT.... Sbaglio o manca poco più d'un mese?
_________________ andrea
Ayo Gorkhali! - Forza paris!
Dilige et quod vis fac Sant'Agostino
La libertà è una forma di disciplina C.S.I.
People don't make trips. Trips make people John Steinbeck
Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti Nanni Moretti (in Palombella rossa)
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Fearless flyer
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 11/04/2008, 9:10 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2392
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Kissene ha scritto: Forse sono fuori luogo, forse non c'entra niente in questo contesto ma oggi, che avevo un momento per riflettere, ho ripercorso ordinatamente un pò alcune tappe cruciali della mia vita, cercando di comprendere quanto possano aver alimentato e accresciuto le mie pur sempre presenti paure, e dato che adoro condividere ho pensato di metterne alcune nero su bianco qui, nel posto virtuale dove mi sento a mio agio come in pochi altri posti. Qualcuno, forse, leggerà, e questa per me è già di per sè una cosa bella. Non cerco commenti, non voglio risposte, sono solo riflessioni scritte così, tanto per. Mio padre, innanzitutto. Una persona strana, che mai e dico mai mi ha dimostrato la sua approvazione, eccetto la volta che nacque mio figlio. Mi diede anche un bacio, per l'occasione. Per il resto, fu tutto un continuo di trattamenti mirati a farmi sentire sempre inadeguata, poco adatta, non molto capace, a dispetto degli ottimi risultati scolastici, sportivi, umani (ho avuto sempre moltissimi amici attorno a me). Credo che lui più di tutti sia stato capace di farmi crescere con la convinzione di essere una mezza calzetta, una che non avrebbe combinato mai niente di buono. E nonostante tutto l'ho amato molto, anche se l'ho altrettanto odiato. Ora non c'è più, e mi manca, ma mi manca com'era quando si è ammalato, improvvisamente addolcito e tenero. L'impatto, il primo impatto con la morte, ad esempio. A prescindere dalla morte di mia nonna che però all'epoca inquadrai come un fatto del tutto naturale (e poi ero una bambina, vedevo tutto in maniera diversa ovviamente), ci fu il VERO scontro quando persi la mia più cara amica, Paola . Io avevo 20 anni e lei 19. Ricordo che oltre al dolore per la sua perdita, mi venne tolta da sotto i piedi una considerevole dose di terra...così, di botto, mi resi conto che anche a me sarebbe potuto succedere. Scontato, penseranno in molti, ma a 20 anni non lo è affatto, non è un pensiero che si affaccia con naturalezza alla nostra mente. Avevo paura di uscire perchè temevo gli incidenti, non volevo dormire perchè ero terrorizzata al pensiero di non risvegliarmi mai più, ed ero anche molto arrabbiata con i miei che non mi avevano mai fatto percepire la mia, la loro, fragilità, anzi quella del mondo intero. Ho iniziato a sentire come precaria la mia permanenza nel mondo e questo mi ha segnata profondamente, spingendomi a provocare, quasi, avvenimenti che mi mettessero in pericolo, quasi a voler sfidare tutto il buio di cui improvvisamente avevo scoperto l'esistenza. Il mio primo e più amato lavoro....anni vissuti accanto ai disabili gravissimi, ai vecchi indigenti, giorni passati nel dolore altrui, a stretto contatto con il disagio economico, fisico e mentale, che hanno fatto crollare in me anche la minima possibilità di credere in qualcosa, rendendomi cinica e scettica dinanzi a qualunque tipo di fede. Fede che invece vorrei con tutte le mie forze, perchè mi aiuterebbe a consolarmi e, sono certa, mi darebbe forza, energia, speranza. E più vivevo nel mondo dei reietti, tanto più la sensazione di precarietà, imperfezione, crudeltà del mondo si facevano strada nel mio animo. Quando dovevo ancora prendere l'aereo la paura comprendeva me stessa, ma il pensiero andava anche ai miei compagni di viaggio, chiunque essi fossero...avevo il terrore di potermi trovare in una situazione totalmente imperfetta e spaventosa così come spesso mi appare la vita nella sua essenza. E di essere impotente, non poter aiutare me stessa e tantomeno gli altri... Mi fermo qui, anche se andrei avanti per ore...e ora mi pentirò di avere scritto, ma pazienza, sentivo il desiderio di farlo ed ho recentemente imparato che è meglio avere rimorsi che rimpianti Non so se ho compreso a fondo la tua premessa, in caso contrario me lo dirai. E' molto frequente la tendenza a ricercare le motivazioni del proprio carattere ansioso o fobico in episodi di tipo traumatico, a volte legati anche a tematiche che hanno a che fare con la morte (come quelle che citi tu). Quasi sempre, anche tra i miei pazienti, tutti riportano situazioni o episodi precisi legati ad eventi rimasti molto impressi e che si ritiene abbiano forgiato il proprio carattere e determinato l'insorgenza del problema. Utilizzo quello che hai scritto, Roberta, (tra l'altro molto bello...come sempre) per fare un po' di chiarezza. La formazione di un carattere (ansioso o meno) è un processo abbastanza lento che parte da un'età piuttosto tenera (intorno ai 3 anni) e che dura per un po'. Se si escludono pochi modelli teorici di tipo "genetista" (che cioè individuano nel patrimonio cromosomico la causa principale della formazione del carattere) quasi tutte le teorie sono concordi nell'attribuire alle influenze ambientali le spinte principali che giocano un ruolo fondamentale nel determinare che tipo di carattere si "installerà" (termine bruttissimo ma di prima mattina non me ne vengono altri). Con il termine "influenze ambientali" si fa riferimento soprattutto di modelli educativi paterni e materni. Questo tipo di influenze sono lunghe e continuate nel tempo. Dunque, se ho un carattere ansioso o depresso o altro, la motivazione principale sarà da rintracciarsi proprio in un processo che si è protratto per un po' di tempo e che è iniziato quando ero molto piccolo. Episodi specifi non giocano un ruolo determinante se non nello "scompensare" (termine tecnico) l'individuo che GIA' aveva quel tipo di carattere. Questo vuol dire che se ho un carattere ansioso, rimanere chiuso nell'ascensore per mezzora può farmi venire gli attacchi di panico. Ma l'episodio dell'ascensore è "soltanto" l'evento che ha rotto gli equilibri, non quello che ha determinato il problema. Spero di essere stato chiaro. Ci tenevo a sottolinearlo perchè è un argomento piuttosto importante nell'economia della compresione del problema. Fearless Flyer
_________________ Luca Evangelisti Responsabile "Voglia di Volare" A L I T A L I A Sito ufficiale "Voglia di volare""Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro" R. Frost
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AlphaPapa
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 11/04/2008, 11:20 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 2922 Località: Milano Età: 41
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Kissene ha scritto: sentivo il desiderio di farlo ed ho recentemente imparato che è meglio avere rimorsi che rimpianti Condivido. Un abbraccio.
_________________ andrea Software Sorcery Specialist
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N3f3rtiti
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 11/04/2008, 12:13 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 68 Località: Milanolandia Età: 29
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aeb ha scritto: Potrebbe averlo scritto Tiziano Terzani... anche lui ha ceduto alle sue paure (od alla superstizione). Ti ricordi/vi ricordate della storia di "Un indovino mi disse"? Nasce tutto da una predizione di un disastro aereo, fatta da un indovino nel '76, che portò Terzani a spostarsi per un anno con mezzi alternativi, pur viaggiando (e scrivendo) in lungo e in largo.... pressochè unico caso al mondo in cui una simile profezia ha generato un gran libro.... e' il mio libro preferito insieme a "un altro giro di giostra"! Però l'aereo su cui doveva volare in quel famoso anno della predizione cadde davvero!!
_________________ La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta. Tiziano Terzani
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Fearless flyer
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 11/04/2008, 13:36 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2392
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N3f3rtiti ha scritto: aeb ha scritto: Potrebbe averlo scritto Tiziano Terzani... anche lui ha ceduto alle sue paure (od alla superstizione). Ti ricordi/vi ricordate della storia di "Un indovino mi disse"? Nasce tutto da una predizione di un disastro aereo, fatta da un indovino nel '76, che portò Terzani a spostarsi per un anno con mezzi alternativi, pur viaggiando (e scrivendo) in lungo e in largo.... pressochè unico caso al mondo in cui una simile profezia ha generato un gran libro.... e' il mio libro preferito insieme a "un altro giro di giostra"! Però l'aereo su cui doveva volare in quel famoso anno della predizione cadde davvero!! Dunque la morale qual'è? Fearless Flyer
_________________ Luca Evangelisti Responsabile "Voglia di Volare" A L I T A L I A Sito ufficiale "Voglia di volare""Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro" R. Frost
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N3f3rtiti
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 11/04/2008, 13:39 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 68 Località: Milanolandia Età: 29
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credo che sia "evitate di prendere aerei scassati in guerra" ^__^ In ogni caso, mai fermarsi: viaggiare, viaggiare, sempre viaggiare.
_________________ La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta. Tiziano Terzani
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Fearless flyer
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 11/04/2008, 13:52 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2392
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N3f3rtiti ha scritto: credo che sia "evitate di prendere aerei scassati in guerra" ^__^ In ogni caso, mai fermarsi: viaggiare, viaggiare, sempre viaggiare. Ah, ecco, già stavo con la mazza in mano... Fearless Flyer
_________________ Luca Evangelisti Responsabile "Voglia di Volare" A L I T A L I A Sito ufficiale "Voglia di volare""Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro" R. Frost
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N3f3rtiti
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Oggetto del messaggio: Re: .... frammenti di noi stessi Inviato: 11/04/2008, 19:23 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 68 Località: Milanolandia Età: 29
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Fearless flyer ha scritto: N3f3rtiti ha scritto: credo che sia "evitate di prendere aerei scassati in guerra" ^__^ In ogni caso, mai fermarsi: viaggiare, viaggiare, sempre viaggiare. Ah, ecco, già stavo con la mazza in mano... Fearless Flyer pensavi che cascassi nel trucchetto eeeeeh? comunque non credo agli indovini, oroscopi, tarocchi, maghe, streghe e compagnia bella!! Specie se mi dicono di non viaggiare!
_________________ La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta. Tiziano Terzani
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