Mi sto chiedendo se la paura di volare sia più paura di vivere o di morire. Lo staccarsi così in alto, lontano dalla Terra, è come se portasse al pensiero della morte, dell'abbandonare tutto quello che c'è giù, come fosse un lontano mondo. La paura è come quella di morire, di perdere definitivamente quel mondo sottostante, cosi strano e complesso. Dall'altro lato lo staccarsi dal mondo terrestre è come se ci facesse affacciare su nuovi orizzonti, e quindi quel nuovo e quel meraviglioso che sa di nuovo di vita intensa e vissuta, di esperienze, di sensazioni. Ecco che sull'aereo convive tutto, la paura di vivere e di morire, la voglia di vivere. Gli angosciosi interrogativi esistenziali umani dall'alba dei tempi. E a questo punto mi sorge spontanea una domanda per voi: cosa pensate della morte? La fine di tutto, il ritorno nel nulla da cui siamo nati? O la nascita di un orizzonte di vita nuovo, di un'esistenza diversa, di un aldilà?
