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 Oggetto del messaggio: Hans-Joachim Marseille
 Messaggio Inviato: 29/03/2010, 22:26 
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..........a mio giudizio il miglior pilota da caccia

Hans-Joachim "Jochen" Marseille (Berlino, 13 dicembre 1919 – Sidi Abd el Rahman, 30 settembre 1942) soprannominato La Stella d'Africa (tedesco: Der Stern Von Africa) è stato un aviatore tedesco tra i maggiori assi della Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale. A questo pilota vennero accreditate 158 vittorie aeree ottenute, per la maggior parte, durante la Campagna del Nord Africa
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Il suo debutto non fece un'impressione positiva: il 23 aprile 1941 divenne la settima vittima di un piccolo e relativamente anziano (35 anni di età) pilota di Hurricane, della Francia Libera, James Denis, che sopravvisse alla guerra con un totale di otto abbattimenti individuali e uno condiviso. [3] Nonostante questo inizio il suo nuovo comandante, Eduard Neumann, intuendo le potenzialità del pilota, incoraggiò Marseille a sperimentare e migliorare le proprie innovative idee di combattimento.
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Marseille tendeva, infatti, ad applicare una forma diversa di combattimento aereo; i manuali tedeschi dell'epoca consigliavano di portarsi in coda all'aereo nemico con un vantaggio di quota sparando appena il nemico fosse stato a portata di tiro. Marseille utilizzava invece un attacco ravvicinato da lato, portato, sulla stessa quota, alla parte anteriore dell'aereo avversario (cercando quindi di colpire la zona motore e l'abitacolo) sparando brevi raffiche alla distanza minima. Inoltre prediligeva il combattimento solitario con un solo gregario a grande distanza (per evitare collisioni in volo): egli aveva correttamente intuito che le rigide formazioni avversarie avevano difficoltà a colpire un singolo aereo che si avvicinava da lato con una serie di spericolate manovre acrobatiche (nelle quali Marseille era maestro). Per addestrarsi Marseille utilizzava i viaggi di rientro dalle missioni, simulando contro i suoi compagni tutte le manovre di avvicinamento, divenendo presto un vero esperto in questo tipo di approccio. I risultati non tardarono a venire, il 24 settembre 1941 ottenne cinque vittorie aeree contro 4 caccia Hurricane e un bombardiere medio Martin Maryland. Il suo metodo inusuale di combattimento lo portò a diventare l'asso più decorato del fronte africano e il suo nome diventò famoso grazie alla propaganda tedesca, rivaleggiando con quello di Erwin Rommel. I suoi nemici lo temevano e il suo caccia Messerschmitt Bf 109F-4/Trop "14 Giallo" divenne famoso in tutta l'Africa.

Il 3 giugno 1942, durante la battaglia per la linea di Gazala, Marseille guidava il III/JG 27 in una missione a Bir Hakeim, scortando Stukas che stavano bombardando in picchiata le posizioni della Francia Libera su quel fronte. Gli Junker Ju 87 Stuka furono attaccati dai P-40 Tomahawk del No 5 Squadron, South African Air Force, che avevano inflitto pesanti perdite sui bombardieri in picchiara durante attacchi precedenti. Insieme al suo gregario, Sergente Reiner Pottgen, Marseille si lanciò in picchiata con il suo Bf 109 nel mezzo dei Sud Africani, che, credendo di essere attaccati da forze preponderanti, formarono un circolo difensivo
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Questo era una formazione a forma di quadrante di orologio. In un cerchio difensivo gli aerei si inclinavano in una virata di 70 gradi, che esercitava una forza di 3 G. La velocità era probabilmente di circa 400 km/h. Il diametro del cerchio era di poco più di 900 metri. E i caccia erano a una distanza di circa 230 metri, ben disposti per coprire la coda dell’aereo che li precedeva. Marseille salì sopra il cerchio, poi si lanciò in picchiata a grande velocità a lato della formazione sudafricana. Tirava quindi la cloche con forza a sé, risalendo “a razzo”. Selezionava uno dei P-40 e gli si avvicinava compiendo una virata in cabrata, verso destra. Quando si trovava a circa 45 metri, raddrizzava la traiettoria e tirava un breve raffica al Tomahawk mentre questo spariva sotto il naso del suo Bf 109. Il pilota del P-40 che avrebbe dovuto coprire il compagno non faceva in tempo ad intervenire in quanto vedeva Marseille solo all’ultimo secondo a causa dell’inclinazione per la virata. La “Stern von Afrika” intanto avendo perso velocità poteva compiere una stretta virata e tornare subito in posizione per un altro attacco. [4] Virando continuamente dentro il cerchio di aerei nemici, mantenendo la sua velocità bassa, Marseille sparava brevi, accurate raffiche. In meno di dodici minuti, abbatteva altri cinque Tomahawk, tutti visti precipitare al suolo da Põttgen. Nei giorni seguenti Marseille distrusse altri quattordici aerei nemici. [5] Il 17 giugno 1942 venne, a causa delle pessime condizione di salute, inviato il licenza in Germania tornando alla propria squadriglia il 23 agosto dello stesso anno. Per una settimana non registrò alcun abbattimento. Poi, il 1 settembre 1942, Erwin Rommel fece un ultimo tentativo di spezzare la linea di difesa dell'Ottava Armata e si scatenarono aspri combattimenti quando la Luftwaffe fece decollare ogni singolo caccia in grado di volare. "Per Marseille, il giorno iniziò alle 08.28 quanto abbatté un Kittyhawk. Un secondo P-40 seguì subito dopo, e dieci minuti dopo abbatteva un paio di Spitfire. In un incredibile periodo di dieci minuti tra le 10.55 e le 11.05, mentre scortava Stukas in un raid contro Alam el Halfa, abbatteva non meno di 8 Kittihawk. In una terza sortita tra le 17.47 e le 17.53 distruggeva altri cinque aerei nemici a sud di Imayid, facendo salire il suo totale per il giorno a un incredibile cifra di diciassette.[6] Era questo un numero veramente strabiliante di avversari, un record superato solo da Emil Lang, che riuscì ad abbattere 18 aerei russi in un solo giorno. Si deve però tener presente che Lang operava sul fronte orientale, ove la preparazione media dei piloti era molto più scadente che non quella dei colleghi inglesi. [7] In seguito, il numero degli abbattimenti di quel giorno fu oggetto di controversie. Particolarmente aspre le contestazioni della RAF, che affermò che le rivendicazioni di Marseille eccedevano il totale delle perdite britanniche per quel giorno. Tuttavia ogni abbattimento di Marseille in quella data era stato confermato dai suoi gregari, che di ognuno avevano annotato ora e luogo. Inolre, le perdite delle squadriglie della RAF, degli australiani e dei sudafricani per il primo settembre, sommate insieme, eccedevano le rivendicazioni di tutti i piloti da caccia tedeschi del dieci per cento. Due giorni dopo, Marseille veniva decorato con i Diamanti sulla Croce di Cavaliere. Egli era in quel momento il pilota con le massime decorazioni della Luftwaffe, avendo ottenuto la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti e la Medaglia d'oro al valor militare, quest'ultima una delle tre consegnate nel corso della seconda guerra mondiale. [8] Il totale dei suoi abbattimento era di 128. Il 15 settembre era a quota 150, ma il suo fisico cominciava a cedere. Marseille non riusciva più a dormire né a mangiare e deperiva rapidamente. Il 19 settembre, Marseille provò in volo il Macchi MC.202 '96-10' del Tenente Emanuele Annoni del 9° gruppo, 4° Stormo, a Fuka. Ma il suo volo terminò con un atterraggio d'emergenza a carrello retratto quando l'asso tedesco accidentalmente spense il motore, dimenticando che il movimento della manetta del gas negli aerei italiani era opposta a quella dei velivoli tedeschi.
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Mercoledì 30 settembre 1942 di ritorno da una missione al Cairo il suo caccia (che era stato sostituito da pochi giorni), per un problema di lubrificazione al motore, o, secondo altri, per la rottura di un condotto del refrigerante, [12] si incendiò riempiendo la cabina di pilotaggio di fumo ed iniziando a perdere rapidamente quota. Marseille, accompagnato dai suoi compagni di volo, cercò di riportare l'apparecchio entro le linee italo-tedesche e, riuscitovi, mise l'aereo in volo rovesciato per aprire il tettuccio e lanciarsi, secondo la procedura standard, volta ad evitare l'impatto contro la coda del velivolo. Saltò dal Messerschmitt Bf 109G, ormai lanciato in una picchiata quasi verticale con un angolo tra i 70 e gli 80 gradi e a una velocità di 640 km/h, fu visto aggrapparsi per un momento all'asta dell'antenna radio e quando lasciò la presa, il suo corpo venne trascinato proprio contro la coda. Il lato sinistro del petto e dell'inguine colpirono violentemente il timone del velivolo. Il colpo lo uccise all'istante o lo rese incapace di aprire il suo paracadute. Il suo corpo cadde faccia in giù, circa sette chilometri a sud di Sidi Abd el Rahman, non lontano da El Alamein. Il suo orologio era fermo alle 11 e 42. I soldati italiani innalzarono una piramide sul luogo della sua morte.

Hans-Joachim Marseille era imbattuto. Morì a 23 anni e il suo corpo, recuperato, venne seppellito a Derna, per essere trasferito, dopo la guerra, presso il cimitero militare di Tobruk. Egli venne considerato da molti esperti, come Adolf Galland, il miglior pilota da caccia tedesco della Seconda guerra mondiale. Pur ottenendo un numero di vittorie inferiore ad altri piloti (ad esempio Erich Hartmann, 352 vittorie aeree), egli combatté contro le ottime forze britanniche piuttosto che, come molti assi tedeschi, contro le mal addestrate ed equipaggiate truppe sovietiche.


Il suo comandante in Africa, Eduard Neumann, a sua volta uno dei più abili comandanti operativi della Luftwaffe, non aveva dubbi nel valutare le qualità del suo comandante di squadriglia:

“Come pilota da caccia Marseille era assolutamente supremo… Soprattutto, egli possedeva riflessi fulminei e poteva giudicare la situazione più velocemente e in un’ottica maggiore di ogni altro. I suoi sensi e riflessi producevano quello che, oggi, un moderno computer fornirebbe. Marseille era unico…”

Missioni di volo in combattimento: 382
Totale vittorie: 158 (7 durante la Battaglia d'Inghilterra, 151 in Africa settentrionale)
Totale vittorie in Africa: 151 di cui:
101 Curtiss P-40
30 Hawker Hurricane
16 Supermarine Spitfire
4 bombardieri bimotori

8 vittorie in 10 minuti, 17 vittorie in un solo giorno, 54 vittorie in un mese
15 colpi di media per abbattimento
la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti venne conferita solamente 27 volte durante la Seconda guerra mondiale, e solo ad altri 9 assi dell'aviazione.
Marseille divenne il più giovane Capitano della Luftwaffe.
La Medaglia d'Oro al Valor Militare italiana venne concessa ad un soldato tedesco solo due volte durante la guerra
"Dopo che Mussolini lo aveva decorato con la più alta e più ambita onorificenza, e lo ebbe baciato due volte, Jochen confidò a un collega pilota: "È stato terribile. Il Duce non si era tagliato la barba." (Wings of War Edit by Laddie Lucas, London, Huthinson, 1983, pag. 151)

(IT) Gibertini, Giorgio. I Grandi Assi: Hans Joachim Marseille. Parma: West-Ward Edizioni "Aerei nella Storia", n° 30 giugno/luglio 2003 (magazine)
(EN) Jackson Robert, The forgotten Aces London Sphere Books Limited 1989
(EN) Lucas, Laddie (ed.). Wings of War: Airmen of All Nations Tell their Stories 1939-1945. London: Hutchinson, 1983. ISBN 0-09-154-280-4.
(EN) Massimello, Giovanni and Apostolo, Giorgio. Italian Aces of World War 2. Oxford/New York Osprey Publishing, 2000. ISBN 978 1 84176078 0.
(EN) Spick, Mike. Fighter pilot tactics. The techniques of daylight air combat. Cambridge, Patrick Stephens, 1983. ISBN 0-85059-617-3.
(EN) Spick, Mick: The complete fighter ace - All the world's fighter aces, 1914-2000, London, Greenhill Books, 1999 ISBN 1-85367-374-9
(EN) Tate, Robert: Hans-Joachim Marseille An illustrated tribute to the Luftwaffe's "Star of Africa", Atglen, PA, Schiffer Military History Book 2008

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 Oggetto del messaggio: Re: Hans-Joachim Marseille
 Messaggio Inviato: 30/03/2010, 8:39 
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Sono convinto che le condizioni particolari del volo in ambiente desertico rendevano tutto molto più difficile e che a eccellere lì fossero davvero in pochi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Hans-Joachim Marseille
 Messaggio Inviato: 30/03/2010, 16:11 
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Il 19 settembre, Marseille provò in volo il Macchi MC.202 '96-10' del Tenente Emanuele Annoni del 9° gruppo, 4° Stormo, a Fuka. Ma il suo volo terminò con un atterraggio d'emergenza a carrello retratto quando l'asso tedesco accidentalmente spense il motore, dimenticando che il movimento della manetta del gas negli aerei italiani era opposta a quella dei velivoli tedeschi.


Cosa che in pochi sanno !

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: Hans-Joachim Marseille
 Messaggio Inviato: 30/03/2010, 16:22 
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C'era una ragione ben precisa per la quale i caccia italiani avevano la manetta al contrario?


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 Oggetto del messaggio: Re: Hans-Joachim Marseille
 Messaggio Inviato: 31/03/2010, 3:38 
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Nicholas ha scritto:
C'era una ragione ben precisa per la quale i caccia italiani avevano la manetta al contrario?


se non erro ha a che fare con la accelerazione all'indietro quando dai motore..................

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 Oggetto del messaggio: Re: Hans-Joachim Marseille
 Messaggio Inviato: 31/03/2010, 7:41 
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 Oggetto del messaggio: Re: Hans-Joachim Marseille
 Messaggio Inviato: 31/03/2010, 18:28 
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Belzer ha scritto:
Nicholas ha scritto:
C'era una ragione ben precisa per la quale i caccia italiani avevano la manetta al contrario?


se non erro ha a che fare con la accelerazione all'indietro quando dai motore..................

Capito,grazie! :ok:


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