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niro
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Oggetto del messaggio: Human Factor Inviato: 21/04/2008, 10:56 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 126
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Noooooooo, a me non capiterà mai....sono troppo avanti io..... ......e come volevasi dimostrare oggi ho rotto il mio primo static discharger..... occhi aperti e cervello inserito....questo è il vero modo per limitare il fattore umano i'm so sorry
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FAS
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 21/04/2008, 11:37 |
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L'utente FAS ha chiesto in data 17-01-2010 la cancellazione definitiva del proprio account; inoltre ha richiesto, ai sensi del Regolamento, l'immediata cancellazione di tutti i contenuti da lui inseriti nel forum.
La diffusione della cultura aeronautica è lo scopo prevalente di questo sito: pertanto l'amministrazione prende atto con rammarico di questa privazione voluta dall'autore e si scusa con l'utenza per il disagio che ciò potrebbe provocare nella lettura degli argomenti.
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 21/04/2008, 11:43 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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FAS ha scritto: analizziamo... dove hai sbagliato? Troppa birra ieri sera ? Steve
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pippo682
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 21/04/2008, 12:18 |
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Iscritto il: 18/03/2008 Messaggi: 12136 Età: 46
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Come si fa a rompere uno static discharger? (chi non fa non sbaglia)
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niro
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 21/04/2008, 12:49 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 126
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left wing tip static discharger coperto dall'ala di un altro velivolo, ci sono passato sotto convinto di essere sufficientemente distante, quando ho rialzato le spalle l'ho mandato nello spazio, ero intento a parlare con un collega e quindi non ho guardato ed agito con attenzione pur essendo conscio del fatto che la situazione richiedeva attenzione.
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FAS
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 22/04/2008, 20:31 |
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L'utente FAS ha chiesto in data 17-01-2010 la cancellazione definitiva del proprio account; inoltre ha richiesto, ai sensi del Regolamento, l'immediata cancellazione di tutti i contenuti da lui inseriti nel forum.
La diffusione della cultura aeronautica è lo scopo prevalente di questo sito: pertanto l'amministrazione prende atto con rammarico di questa privazione voluta dall'autore e si scusa con l'utenza per il disagio che ciò potrebbe provocare nella lettura degli argomenti.
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pippo682
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 22/04/2008, 21:14 |
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Iscritto il: 18/03/2008 Messaggi: 12136 Età: 46
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niro ha scritto: left wing tip static discharger coperto dall'ala di un altro velivolo, ci sono passato sotto convinto di essere sufficientemente distante, quando ho rialzato le spalle l'ho mandato nello spazio, ero intento a parlare con un collega e quindi non ho guardato ed agito con attenzione pur essendo conscio del fatto che la situazione richiedeva attenzione. Forse sei stato vittima, come tutti credo, della routine. Mi viene in mente chi magari guida tutto il giorno per lavoro e si dimentica di guardare lo specchietto prima di fare un sorpasso.
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niro
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 23/04/2008, 12:22 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 126
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FAS ha scritto: dai puoi riparalo da solo! di che macchina si tratta? é di quelli adesivi? siiiiiiii.....quando ho scritto l'avevo già sostituito..... occhi aperti sempre....e cervello inserito.....
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ACCAEFFE
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 24/04/2008, 13:20 |
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Iscritto il: 09/04/2008 Messaggi: 5 Località: Roma Età: 50
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La distrazione, anche a seguito di attività routinarie, è una delle principali fonti di errore. Considerate che a livello mondiale quasi il dieci per certo degli "accident" avviene durante la fase di rullaggio o addirittura quando l'aeroplano è al parcheggio. La nostra mente spesso destina le sue energie in base alla percezione del livello di difficoltà del compito. Conseguentemente fasi ritenute semplici, come un giro esterno o la fase di rullaggio vengono sottostimate. Del resto sarebbe inconcepibile rimanere sempre concentrati su tutto. E' necessario applicare le opportune strategie per ridurre questi fenomeni.
_________________ Alberto Colautti Responsabile Human Factor A L I T A L I A
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niro
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 24/04/2008, 17:06 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 126
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Correttissimo, infatti mi sono avvicinato con disinvoltura impegnato a parlare con un tecnico che era davanti a me. Credevo di avere valutato correttamente la distanza, così non è stato. 
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jackiebrown
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 27/04/2008, 8:44 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 6529 Località: Cagliari
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ACCAEFFE ha scritto: La distrazione, anche a seguito di attività routinarie, è una delle principali fonti di errore. Considerate che a livello mondiale quasi il dieci per certo degli "accident" avviene durante la fase di rullaggio o addirittura quando l'aeroplano è al parcheggio. La nostra mente spesso destina le sue energie in base alla percezione del livello di difficoltà del compito. Conseguentemente fasi ritenute semplici, come un giro esterno o la fase di rullaggio vengono sottostimate. Del resto sarebbe inconcepibile rimanere sempre concentrati su tutto. E' necessario applicare le opportune strategie per ridurre questi fenomeni. oltre al livello di difficoltà forse, ma chiedo, anche di pericolo? Nel senso... La paura è un'emozione sottovalutata e svalutata e di solito nella nostra vita tendiamo a temerla e volerla evitare, mentre non ci sei rende conto che è necessaria alla nostra sopravvivenza e che essere troppo self-confident poi porta a dei guai. Come quando perdiamo sensibilità al dolore in un arto e ce lo pestiamo continuamente... Non è mica una gran cosa  Come si fa allora a discriminare tra la paura immotivata, quella che viene dal nostro interno, quella che deriva da come coloriamo con i nostri pennarelli personali una cosa di un rosso acceso invece che di un celeste rilassante, e quella "motivata" che ha una marca di oggettività?
_________________ Laura “La paura di volare è nella testa, non sull'aereo” Fearless Flyer
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duck4
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 27/04/2008, 10:02 |
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Iscritto il: 22/03/2008 Messaggi: 9148 Località: Roma e in giro per il mondo. Età: 38
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Beh una differenza è quella tra panico e paura. Il panico è un qualcosa scatenato da paure dentro di noi che non son controllabili. Per esempio il volo stesso, i ragni, i serpenti etc etc. La paura io lo trovo sempre come il primo degli stimoli. Quando provo qualcosa di nuovo ho paura. E mi piace. Ricordo alle scuole di volo in AM le prime manovre acrobatiche, il dover effettuare qualcosa di sconosciuto per il corpo (parlo di sinconizzazioni celebro/muscolari) sotto notevole stress fisico (G factor) e sottoposto a giudizio anche severo. Bastava una sola di queste cose per aver paura. I primi 3 /4 lanci col paracadute, hai ogni singola particella del fisico che si oppone a quel salto... eppure lo fai. E tante altre esperienze. Se si pensa alla storia del genere umano e a buona parte delle scoperte non possiamo non pensare alla paura. La pura del non sapere è una delle più forti ad esempio.
_________________ Volare è sempre meglio che lavorare! Bombing - DuckIl Nostro Tempo 7X 
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jackiebrown
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 27/04/2008, 10:19 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 6529 Località: Cagliari
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duck4 ha scritto: Beh una differenza è quella tra panico e paura. Il panico è un qualcosa scatenato da paure dentro di noi che non son controllabili. Per esempio il volo stesso, i ragni, i serpenti etc etc.
Siamo d'accordo ma quanto e per quanti il panico inquina la percezione della paura? 
_________________ Laura “La paura di volare è nella testa, non sull'aereo” Fearless Flyer
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Fearless flyer
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Oggetto del messaggio: Re: Human Factor Inviato: 27/04/2008, 10:23 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2392
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Bòni, nun famo confusione. Il panico è "solo" l'esasperazione quantitativa della paura. Il panico è tanta tanta paura. Un parametro che viene utilizzato molto frequentemente per differenziare la paura dall'ansia (e che io condivido) è che l'oggetto della paura rischia di decrementare oggettivamente le possibilità di sopravvivenza. L'oggetto dell'ansia rischia di decrementarle soltanto nella percezione della persona che prova l'ansia. Il tutto, poi, deve ovviamente essere contestualizzato. Avere di fronte a cinque metri un leone provoca paura perchè la situazione mina oggettivamente la sopravvivenza dell'individuo. Vedere un documentario di un leone può provocare ansia (in quel caso non c'è nessuna minaccia alla sopravvivenza). Fearless Flyer
_________________ Luca Evangelisti Responsabile "Voglia di Volare" A L I T A L I A Sito ufficiale "Voglia di volare""Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro" R. Frost
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