Ho ritrovato in archivio la foto di questo interessante e poco conosciuto I.A.R. 80 di costruzione romena.
Lo IAR 80 era un monomotore da caccia ad ala bassa prodotto dall'azienda rumena Industria Aeronautică Română (IAR) negli anni anni quaranta ed utilizzato dalla Forţele Aeriene Regale ale României, la forza aerea del Regno di Romania, durante la seconda guerra mondiale.
Dallo IAR 80 verrà sviluppata una variante cacciabombardiere/bombardiere in picchiata che assunse la nuova denominazione di IAR 81.
Progettato dagli ingeneri della IAR (Intreprinderea Aeronautica Romana), lo IAR 80 impiegava elementi della fusoliera del PZL P.24 E e dell'ala del Savoia-Marchetti S.M.79 (al 50% delle dimensioni), entrambi costruiti sotto licenza in Romania in quello stesso periodo. Compì il suo primo volo nell'aprile 1939 e sorprese gli esperti di aviazione raggiungendo una velocità, in volo orizzontale, di 510 km/h, una quota massima di 11 000 metri e riuscendo a salire a 5 000 metri in 6 minuti. [2] In quello stesso anno, alcune classifiche lo registravano al quarto posto nel mondo per velocità dietro allo Spitfire, il Messerschmitt Bf 109 e il Curtiss Hawk 75.
Venne costruita inoltre la variante BOP (bombardier in picaj - bombardiere in picchiata) e una versione con doppi comandi per l'addestramento. I primi 20 IAR 80 erano equipaggiati con il motore radiale IAR 14 K II C 36 da 930 hp ed armati con quattro mitragliatrici calibro 7,92 mm. Vennero consegnati nel febbraio 1941. Le successive 30 macchine erano dotate di un più potente motore da 960 hp e al posto del ruotino di coda avevano un pattino. In seguito l'aereo venne motorizzato con il 14K Mistral Major della Gnome et Rhône da 1 000 hp. Ma il comando della Luftwaffe rifiutò di accordare il permesso per la costruzione in licenza del BMW 801 per incrementare le prestazioni dello IAR 80, così il caccia rumeno poté essere equipaggiato solo con un motore da 1 025 hp. Vennero costruiti circa 420 esemplari di questo apparecchio.
In totale 21 squadriglie rumene vennero equipaggiate con lo IAR 80 o con uno dei suoi derivati. Molti di questi aerei vennero perduti durante l'offensiva contro l'Unione Sovietica e dopo il 23 Agosto 1944 sul fronte occidentale a causa delle pericolose missioni di attacco al suolo svolte dai piloti dell'aereo. Nonostante fosse considerato obsoleto a partire dal 1942 [2] lo IAR 80 colse molte vittorie non solo contro i suoi avversari russi, ma anche contro i più moderni velivoli americani, britannici e poi tedeschi. Soprattutto se a bassa quota, grazie alla loro agilità, gli IAR 80 erano in grado di infliggere pesanti perdite ad aerei più potenti e meglio armati, come i Lockheed P-38 Lightning e perfino i quadrimotori B-24 Liberator che, dall'estate del 1943, iniziarono a colpire le raffinerie di Ploieşti, con lo scopo di tagliare le forniture di olio combustibile alla macchina da guerra tedesca. Il primo agosto 1943, gli IAR 80 si scontrarono per la prima volta con i giganteschi Liberator. Si trattava di 177 B-24 della 9th United States Army Air Forces, parte dell'Operazione Tidal Wave, passata alla storia come una delle più disastrose dell'USAAF durante la seconda guerra mondiale sul teatro europeo. Gli IAR 80B della Esc. 61 e 62, come pure gli IAR 80C della neo-costituita Esc.45, insieme con i Bf 109G della Esc. 53 e i Bf 110 dell'unità rumena di caccia notturna, si lanciarono in picchiata sui quadrimotori (appartenenti agli USAAF Bomber Groups 44th, 93rd, 98th, 376th e 389th). Gli Americani persero - in combattimento o sulla via del ritorno - 51 bombardieri. Solo 89 raggiunsero le loro basi in Libia, di questi soltanto 31 erano in grado di svolgere una missione il giorno seguente. 310 uomini d'equipaggio americani furono uccisi, 110 catturati e 78 vennero internati in Turchia, dove molti B-24 atterrarono. I piloti rumeni rivendicarono 25 vittorie aeree, tra certe e probabili, a fronte della perdita di due aerei. Gli IAR 81 furono coinvolti in un'altra grande battaglia aerea nel cielo di Ploieşti, nel mattino del 10 Giugno 1944. Quel giorno, 36 P-38 Lightnings dell' 82nd Fighter Group, che trasportavano una bomba ciascuno, scortati da altri 39 P-38 del 1st e 82nd FG, attaccarono le raffinerie della città rumena. Gli IAR 81C del Grupul 6 della FARR (Fortele Aeriene Regale Romana), insieme con i caccia tedeschi del I./JG 53 e del 2./JG 77, decollarono per intercettare l'ondata dei bimotori americani. Il combattimento si svolse tra il livello del suolo e i 2.000 metri. Gli agili caccia rumeni ebbero facilmente la meglio sui più potenti ma meno maneggevoli P-38. L' USAAF perse 23 aerei, il numero esatto dichiarato dal Grupul 8, anche se anche la Luftwaffe e la contraerea ottennero dei successi. Gli americani rivendicarono anch'essi l'abbattimento di 23 aerei nemici. I rumeni tuttavia quel giorno persero soltanto un caccia, ed una singola perdita fu registrata anche dalla Luftwafe. Dal 10 giugno 1944 in poi gli americani non inviarono più i Lightnings senza scorta sulla Romania. Anche in altre occasioni, il caccia fece la sua parte in maniera egregia, ma i suoi permanenti problemi tecnici non si risolsero a causa delle noie al motore.
Gli ultimi esemplari superstiti volarono fino al 1950
Versioni
IAR 80 Prima versione di serie, prodotta in 90 esemplari.
IAR 80A Versione migliorata della precedente
IAR 80B
IAR 80M
IAR 80DC Versione da addestramento biposto riconvertita dalla Atelierele de Reparatii Material Volant (ARMV).

e questa strorica quando era operativo
