Buongiorno,
Voglio raccontarvi la mia esperienza e congratularmi con tutti voi che ce l'avete fatta, siete dei vincenti.
Io personalmente lo considero il mio più grande successo del 2011 e ne vado molto fiera perché so quanto è stato duro.
In quel momento desideravo superare la mia paura di volare più di ogni altra cosa al mondo. Quindi ho motivo di credere che se uno non supera le proprie paure non lo desidera veramente oppure non ne ha bisogno che è poi la stessa cosa.
Voglio iniziare citando i 3 libri che insieme a questo forum mi hanno aiutato a comprendere e superare questo problema:
- "Mai più paura di volare" (l'autore lo conoscete è Luca Evangelisti)
- "Allacciate le cinture" di Pietro Pallini, pilota intercontinentale che racconta le sue esperienze in maniera divertente.
- "When panic attacks" del dr. David Burns, purtroppo disponibile solo in inglese. Questo libro non è un saggio sugli aerei, anche se ne parla, ma un vero e proprio manuale di esercizi pratici contro ogni tipo di ansia e fobia con un sacco di racconti di persone che hanno superato i loro problemi. Una volta individuato l'esercizio che vi fa superare la vostra paura essa svanirà come è venuta.
Insomma come diceva quel comico: "la risposta è dentro di te però è sbagliata"
Se ne conoscete altri consigliatemeli!
La mia esperienza si può definire così in sintesi:
1) inizio inspiegabile di ansia legata all'aereo.
2) rifiuto della fobia
3) speranza che ignorando il problema esso si sarebbe risolto da solo
4) accettazione del problema
5) ricerca delle cause (che sono sempre dentro di noi, non nel volare o negli aerei)
6) disperata volontà di superarlo
7) vittoria!
Da questa storia ho capito che nulla è impossibile e soprattutto che se si ha un problema prima lo si risolve e meglio è.
Ora, per chi vuole leggerla c'è tutta la storia.
Amo viaggiare e prendo l'aereo da quando avevo 14 anni, mai avuto un problema, nemmeno mezzo. Nel 2003 ho preso 17 voli.
Ho sempre ritenuto ridicolo aver paura di volare, specialmente se penso che chi ne ha va in auto tutti i giorni ignorandone i rischi.
Quindi quando mi è venuta questa paura mi ritenevo ridicola, molto ridicola.
L'ansia però è così: è una paura senza motivazione. E' "paura anticipata" per qualcosa che dovrebbe accadere solo che non accade mai.
Da quel momento non ho preso più aerei e mi giustificavo dicendo che non avevo tempo per viaggi lunghi e che gli aerei quindi non mi servivano, non è che non volevo prenderli. CHE BUGIA!

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Se fossi stata Pinocchio mi sarebbe cresciuto un naso lunghissimo. Dopo cinque anni non potevo più mentire a me stessa e non volevo certo passare la vita senza poter più prendere un volo. Mi sarei sentita un'invalida. Capivo che l'ansia mi limitava nelle mie azioni, nelle mie decisioni e limitava la mia forte indipendenza che è una delle cause di questa fobia.
Quindi quando il mio ragazzo mi dice di andare in Grecia non posso dirgli di no, o meglio, non posso dirlo a me stessa.
Ci imbarchiamo e appena metto piede sull'aereo comincio a stare veramente male.
L'aereo è fermo ma comincio a vomitare. Lo so fa schifo, ma non so come dirlo altrimenti. Insomma tutto il volo è stato così, io non sapevo che stavo avendo un attacco di panico e non sapevo come controllarlo.
All'arrivo prendiamo una nave e anche se c'è mare mosso io sto benissimo, lo stress accumulato mi fa quasi addormentare e le onde mi cullano mentre metà nave fa quello che facevo prima io in aereo e senza turbolenza!
Al ritorno il primo piccolo successo: mi rifiuto di tornare a casa in nave e testarda come sono prendo due aerei uno da Santorini ad Atene che vola basso e si muove parecchio e uno fino a Roma. In aeroporto mi ripeto mille volte che "è solo un viaggio" e che l'aereo è solo un mezzo come tanti mentre un'altra parte di me pensa che sono completamente matta. In aereo continuo a stare male, sembro un vegetale, ma non m' importa.
Comincio a fare un'autoanalisi e scopro che il problema è sorto quando mi sono lasciata con il mio ex-ragazzo e proprio il mio ultimo "volo tranquillo" l'ho fatto con lui da Roma a Catania. Io ero arrabbiata perché mi facevano male le orecchie all'atterraggio e lui non mi considerava molto. Questo probabilmente è stato l'episodio che in me ha risvegliato un vecchio trauma infantile quello della separazione dei miei genitori perché mi sono sentita come abbandonata, in un certo senso.
Lo so che sembra assurdo ma vi assicuro che è andata così. Se lo avessi saputo prima col cavolo che sarei andata a Catania con lui!
Il mio volo successivo è deciso: devo tornare a Catania in aereo. L'occasione mi capita qualche mese dopo e non posso rifiutarmi. Vado con un'amica che ho istruito a dovere, praticamente non deve ascoltare niente di quello che dico e cercare di distrarmi raccontandomi un film. Il mio medico mi prescrive uno psicofarmaco ma scopro che non funziona come tutti gli psicofarmaci così lo butto appena arrivata. E questo è il mio secondo piccolo successo un volo Bologna - Catania nel quale scopro che sto male soprattutto prima e durante il decollo. Specialmente al ritorno smetto di vomitare e anche di fare il vegetale

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Capisco che ormai la strada è tutta in discesa anche se il problema non è ancora del tutto superato.
Ora però posso di nuovo guardare dal finestrino e parlare con i vicini senza spaventarli.
Come nei miei sogni tutto sta lentamente tornando alla normalità.
Passato parecchi mesi prima del volo successivo. Ho ancora paura ma sono molto determinata. Il mio ragazzo mi organizza un viaggio a sorpresa sapendo quanto ci tengo a volare e partiamo per Ibiza. La notte la passo quasi insonne ma con mia enorme sorpresa durante il volo non succede assolutamente niente.
E' vero che ho supplicato una sconosciuta vicina di parlarmi del più e del meno dicendo: "te ne sarò per sempre grata se parli con me questi dieci minuti". Ed è anche vero che non ho resistito a guardare le facce del personale di bordo che sorridendo mi rassicuravano - per fortuna nessuna hostess era stata lasciata dal fidanzato e a nessuno era morto il gatto:-).
Ma sono stata bene e scendendo la scaletta mi sono sentita la persona più felice e fortunata del mondo.
Ho ringraziato tutti, come un'idiota:-))
Poi ho mandato un sms a mia mamma, una cosa tipo: "vittoria! la ragione ha superato la paura". Lei mia scritto chiedendomi "se ero andata in guerra"

))) ero euforica.
La cosa bella è che in questi due anni non solo ho superato la paura di volare ma anche altre paure, più piccole. Ogni volta che dovevo fare qualcosa di cui avevo paura pensavo che se vi fossi riuscita poi sarei anche riuscita di nuovo a volare e così mi sono buttata da un trampolino di 3 metri e ho fatto la capriola in aria sul tappeto elastico (con l'aiuto di un istruttore però!).
Se siete arrivati fino a qui vuol dire che non avete niente da fare oppure che siete determinati a vincere la vostra paura. Chiedo scusa se mi sono dilungata. Io ho già prenotato il volo per la Sardegna per il 20 agosto. E se l'ho fatto io potete farlo anche voi! Fatelo subito, più ci pensate e peggio è.
