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Luigi M
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Oggetto del messaggio: La centuria alata Inviato: 12/08/2011, 14:29 |
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Iscritto il: 13/04/2010 Messaggi: 256 Località: Sansepolcro AR01 & Perugia LIRZ Età: 29
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Ciao a tutti, domani è il 13 agosto e 78 anni fa Italo Balbo, di ritorno dalla sua leggendaria Trasvolata Atlantica, veniva nominato Maresciallo dell'Aria .. Non sono un nostalgico, ma guardando come è ridotto il mondo aeronautico italiano mi viene da chiedermi se sia normale che un giovane debba guardare le glorie del passato per cercare un minimo di speranza per il futuro, che mai come adesso sembra lontano...
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duck4
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 12/08/2011, 17:23 |
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Iscritto il: 22/03/2008 Messaggi: 9150 Località: Roma e in giro per il mondo. Età: 38
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La storia la sanno scrivere in pochi e quella di Balbo è una storia scritta male poichè ci sono moltissime pregiudiziali date da un periodo storico che andava cancellato a tutti i costi e con esso anche quello che di buono è stato fatto. Onestamente di avere una Avenue a Chicago dedicata a Italo Balbo e vedere il rifiuto totale solo a nominarlo poichè tra i pionieri del fascismo un pò fa pensare. Neanche a dirlo in Aeronautica la sua figura viene riproposta e riletta semplicmente perchè è il fondatore e le sue idee, assolutamente avveniristiche per l'epoca, permisero ad un paese molto confuso di eccellere nelle attività aviatorie. Il simbolo per eccellenza furono le trasvolate Atlantiche del Brasile (1930 - 12 S55A) e del Nord America (1933 - 25 S55X) che erano il vessillo di una forza armata lontana dalle imprese dei singoli che faceva invece del gruppo, della cooperazione e della pianificazione una base solidissima su cui sviluppare una attività come il volo. Per ironia della sorte proprio le trasvolate lo portarono in conflitto con Mussolini, a cui cercò di spiegare invano cosa fossero gli USA e cosa volesse dire metterseli contro, il quale lentamente lo mise in ombra fino alla sua misteriosa scomparsa nel 1940. Questo breve sunto della storia di Balbo per dirti che anche all'epoca c'erano gli stessi problemi di oggi malgrado ci fossero uomini in grado di capire la direzione da prendere. Il problema vero di questo paese è che la storia non insegna mai.
_________________ Volare è sempre meglio che lavorare! Bombing - DuckIl Nostro Tempo 7X 
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beluga
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 12/08/2011, 20:09 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 3048 Località: LIQB Età: 42
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duck4 ha scritto: La storia la sanno scrivere in pochi e quella di Balbo è una storia scritta male poichè ci sono moltissime pregiudiziali date da un periodo storico che andava cancellato a tutti i costi e con esso anche quello che di buono è stato fatto. Onestamente di avere una Avenue a Chicago dedicata a Italo Balbo e vedere il rifiuto totale solo a nominarlo poichè tra i pionieri del fascismo un pò fa pensare.
Beh, ma su Balbo non è questione di pregiudiziali; non si trattava di un "pioniere", ma di un feroce squadrista; le squadracce da lui guidate hanno messo a ferro e fuoco la Romagna ed il ferrarese, lasciandosi dietro morte e distruzione.... Penso che qualche entusiasmante impresa aeronautica non possa riabilitarlo. E della storia scritta dai nostri grandi storici come Collotti e Del Boca ed loro approccio scientifico nella storiografia mi fido abbastanza
_________________ Fabrizio Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola / così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore / anche mia madre diceva è del tutto normale / non mettere in discussione gli amici / pensa a cose più serieGellu Naum 
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fulcrumk
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 12/08/2011, 21:59 |
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Iscritto il: 01/09/2008 Messaggi: 388 Località: Milano Età: 49
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Al solito, anche quando nasce un post su Balbo aviatore, in meno di due battute ci si ritrova a scrivere di politica, squadrismo, fascismo e quant'altro. Difficile trovare una disamina dell'uomo-aviatore scevra da considerazioni politiche. Argomento evidentemente tabù, in Italia, forse ancora per i prossimi tre o quattro secoli. Per assurdo, sembra più apprezzato all'estero che non a casa propria. E' noto che anche il "nemico" gli tributò onori, da vivo e da morto, e forse le migliori biografie di Balbo aviatore sono opera di autori anglosassoni... Per me è un Mito, e punto. Ciao Paolo
PS: l'abbattimento dello S.79 di Balbo a Tobruk è stato lungamente discusso, ma anche le più recenti approfondite ricerche (F. Quilici) hanno confermato che si trattò di un tragico incidente...
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beluga
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 12/08/2011, 22:17 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 3048 Località: LIQB Età: 42
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Qesta non è politica, è Storia, tragicissima storia. E di fronte a certi episodi storici è impossibile discernere l'aviatore dallo squadrista. I crimini, come quelli commessi da Balbo, sono crimini gravissimi e non possono essere emendati da imprese aviatorie; tutto il resto passa in subordine. Non è un paradosso che B. fosse apprezzato maggiormente all'estero piuttosto che in Italia e, in particolare, nella zona del delta del Po. Purtroppo l'Italia, dopo la fine della guerra, non ha avuto una sua Norimberga, altrimenti sono sicuro che anche Balbo sarebbe stato condannato, se non fosse stato abbattuto dal fuoco amico.
_________________ Fabrizio Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola / così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore / anche mia madre diceva è del tutto normale / non mettere in discussione gli amici / pensa a cose più serieGellu Naum 
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ddaquila
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 12/08/2011, 23:33 |
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Iscritto il: 04/04/2008 Messaggi: 1663 Età: 34
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beluga ha scritto: di fronte a certi episodi storici è impossibile discernere l'aviatore dallo squadrista. Io ci riesco benissimo. Non scuso certo il fascismo (anzi), ma sono capace di dividere le cose, e sapendo di vivere nel 2011, sono cosciente di come la guerra sia finita e di come si possa godere il privilegio a distanza di decenni di giudicare ciò che era buono da ciò che era cattivo. Gettare tutto nel calderone nel pregiudizio, da tipica faziosa italica maniera è cosa che a me non piace. È ipocrita giudicare allora il Caravaggio un grande artista nonostante fosse anche un violento e un assassino. Da un paese che ha scoperto le Foibe solo qualche hanno fa, e che conta moltissimi connazionali che in cuor loro le hanno sempre giustificate non mi meraviglio. Questo è un gioco pericoloso però, poiché di capolavori, belli e puri, nella storia ce ne sono pochi. E in tutto il passato qualsiasi cosa buona può essere più o meno relegata ad ambiti socialmente o civilmente tragici. L'intelligenza è saper distinguere. Gli anglosassoni ci riescono bene, noi siamo ancora al medioevo. I tedeschi (quelli che conosco io) hanno molto più pudore di noi quando si parla di fascismo e di nazismo. Detto questo sono ben orgogliosi delle loro Porsche (non certo una stirpe comunista) e dell'industria tedesca in generale, che proprio nel terzo reich toccò il proprio apice. Ricordare Balbo non è un inno al fascismo, ma ad un paese che molto più che oggi sapeva fare bene in certi campi e uno dei luoghi in cui più velocemente e proficuamente si è sviluppata la così detta cultura aeronautica, da noi ormai "evaporata". Come è stato detto sopra in altri paesi d'Europa e oltre oceano, certe imprese nostre vengono ricordate e apprezzate senza pregiudizio politico. Da noi Balbo è un fascista, però poi intitoliamo aule a Carlo Giuliani... Preferisco non intervenire più in questo thread e mi scuso per l'OT
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beluga
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 13/08/2011, 0:30 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 3048 Località: LIQB Età: 42
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ddaquila ha scritto: beluga ha scritto: di fronte a certi episodi storici è impossibile discernere l'aviatore dallo squadrista. Gettare tutto nel calderone nel pregiudizio, da tipica faziosa italica maniera è cosa che a me non piace. È ipocrita giudicare allora il Caravaggio un grande artista nonostante fosse anche un violento e un assassino. Da un paese che ha scoperto le Foibe solo qualche hanno fa, e che conta moltissimi connazionali che in cuor loro le hanno sempre giustificate non mi meraviglio. C'è anche l'italica maniera di autoassolversi e di giustificare tutto; di crogiolarsi nel mito del "italiani brava gente", che porta a dimenticarsi che prima delle foibe gli italiani da quelle parti hanno attuato una vera e propria pulizia etnica (a 10 km da casa mia c'era il campo di concentramento di Renicci, dove sono stati deportati circa 20.000 dalla Slovenia e dintorni). Insomma, tutto questo non mi sembra OT, io provo imbarazzo, in quest'area di cui sono auditor, nel vedere un'agiografia così a senso unico di uno di coloro che ha rappresentato la peggiore Italia di sempre.
_________________ Fabrizio Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola / così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore / anche mia madre diceva è del tutto normale / non mettere in discussione gli amici / pensa a cose più serieGellu Naum 
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pippo682
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 13/08/2011, 6:08 |
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Iscritto il: 18/03/2008 Messaggi: 12136 Età: 46
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Ti capisco Fabrizio, e penso che tu abbia fatto bene a ricordare comunque il background che ha accompagnato le attività aviatorie di Balbo. Ma consideriamo che il nostro sito parla di aviazione. Forse proprio per questo alla fine possiamo permetterci di prendere, di quanto fatto dall'uomo, la sola parte fatta dal pilota, sapendo comunque che si trattava di un fascista, e permetterci di analizzare solo quella parte. Non credo sia apologia. In fondo anche il cattivo per eccellenza Darth Feder, alla fine si riscatta!  C'è del buono in lui, lo sento... (ok, scusate la battuta, stiamo parlando di un argomento serio  )
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duck4
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 13/08/2011, 9:17 |
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Iscritto il: 22/03/2008 Messaggi: 9150 Località: Roma e in giro per il mondo. Età: 38
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Luigi M
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 13/08/2011, 9:32 |
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Iscritto il: 13/04/2010 Messaggi: 256 Località: Sansepolcro AR01 & Perugia LIRZ Età: 29
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Chiedo scusa, non volevo assolutamente generare una discussione politica, il mio intento era solo quello di constatare come sono cambiate le cose nel mondo aeronautico italiano in questi anni... Abbiamo fatto imprese leggendarie grazie al coraggio dei nostri piloti e all'ingegno dei nostri ingegneri, che hanno portato il nome della nostra nazione sulla bocca del mondo, poi pian piano è cominciato un lento declino che ci ha portato ad avere la situazione che oggi tutti conosciamo.. Grazie ai burocrati, alle leggi sempre più restrittive con la scusa della sicurezza, ci ritroviamo con i piloti che scappano per immatricolare il proprio aereo all'estero, Aeroclub semi vuoti, l'industria aeronautica si è sensibilmente ridotta, e mi chiedo, se continuiamo di questo passo dove arriveremo..
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 15/08/2011, 18:18 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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AlQuando si parla di Italo Balbo aviatore, è davvero difficile non finire a parlare di squadrismo e fascismo. Ammetto e confermo che è molto difficile fare delle considerazioni sul personaggio senza dimenticare la sua valenza politica all'interno del regime.
Ritengo però che in maniera molto "anglosassone" dovremmo vere il coraggio di riconoscere al personaggio quei meriti che hanno permesso , per un breve periodo , di essere davvero una "nazione aviatoria".
Gli avvenimenti e le circostanze in cui si sono sviluppate tali imprese fanno parte della nostra storia e dovremmo cercare di accettarlo, in considerazione del fatto che comunque erano avvenimenti positivi.
Come ha osservato l'amico Fulkrum, è stato proprio il "nemico" , quello che gli attribui il maggior numero di onori, facendo diventare il personaggio e sue imprese un vero Mito.
Steve
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beluga
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Oggetto del messaggio: Re: La centuria alata Inviato: 16/08/2011, 20:50 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 3048 Località: LIQB Età: 42
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Vorrei precisare che non ho mai messo in dubbio la spinta incredibile allo sviluppo aeronautico data dalle imprese, eccezionali, di Balbo e dei suoi colleghi dell’epoca. Dobbiamo ricordarci iche lo sviluppo tecnologico dell’aviazione in quegli anni è stato formidabile nei paesi industrializzati, per tutta una serie di fattori (non ultimi la situazione geopolitica ed il fatto di partire da una condizione “embrionale” ed avere pertanto un orizzonte illimitato davanti, nel quale proiettare tutte le potenzialità del mezzo aereo più pesante dell’aria).
A livello storico, non solo aviatorio, si debbono oggettivamente riconoscere dei meriti, anche importanti, a Balbo, quali l’essersi opposto alle leggi antiebraiche e l’aver osteggiato l’entrata in guerra a fianco della Germania nazista; ed anche in Libia si è comportato meglio dei suoi predecessori. Però, ripeto, per me non è sufficiente a riabilitarlo per il resto e, personalmente non riesco a valutare separatamente i due Balbo; è una questione di form mentis; io faccio generalmente un bilancio globale delle persone e delle loro azioni. Se vedo un S55 mi emoziono anch’io, e parecchio. Così come, da appassionato di architettura, trovo pregevoli certi progetti di Terragni o di altri architetti “al servizio” di Mussolini e non mi vergogno certo di dirlo, tanto per sottolineare che non sono animato da chissà quali pregiudiziali. Credo però che è proprio il trascorso violento di Balbo a non dover essere dimenticato e non può essere. E penso che se il mio sindaco decidesse di dedicargli una strada, non sarei molto contento. Così come non sono rimasto molto contento da toni un po’ troppo indulgenti nei confronti del trasvolatore ferrarese, al quale, invece, i nostri storici più preparati, dei quali vado fiero, non hanno fatto sconti.
Da noi purtroppo la maturità di tipo anglosassone non c’è, per una serie di motivi, tra i quali ne ravviso alcuni di importanza fondamentale (probabilmente non sono dotato dell’intelligenza invocata in un consiglio dispensato con tanta sicumera in uno dei messaggi precedenti), in maniera estremamente concisa, visto che sarebbero necessarie pagine e pagine. In primis, i fatti di sangue che hanno coinvolto Balbo, si sono rivolti verso i propri connazionali. In questo contesto è più difficile metabolizzarli. Soprattutto considerando il limitato lasso di tempo che ci separa dagli anni venti del secolo scorso; alcuni rarissimi testimoni dell’epoca ancora sopravvivono e comunque ci sono i discendenti diretti ancora in vita (per questo l’esempio di Caravaggio riportato qualche messaggio fa mi sembra un po’ forzato e non pertinente). La zona dove abito io è stata martoriata prima dalle violenze squadriste (nei primi anni ‘20) e poi dagli eccidi (estate del ’44). Come ulteriore fattore, vedo la mancata “pulizia” in seno della neonata Repubblica Italiana la causa che ha impedito una cesura netta con il ventennio e la RSI e l’incontrovertibile consolidamento della verità. La “pacificazione nazionale” praticata attraverso l’amnistia del ’47 a firma dell’allora guardasigilli Togliatti, non ha sortito l’effetto desiderato ed inoltre funzionari ed alti ufficiali hanno mantenuto il proprio posto o non sono stati perseguiti (c’è un testo specifico di Franco Angeli in proposito). Come ho detto in qualche mio messaggio precedente, l’aver avuto una Norimberga italiana avrebbe molto probabilmente portato ad un clima più sereno, con un consolidamento delle verità storiche e delle responsabilità (in particolare legate ad azioni criminose), non viziate dallo spirito di “revanche” dei vinti, presenti (riciclati) nelle istituzioni , sfociato costantemente in tentativi revisionisti mirati a giustificare certe scelte e certe azioni. Mi viene in mente un illustre baffuto personaggio che nel dopoguerra è stato uno stimato segretario di partito, che nel ’44 (ma era attivo già nel 38 tra le “menti al servizio della conservazione della razza”) ha redatto il piano di propaganda razziale della RSI “che andrà attuato….eliminando dalla vita nazionale gli ebrei, i meticci, ecc…”, con le conseguenze che tutti conosciamo. Legato a questo, da noi c’è un atteggiamento generalizzato di mancata assunzione delle proprie responsabilità, che ha portato ad obliare ed insabbiare tante nefandezze commesse dai “nostri”, creando più danni che altro. Pensate che ancora oggi, giustamente, si richiede l’estradizione ed il processo degli ufficiali nazisti che anno partecipato alle stragi del ’44-45 (e tra questi mai che si ricerchino i personaggi “nostrani”, come il sopra citato), mentre i nostri governi hanno sempre negato l’estradizione degli ufficiali coinvolti nelle stragi perpetrate nel Corno d’Africa durante la conquista dell’impero, oppure, per rimanere in campo aeronautico, per ammettere di aver effettuato i bombardamenti con tonnellate e tonnellate di iprite in Etiopia abbiamo dovuto aspettare oltre il 1990, con tanto di illustri giornalisti che si sono scagliati contro storici rigorosi, salvo poi dover fare pubblica ammenda (vedi diatriba Montanelli – Del Boca). E anche qui, in questa discussione, si citano le foibe estrapolandole dal contesto di repressione e pulizia etnica in cui sono maturate, come se un morto sloveno valesse meno di un morto italiano, in posti dove era ricorrente la frase “gli italiani sono diventati peggiori dei tedeschi” (come scrive il commissario civile Rosin nel ’42 da Lubliana).
Tutti questi elementi concorrono ad avere dei parametri di giudizio diversi da quelli tipici di un approccio di tipo “anglosassone” più volte richiamato, che risulterebbe di difficile da adottare (e mi chiedo, tra l’altro, come un inglese considererebbe un membro dell’IRA se un giorno si rendesse protagonista di mirabili imprese di varia natura…..).
E per chiudere questa digressione, una chiosa riguardante l’uso del termine “politica” in questa discussione; mi cito da solo ribadendo che si stanno trattando questioni STORICHE. L’antifascismo è sancito dalla nostra Costituzione e base fondante della nostra Repubblica e delle Istituzioni che la compongono, parlare di “politica”, per le questione che ho sollevato, è del tutto inappropriato (anche se in buona fede) ed alla lunga potrebbe essere considerato anche capzioso.
Finite quelle che ritengo doverose puntualizzazioni (altrimenti, alla fine, sembra che io sia il fanatico integralista del forum), sperando di non doverne fare altre, ritorno in tema sull’argomento tema lanciato dal mio vicino di casa Luigi; le metterò in evidenza con il carattere sottolineato, in quanto legate direttamente allo spirito della discussione.
Sottolineando nuovamente come, a livello mondiale, fossero le condizioni al contorno a determinare l’eccezionale spinta propulsiva; tali condizioni non ripetibili nel periodo successivo alla II GM, ho un po’ di congetture da proporvi, messe tutte nel medesimo calderone (la tematica degli aeroclub semivuoti e dello scarso seguito forse andrebbe trattata nell'area dedicata all'AG):
Per quanto riguarda i vincoli burocratici, non li conosco e non mi esprimo nel merito; mi piacerebbe sapere come si è generato il “mostro burocratico” nel corso degli anni e come funziona negli altri paesi, in particolare in ambito UE e quali sono le particolarità a livello nazionale che inibiscono la voglia e la possibilità di volare.
Inoltre, a livello sociale, mi piacerebbe sapere rispetto al resto d’Europa, qual è l’accessibilità media al mondo dell’aviazione. Si può affermare che da noi il volo non è una passione per le tasche di tutti, se si considera un paese come il nostro dove la distribuzione della ricchezza è sempre più squilibrata; ma altrove com’è (Germania, Paesi Scandinavi, UK)?
E l’impressione che ho di certi aeroclub è che si reputino ritrovi esclusivi, completamente avulsi dal resto del mondo; in questo modo quali opportunità ha una persona media di avvicinarsi al mondo del volo?
Gli aeroclub cosa fanno per promuovere la cultura aviatoria? Quello più vicino a casa mia non organizza niente per il pubblico, anzi in molti vogliono chiudere l’aeroporto e questi non fanno nemmeno una piega.... “mah, se ci sfrattano andremo altrove; amen!”. Comunque il mondo ULM non mi sembra che navighi in acque balorde, anzi, a vedere dai (pochi) raduni ai quali sono stato, mi sembra che goda di buona salute, sia come “utenti”, sia come produzione nazionale.
Infine, sullo sviluppo e le limitazioni della nostra industria aerea dal dopoguerra presumo che abbiano pesato, e non poco, le limitazioni dettate dal trattato di pace, che probabilmente hanno viziato anche le scelte industriali a lungo termine delle nostre grandi aziende; ma su questo gradirei che chi ne sa qualcosa (a livello di clausole, ma anche delle conseguenti scelte industriali da parte delle principali aziende) approfondisse l’argomento.
_________________ Fabrizio Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola / così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore / anche mia madre diceva è del tutto normale / non mettere in discussione gli amici / pensa a cose più serieGellu Naum 
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