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beluga
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Oggetto del messaggio: Le azioni di Bassanesi e de Bosis Inviato: 07/08/2009, 21:48 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 3048 Località: LIQB Età: 42
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Sto guardando un documentario de "la grande storia", su rai3, e sono venuto a conoscenza delle storie di due aviatori che non conoscevo: Giovanni Bassanesi e Lauro de Bosis Di seguito un paio di scritti dal Corriere.it che raccontano le imprese dimostrative che questi due coraggiosi aviatori oppositori (in formazini diverse) della dittatura mussoliniana hanno effettuato negli anni '30. L'impresa di de Bosis è finita in tragedia, con la morte dell'aviatore-poeta-professore inghiottito dalle acque del tirreno. Cita: Settant' anni fa il coraggioso volo di Bassanesi: una nevicata biancorossoverde per invitare i milanesi alla riscossa Luglio 1930: quei volantini antifascisti su piazza Duomo
Settant' anni fa il coraggioso volo di Bassanesi: una nevicata biancorossoverde per invitare i milanesi alla riscossa Luglio 1930: quei volantini antifascisti su piazza Duomo Chiss… se c' Š ancora qualche milanese che ricorda l' improvvisa ®nevicata multicolore¯, caduta dal cielo su Piazza Duomo settant' anni fa? Era l' 11 luglio del 1930, un venerd; da poco il mezzogiorno era scoccato, quando alto nel cielo di Milano era apparso un aeroplanino, coraggiosamente pronto a scaricare ben centomila manifestini, dalle tinte inequivocabili: bianco, rosso e verde... Bastava prenderne uno a caso per leggere parole proibite in quegli anni col fascismo al potere: ®Insorgere! Risorgere!¯. Su un altro era scritto: ®Il fascismo merita d' essere combattuto come l' invasore straniero!¯. E un terzo, che sarebbe piaciuto all' attuale ministro Veronesi, era ancora pi— perentorio: ®La parola d' ordine sia: chi fuma Š un fascista¯. Che cosa stava succedendo, con una simile beffa, di cui non si erano accorti n‚ la polizia n‚ gli altri organi di vigilanza? Da poco era sorto un piccolo movimento di oppositori; si chiamava ®Giustizia e libert…¯, e aveva fra i fondatori e animatori alcuni personaggi che si sarebbero fatti un nome: Ferruccio Parri, per esempio, e Alberto Tarchiani, entrambi usciti dal ®Corriere¯ quando se n' erano andati gli Albertini, e Carlo Rosselli, Riccardo Bauer (futuro presidente dell' Umanitaria), Ernesto Rossi, Umberto Ceva. Perch‚ almeno qualcuno rompesse la cappa di silenzio del ®regime¯, occorreva farsi sentire, tentando un' impresa che sembrava impossibile. E cos, dal Cantone Ticino un giovane valdostano, di 25 anni, Giovanni Bassanesi, taciturno, modesto ma impavido, insieme a Gioacchino Dolci, che faceva l' operaio, aveva riempito di volantini di propaganda quel piccolo aereo. Si era messo lui stesso alla guida e, presa quota, aveva puntato diritto su Milano. Poi appena avvistata la sagoma del Duomo e il monumento a Vittorio Emanuele II, non aveva avuto perplessit…. Dai due finestrini i fogli carichi di parole ®proibite¯ erano cominciati a piovere sui milanesi, che non credevano ai propri occhi. L' invito, anzi l' imperativo era esplicito: ®La riscossa Š vicina: preparatevi!¯ si poteva leggere, insieme a denunce ben documentate: ®800.000 disoccupati; 14.000 fallimenti annui; 2 milioni di cambiali protestate; banche e industrie in gravissima crisi¯. Insomma, tutto l' opposto di quanto faceva credere la massiccia propaganda del tempo. Scuotere i pavidi e gli indifferenti avrebbe voluto gi… dire assestare un colpo a chi, insieme alla camicia nera, imponeva il ®Credere, obbedire, combattere¯. E importa poco sapere che Bassanesi mentre rientrava in terra elvetica e puntava verso il Gottardo aveva urtato contro la roccia, finendo all' ospedale. Ancora oggi, vale molto di pi— ricordarsi di quell' episodio lontano come di un esempio: c' Š sempre gente disposta a ®non mollare¯, pur di offrire una testimonianza contro l' oppressione di qualunque colore. Arturo Colombo Cita: Lauro de Bosis, morto nel Tirreno, vivo a Harvard
In occasione del 75° anniversario della sua impresa e della sua scomparsa, il quotidiano belga Le Soir del 3 ottobre ha dedicato un lungo articolo alla memoria di Lauro de Bosis, trentenne antifascista che il 3 ottobre 1931 - partito da Marsiglia su un piccolo aereo d' occasione acquistato in Germania grazie al finanziamento ottenuto dall' allora redattore capo del quotidiano con l' intermediazione dell' ex-deputato in esilio a Bruxelles Francesco Luigi Ferrari - lanciò in via del Corso a Roma 400.000 volantini rivolti alla popolazione e al re e contenenti appelli contro Mussolini e il regime. Non risulta che i caccia militari siano riusciti a individuarlo e ad abbatterlo, ma del de Bosis e del suo aereo non si seppe più nulla. E Le Soir, che prevedeva di pubblicare in esclusiva l' esito dell' impresa, il 15 ottobre non poté pubblicare che il testamento politico e spirituale «Storia della mia morte» che Lauro de Bosis scrisse prima della partenza e inviò ad un amico brussellese in previsione del suo sacrificio, date le difficoltà del volo notturno e all' insufficienza del carburante (inutile specificare che nonostante il rilievo dato all' impresa nella stampa internazionale, nulla apparve su quella di regime). Non mi risulta che i media abbiano avuto nei riguardi di questo colto e liberale antifascista - fondatore nel 1929 dell' associazione clandestina «L' Alleanza Nazionale della Libertà» - un dovuto segno di ricordo e riconoscenza in occasione della ricorrenza. Mi permetto quindi di attirare l' attenzione su questo giovane che scrisse nel suo testamento: «Si tratta di dare un piccolo esempio di senso civico e di attirare l' attenzione dei miei concittadini sul carattere anormale della loro condizione. Contribuendo forse così alla causa più da morto che da vivo». p.merolla@ telenet.be Caro Merolla, grazie per il ricordo di Lauro de Bosis. Era giusto che il suo nome e la sua impresa non venissero dimenticati. Aggiungerò soltanto, per completare la sua lettera, che de Bosis fu figlio di Adolfo, poeta dannunziano e traduttore di Walt Whitman. Nacque a Roma nel 1901, visse per qualche tempo tempo a New York, dove collaborò con la Italy-America Society, e fu anch' egli scrittore. Tradusse Eschilo, Sofocle, opere della letteratura inglese e scrisse per le Olimpiadi culturali di Amsterdam del 1929 un dramma dedicato alla figura di Icaro, il giovane ateniese che spiccò il volo da Creta con le ali costruite dal padre Dedalo e scomparve nel Mare Egeo quando osò avvicinarsi ai raggi del sole. E come Icaro, per l' appunto, de Bosis morì al ritorno dal suo coraggioso volo su Roma il 3 ottobre 1931. Non sarebbe giusto parlare di Lauro de Bosis, tuttavia, senza un cenno alla donna che lo amò appassionatamente e volle che il suo nome venisse ricordato in una delle maggiori università americane. Si chiamava Ruth Draper, aveva quindici anni più del suo giovane amante ed è passata alla storia come una delle più affascinanti attrici del teatro anglo-americano. Il suo genere preferito fu quello dei monologhi. Recitava sulla scena, splendidamente sola, la parte di molti personaggi femminili ed ebbe ovunque straordinari successi. Le sue rappresentazioni entusiasmarono George Bernard Shaw, Henry James, Thornton Wilder, Edith Wharton e i maggiori attori del suo tempo, da John Gielgud a Laurence Olivier. Se vuole avere maggiori notizie sulla vita di Ruth Draper, caro Merolla, potrà trovarle in un libro di Iris Origo «A Need to testify» in cui troverà altresì profili molto belli di Ignazio Silone e Gaetano Salvemini. Quando Lauro de Bosis perdette la vita, probabilmente nelle acque del Tirreno, Ruth volle ricordare l' amante con una generosa donazione all' Università di Harvard che permise l' istituzione di una cattedra per lo studio della civiltà italiana. Il «Lauro de Bosis lectureship» dette il pane a Gaetano Salvemini, da poco esule negli Stati Uniti, e chiamò da allora a Cambridge, nel Massachusetts una lunga lista di studiosi italiani a cui viene chiesto di tenere un corso semestrale e di pronunciare tre «Lauro de Bosis lectures». Ruth Draper morì nel dicembre 1956. Anche lei, nel cinquantenario della sua scomparsa, merita di essere ricordata e ringraziata. Romano Sergio
_________________ Fabrizio Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola / così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore / anche mia madre diceva è del tutto normale / non mettere in discussione gli amici / pensa a cose più serieGellu Naum 
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beluga
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Oggetto del messaggio: Re: Le azioni di Bassanesi e de Bosis Inviato: 07/08/2009, 21:53 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 3048 Località: LIQB Età: 42
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La biografia di Lauro de Bosis tratta dal sito http://www.storiaXXIsecolo.itCita: Nacque a Roma nel dicembre del 1901, ultimo di sette figli, da Adolfo e da Lilian Vernon. Il padre diresse la rivista Il Convito, che uscí in 2 fascicoli dal gennaio 1895 al dicembre 1907 e nella quale il Carducci pubblicò la Canzone di Legnano e Pascoli alcuni dei suoi migliori Poemi Conviviali. Nella casa paterna, trovò un ambiente capace di contribuire in maniera efficace e robusta alla impostazione della sua vasta cultura e adatto a sviluppare in lui quella naturale disposizione alla poesia ed alla critica letteraria cui la laurea in chimica, ottenuta alla università di Roma nel 1922, non pose ostacolo ma indusse un rigore metodologico raro in quei tempi nella repubblica delle lettere.
Antifascista fin dalla marcia su Roma, nel 1924 fu invitato negli Stati Uniti a tenere conferenze di carattere storico, letterario e filosofico dalla società Italia-America di New York. Qui continuò a confermare la sua indignazione per i metodi della dittatura fascista in patria e per la impudica propaganda che gli agenti di Mussolini facevano per il dittatore.
Nel 1926 insegnò ad Harvard, la più antica e fra le più prestigiose università americane, lingua e letteratura italiana. In quegli anni pubblicò in forma abbreviata la traduzione della già celebre opera di J. G. Frazer, il Ramo d'Oro e le traduzioni de La vita privata di Elena di t***a di J. Erskine e di Il Ponte di San Luis Rey di T. Wilder. A traduzioni di opere anglosassoni alternava, con altrettanta perizia, quelle dei classici. Del 1927 è la traduzione dell'Antigone di Sofocle.
Sempre nel 1927 De Bosis compone Icaro, la sola opera poetica che rimanga di lui. Icaro ottenne il premio olimpico di poesia ad Amsterdam nel 1928 e fu tradotto in inglese da Ruth Draper, la sua fidanzata, donna generosa ed illuminata.
Nell'estate del 1928, tornato in Italia per le vacanze, iniziò il lavoro di propaganda clandestina con un'associazione denominata Alleanza Nazionale. Preparò fra il giugno e l'ottobre otto foglietti, li ciclostilò in seicento copie e li impostò lui stesso, viaggiando da una città all'altra con gravissimo rischio personale. Questi foglietti si rivolgevano al re ricordandogli il suo dovere di tenere fede al giuramento di re costituzionale.
Gli Italiani dovevano guardarsi - era questo il piano tattico della Alleanza Nazionale - dall'aderire a movimenti antimonarchici e anticlericali. Mussolini, infatti, sarebbe stato ben felice di poter dimostrare al Quirinale e al Vaticano che la sola alternativa al fascismo era la rivoluzione contro la monarchia e contro la chiesa.
Prima di partire per gli Stati Uniti, dove intendeva dimettersi da segretario della Italia-America, per poter rimanere in patria a combattere, i suoi collaboratori Vinciguerra, Di Cesarò, Ferloiso, Zanotti, Bianco si misero d'accordo per continuare l'opera intrapresa durante la sua breve assenza. Quando il piroscafo che lo riportava dagli Stati Uniti era prossimo all'Inghilterra, De Bosis ricevette da un amico la notizia che sua madre, tre suoi famigliari, Vinciguerra e un nuovo collaboratore, Rendi, erano stati arrestati. Vinse a fatica il primo impulso di continuare il viaggio e di andare a Roma a farsi arrestare.
De Bosis comunque non si arrese. Non cedette allo sconforto del processo ai famigliari e agli amici, non depose le armi di fronte alla campagna di stampa tesa a diffamare la sua azione politica. Viveva a Parigi, tenendosi in contatto con Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo a Londra e con Francesco Luigi Ferrati a Bruxelles. Lavorava come portiere in un albergo. Intanto tradusse in Inglese " The Alleanza Nazionale ": documents of the Second Italian Risorgimento (Paris, Imprimerie Vendóne, 338, Rue Saint-Honoré; MXCXXXI) e preparò il Golden Book of Italian Poetry (che doveva essere pubblicato postumo nel 1932, un anno dopo la sua morte).
Il 1931 lo vede alla ricerca di fondi per poter imparare a volare e per acquistare un aeroplano per realizzare il suo disegno di volare sul cielo di Roma in aeroplano dal quale gettare manifesti per esortare il re ed il popolo ad ascoltare la voce dell'onore e del dovere. Certo non bastava il suo modestissimo impiego, dal quale detraeva ottocento franchi per la famiglia di Rendi, per raggiungere la cifra necessaria per l'impresa. Nel mese di aprile trovò il denaro grazie al redattore capo del quotidiano liberale di Bruxelles, Le Soire, D'Arsac. Anche il dottor Sicca, medico italiano di Londra, contribuì con grande generosità alle spese.
Seguirono mesi di difficoltà e di speranza. Un primo tentativo fallì alla partenza, prevista dalla Corsica. L'impresa così, oltre a non essere portata a termine, non era più segreta.
Ma ancora una volta Lauro De Bosis non cedette e con sovrumana volontà ricominciò da capo.
Comprò l'aeroplano in Germania sotto il nome di Mr. Morris e fece stampare ad Annemasse i manifesti. Giunse il giorno stabilito: il 3 ottobre 1931. Decollato dall'aeroporto di Marignan presso Marsiglia, alle ore 15,15 De Bosis arrivò a Roma poco dopo il tramonto. Discese da una quota di 2000 metri a quella di trecento, disseminando circa 400.000 manifestini sul centro della città: Piazza Venezia, il Corso e la zona prospiciente Palazzo Chigi e poi addirittura l'aeroporto.
Fu una prova di grande coraggio e di sbalorditiva, sovrumana abilità. Le strade erano in subbuglio e la gente leggendo il messaggio se lo passava di mano in mano. Dopo circa mezz'ora Lauro scomparve e si diresse, in quella notte senza luna, verso l'isola d'Elba, dove il suo aereo precipitò. L'aviazione solo dopo un bel po' di tempo si fece viva e andò ad aspettarlo verso la Corsica, in direzione cioè sbagliata, dimostrando la propria inefficienza (già ampiamente provata nel luglio 1930 quando Bassanesi e Dolci avevano volato su Milano disseminando volantini di Giustizia e Libertà).
Naturalmente, la stampa del regime cercò di minimizzare il fatto e agenti fascisti sparsero la voce che De Bosis si era diretto in Jugoslavia, che si godeva la vita sulla Costa Azzurra o che era andato in America a fare soldi, dimostrando così che la caccia non era riuscita ad abbattere quel piccolo aeroplano, indubbiamente precipitato per mancanza di carburante come aveva previsto il suo eroico pilota.
Il testamento
De Bosis comprese - a differenza di tanti, di troppi - che non bisognava aspettare secondo una più comoda " resistenza ". Nella sua Storia della mia morte, scritta la notte prima del volo su Roma (quando già sapeva di dover morire non già per la prontezza della "caccia di Mussolini al suo minuscolo aereo, ma perché i serbatoi, per non insospettire i testimoni, erano stati riempiti per un tragitto più breve, da Marsiglia a Barcellona) De Bosis si diceva convinto che " il fascismo non cadrà se prima non si troveranno una ventina di giovani che sacrifichino la loro vita per spronare l'animo degli Italiani. Mentre, durante il Risorgimento, i giovani pronti a dar la vita si contavano a migliaia, oggi ce ne sono assai pochi. Bisogna morire. Spero che, dopo me, molti altri seguiranno, e riusciranno infine a scuotere l'opinione ".
_________________ Fabrizio Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola / così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore / anche mia madre diceva è del tutto normale / non mettere in discussione gli amici / pensa a cose più serieGellu Naum 
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Otaku
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Oggetto del messaggio: Re: Le azioni di Bassanesi e de Bosis Inviato: 07/08/2009, 21:57 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 2581 Località: Milano Età: 40
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Interessante, non ne sapevo nulla.
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Max70
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Oggetto del messaggio: Re: Le azioni di Bassanesi e de Bosis Inviato: 08/08/2009, 8:40 |
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Iscritto il: 02/04/2008 Messaggi: 1391 Località: Gorizia Età: 42
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Proprio qualche giorno fa un amico mi ha parlato di questo libro (Ali contro Mussolini) che parla degli stessi aviatori. Credo che lo metterò "in lista di attesa".
_________________ Massimiliano
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“Carri nemici fatta irruzione a sud dell’Ariete, con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa 5 km nord-ovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono”.
EL ALAMEIN, 3 NOVEMBRE 1942
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