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touchdown
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Oggetto del messaggio: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 16:07 |
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Iscritto il: 04/04/2008 Messaggi: 751 Località: Pozzuoli Età: 22
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"Io, giovane pilota senza futuro: Colleghi Alitalia, ripensateci"Una missiva aperta a Colaninno e ai comandanti della compagnia Il racconto di un sogno e di un'esperienza da precario dei cieli di MASSIMILIANO BUSATTODa Massimiliano Busatto, pilota di una compagnia italiana "low cost", riceviamo e volentieri pubblichiamo: Egregio Direttore e Dott. Colaninno, mi chiamo Massimiliano Busatto e sono un giovane pilota di linea. Le scrivo questa lettera perché , come ogni italiano che si interessa di cosa succede nella sua nazione, guardo i telegiornali e leggo i quotidiani. Non c'è giorno che passi che non si parli del caso Alitalia e delle sue ripercussioni dirette e indirette sulla vita di tutti noi. Data la mia professione desidero perciò esprimere una mia personale e, penso competente, opinione in merito. Voglio però fare un accenno alla mia, se pur breve, carriere nel mondo dell'aviazione e lo voglio fare per portare alla ribalta tutti quei colleghi che, come me, hanno sacrificato molti anni della loro vita e molti dei loro risparmi per inseguire un sogno. Io mi sono diplomato come perito chimico ormai 7 anni fa, ma con la chimica non ho mai avuto molto a che fare: il mio sogno fin da piccolo era quello di diventare pilota. Finita la scuola ho svolto il servizio di leva e subito dopo essermi congedato mi sono iscritto all'aeroclub di Treviso. Tra i corsi di teoria e i voli di addestramento dovevo anche lavorare per far fronte ai costi del volo e per potermi permettere qualche uscita con gli amici nei weekend. Con davvero molto sacrificio sono riuscito a conseguire il brevetto di pilota privato di aeromobile. Fatto ciò ho cominciato ad informarmi su quali potessero essere le migliori scuole di volo da frequentare per ottenere le varie licenze per poter esercitare la professione di pilota commerciale. Per una serie di motivi, tra cui la cronica arretratezza dell'Italia nell'adottare gli standard europei, scelsi la Spagna. Detto ciò partii nel settembre del 2005 per affrontare un corso di 16 mesi con un costo totale, compreso l'alloggio per tutta la sua durata, pari a 75.000 euro. Nel gennaio dello scorso anno tornai in Italia con l'orgoglio di essere stato tra i migliori del mio corso e con l'euforia di poter finalmente coronare il sogno di una vita: mi sbagliavo! Dopo mesi e mesi di curriculum inviati senza ricevere alcuna risposta, mi decisi a fare un ultimo sforzo economico pagandomi il corso macchina per poter pilotare aeromobili della famiglia Airbus. Diciamo che la scelta fu obbligata perché oggi giorno la sola licenza di pilota commerciale non basta, anzi è meno di niente. Per poter dire una parola in più sul mercato decisi di pagarmi anche l'addestramento in linea che mi avrebbe garantito un impiego immediato ed almeno 100/150 ore di volo in portafoglio. Il corso macchina lo feci per metà in Svizzera e per metà in Finlandia, mentre l'addestramento in linea lo feci con una compagnia italiana. Corso macchina più addestramento in linea incrementarono vertiginosamente l'esborso economico fino alla cifra di circa 120.000 euro, cifra che senza un cospicuo aiuto dei miei genitori non sarei mai riuscito a pagare. Ora sto lavorando per la stessa compagnia, ma il mio contratto sta per scadere e purtroppo non mi sarà rinnovato per questioni di riduzione del personale: dopo circa un anno da quel primo emozionante volo da pilota di linea, mi ritrovo a terra. Quando più mi sentivo sicuro di aver finalmente raggiunto l'obbiettivo, di aver finito il periodo di sacrifici, di potermi rilassare e di godermi la mia meritata tranquillità, mi devo rimboccare le maniche per trovare un'altra compagnia. Questa lettera vuole essere una riflessione su chi, pur avendo la possibilità di godere di un impiego fisso peraltro di prestigio in una compagnia come l'Alitalia, decide di alzare delle barricate in nome di pretese ormai fuori da ogni logica di mercato e, soprattutto, di buon senso. Una buon numero di piloti Alitalia ha alle spalle una carriera nell'Aeronautica Militare e questo significa che per la loro formazione aeronautica non hanno speso un solo centesimo. Oggigiorno un giovane ragazzo che vuole intraprendere questa professione sa che dovrà spendere non meno di 100.000 euro e che le possibilità di trovare un impiego sono praticamente nulle, a meno che non abbia amicizie forti. Quando sento certe dichiarazioni vorrei tanto che chi ha il coraggio di "piangere il morto" analizzasse in maniera più approfondita come va il mercato al di fuori di Fiumicino: c'è chi vola per molto meno e con molto meno, ma mantiene una dignità e una dedizione al lavoro pari se non superiore a chi si vanta di una professionalità ormai perduta. Non metto in dubbio che il personale navigante di Alitalia abbia delle ottime ragioni per protestare e per proseguire uno sciopero "bianco" e che tanti di loro sentano a rischio il proprio posto di lavoro, ma non è giustificabile alzare delle barricate in un momento in cui nulla si può ottenere, con l'unico risultato di condannare l'utente finale, il passeggero, a dover subire ogni tipo di torto pretendendo che capisca ragioni alle volte incomprensibili. Scene negli aeroporti come quelle che stiamo vedendo in questi giorni non fanno altro che ridicolizzare il nostro paese, minimizzare il valore della nostra compagnia di bandiera e incoraggiare il passeggero a guardare ad altri vettori, magari stranieri, dove i servizi e l'efficienza sono di gran lunga diversi. Se i dipendenti Alitalia vogliono lottare per i loro diritti devono trovare altri metodi di protesta e comunque non possono pretendere che l'opinione pubblica li capisca incoraggiandoli ad arrecare un danno alla loro azienda in momento in cui di tutto c'è bisogno tranne che di ulteriori problemi. Io in primis che faccio parte di questo mondo mi ritengo nauseato da una questione che va avanti da mesi e mesi e mesi e sono convinto che gran parte dei cittadini italiani siano stanchi di pagare e sopportare le beghe di questo carrozzone: ci vorrebbe una ventata di aria nuova, bisognerebbe voltare la pagina della vecchia Alitalia con tutte le sue inefficienze ed aprirne una nuova con altre persone molto più motivate. Forse il Dott. Colaninno non ha tutti i torti a voler guardare verso altri bacini da dove prelevare forze nuove, ma prima dei piloti Ryanair ci sono molti giovani piloti italiani desiderosi di far parte di un grande gruppo con grandi idee. Io sono tra uno di quelli che ha spedito il proprio curriculum con la speranza di essere preso in considerazione ma in Italia, come si sa, spesso la buona volontà, l'impegno e la professionalità vengono dopo a molte altre cose. Mi auguro che alla fine prevalga il buon senso e che chi continua a restare fermo sulle proprie posizioni si faccia un esame di coscienza e che capisca che oggi è il momento di dare, magari un domani con una situazione più rosea si potrà ritornare a chiedere. Massimiliano Busatto fonte
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FAS
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 16:27 |
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L'utente FAS ha chiesto in data 17-01-2010 la cancellazione definitiva del proprio account; inoltre ha richiesto, ai sensi del Regolamento, l'immediata cancellazione di tutti i contenuti da lui inseriti nel forum.
La diffusione della cultura aeronautica è lo scopo prevalente di questo sito: pertanto l'amministrazione prende atto con rammarico di questa privazione voluta dall'autore e si scusa con l'utenza per il disagio che ciò potrebbe provocare nella lettura degli argomenti.
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 16:37 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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LS4
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 17:13 |
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Iscritto il: 03/04/2008 Messaggi: 2119
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MiamiVice ha scritto: Per me è una chiara testimonianza di come il sistema non funiona in questo paese. perchè dici questo? (nel caso specifico riportato)
_________________ "Nel volo, ho imparato che la trascuratezza e l'eccesso di confidenza sono di gran lunga più pericolosi dei rischi deliberatamente accettati"
(Wilbur Wright, Settembre 1900)
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 17:20 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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FAS ha scritto: capisco in pieno il suo disappunto Non posso che confermare! Steve
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 17:33 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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LS4 ha scritto: MiamiVice ha scritto: Per me è una chiara testimonianza di come il sistema non funiona in questo paese. perchè dici questo? (nel caso specifico riportato) La prima cosa che mi è balzata all'occhio dalle parole di questo ragazzo (più o meno un mio coetaneo) è come vi sia una parte di piloti che non si sente tutelata alla pari di altre. Non credo siano solo chiacchiere di invidiosi. Se questo accade vuol dire che c'è un sistema che lo consente, a partire dalle organizzazioni sindacali professionali ma anche gli enti di controllo, che a mio avviso dovrebbero in qualche modo farsi garanti di un'unica dignità professionale (e contrattuale) alla categoria. L'impressione è che qui esistano almeno due subcategorie di naviganti e non quella di una categoria unica e coesa come in altri paesi (ad esempio gli USA), che per motivi di aggiornamento del portale ho avuto modo di seguire, dove l'impressione è di una figura professionale ben definita, con un'organizzazione di rappresentanza che spende la propria attività per tutti i lavoratori della categoria.
_________________ Carlo - miamivice@ilvolo.it  "Don't worry about a thing, cause every little thing gonna be all right..." Bob Marley - Three little birds My Flickr Album - JetPhotos.Net, Spotting Group ilVolo.it
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LS4
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 17:50 |
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Iscritto il: 03/04/2008 Messaggi: 2119
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MiamiVice ha scritto: Se questo accade vuol dire che c'è un sistema che lo consente, a partire dalle organizzazioni sindacali professionali su questo sono abbastanza d'accordo: le organizzazioni sindacali in generale sembrano voler difendere un status quo, senza accorgersi che il mondo è cambiato. MiamiVice ha scritto: anche gli enti di controllo, che a mio avviso dovrebbero in qualche modo farsi garanti di un'unica dignità professionale (e contrattuale) alla categoria su questo sono meno d'accordo: non è l'istituzione di ordine/albo professionale che garantisce la dignità professionale: vedi quello che succede nelle altre professioni cosiddette "liberali" (ing, avv, dott, giornalisti) che dovrebbero essere tutelate dall'ordine, ma di fatto ci sono fasce di professionisti che si trovano nelle stesse condizioni del giovane pilota anche se con meno sacrifici economici. Daltronde questo è quello che capita nelle professioni inflazionate, dove l'offerta è maggiore della richiesta
_________________ "Nel volo, ho imparato che la trascuratezza e l'eccesso di confidenza sono di gran lunga più pericolosi dei rischi deliberatamente accettati"
(Wilbur Wright, Settembre 1900)
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duck4
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 17:53 |
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Iscritto il: 22/03/2008 Messaggi: 9150 Località: Roma e in giro per il mondo. Età: 38
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LS4 ha scritto: Daltronde questo è quello che capita nelle professioni inflazionate, dove l'offerta è maggiore della richiesta Non è così, non ci sono e non ci saranno piloti a sufficienza per i prossimi 20 anni. Il problema è che bisogna essere disposti ad andar via da questo paese per accorgersene.
_________________ Volare è sempre meglio che lavorare! Bombing - DuckIl Nostro Tempo 7X 
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 17:59 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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Cita: L'impressione è che qui esistano almeno due subcategorie di naviganti e non quella di una categoria unica e coesa come in altri paesi (ad esempio gli USA), che per motivi di aggiornamento del portale ho avuto modo di seguire, dove l'impressione è di una figura professionale ben definita, con un'organizzazione di rappresentanza che spende la propria attività per tutti i lavoratori della categoria. L'impressione è giusta. Vado un attimo OT. Negli altri paesi, specialmente nel settore dell'aviazione esiste in linea di massima, una divisione ben delineata tra quello che è il "sindacato" e quello che è "associazione di categoria". Questo è molto difficile da capire per noi italiani , che identifichiamo sempre con la parola "sindacato" una delle organizzazioni confederali riconosciute e politicamente schierate. In altri paesi il "sindacato" è non è considerato come un'organizzazione con una indicizzazione politica, ma sempre e solamente come l'organizzazioe che tutela i lavoratori. Le organizzazioni di categoria sono sempre delle organizzazioni che tutelano una singola categoria di lavoratori, non solo nei confronti dei datori di lavoro ma all'interno della sfera di competenza. Per essere più espliciti ( e più vicini ad esempi reali) l'associazione di categoria inglese che raccoglie il maggior numero di tecnici della manutenzione aereonautica si confronta quasi settimanalmente con l'Autorità designata, sia per quello che riguarda i problemi di normativa che proceduralirali. La stessa organizzazione si confronta anche con i sindacati , le famose Unions, per quello che riguarda la parte di contrattazione dei contratti di lavoro e la normativa ad essa legata. Questa sostanziale divisione permette di avere una maggiore rappresentanza e garantisce che ogni singola categoria abbia la piena responsabilità ,dei propri aderenti. Nel nostro paese certe associazioni esistono e proteggono i propri iscritti , ma sono nate solo perchè i propri iscritti avevano un peso ben preciso nelle dinamiche di compagnie aeree come AZ. Steve
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 18:06 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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LS4 ha scritto: MiamiVice ha scritto: anche gli enti di controllo, che a mio avviso dovrebbero in qualche modo farsi garanti di un'unica dignità professionale (e contrattuale) alla categoria su questo sono meno d'accordo: non è l'istituzione di ordine/albo professionale che garantisce la dignità professionale: vedi quello che succede nelle altre professioni cosiddette "liberali" (ing, avv, dott, giornalisti) che dovrebbero essere tutelate dall'ordine, ma di fatto ci sono fasce di professionisti che si trovano nelle stesse condizioni del giovane pilota anche se con meno sacrifici economici. Daltronde questo è quello che capita nelle professioni inflazionate, dove l'offerta è maggiore della richiesta No forse mi sono espresso male; cerco di spiegarmi meglio, non mi riferivo all'isitituzione di albi professionali, ma al fatto che gli enti di controllo (come ad esempio ENAC) sembrano adottare due pesi e due misure con le differenti compagnie aeree e coi relativi lavoratori, avvallando quella percezione di disparità di trattamento che si denota anche dalla tutela sindacale. Quello che auspico io è che la figura professionale sia inquadrata all'interno di un preciso standard di professionalità e non che dipenda dalla compagnia in cui lavora o peggio al sindacato (o associazione professionale) in cui è iscritto. Il primo esempio che mi viene è la "malattia collettiva" che afflisse i naviganti di Alpi Eagles qualche anno fa e che creò una situazione affine a quella attuale ai passeggeri (seppur in maniera ridotta), qualcuno ricorda se le reazioni dell'ENAC (tanto per citarne uno) furono le stesse?
_________________ Carlo - miamivice@ilvolo.it  "Don't worry about a thing, cause every little thing gonna be all right..." Bob Marley - Three little birds My Flickr Album - JetPhotos.Net, Spotting Group ilVolo.it
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 18:13 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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Il fatto che l'autorità utilizzi di fatto due pesi e due misure è fatto che è noto a tutti.
E chiaro che in situazioni particolari, sono sicuro che è la politica a dettare legge e non il regolamento!
Del resto dopo aver letto i resoconti pubblicati dall'Espresso, siamo tutti autorizzati a pensare male.
Steve
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LS4
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 19:11 |
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Iscritto il: 03/04/2008 Messaggi: 2119
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duck4 ha scritto: LS4 ha scritto: Daltronde questo è quello che capita nelle professioni inflazionate, dove l'offerta è maggiore della richiesta Non è così, non ci sono e non ci saranno piloti a sufficienza per i prossimi 20 anni. Il problema è che bisogna essere disposti ad andar via da questo paese per accorgersene. io avevo in mente il fabbisogno italiano di piloti, con un'offerta che non mi sembra carente.
_________________ "Nel volo, ho imparato che la trascuratezza e l'eccesso di confidenza sono di gran lunga più pericolosi dei rischi deliberatamente accettati"
(Wilbur Wright, Settembre 1900)
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duck4
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 19:13 |
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Iscritto il: 22/03/2008 Messaggi: 9150 Località: Roma e in giro per il mondo. Età: 38
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LS4 ha scritto: duck4 ha scritto: LS4 ha scritto: Daltronde questo è quello che capita nelle professioni inflazionate, dove l'offerta è maggiore della richiesta Non è così, non ci sono e non ci saranno piloti a sufficienza per i prossimi 20 anni. Il problema è che bisogna essere disposti ad andar via da questo paese per accorgersene. io avevo in mente il fabbisogno italiano di piloti, con un'offerta che non mi sembra carente. Ah beh allora si, visto che chiudono solamente o vanno in riduzione flotta!
_________________ Volare è sempre meglio che lavorare! Bombing - DuckIl Nostro Tempo 7X 
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wing 05
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 19:20 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 140 Località: Trento
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A me viene in mente che andranno in cassa integrazione a 7-8.000€ mensili stando a quanto apparto su alcuni settimanali, mentre ad altri lavoratori, di aziende in difficoltà ...se gli andrà di lusso percepiranno 7-800€ è vero che gli zeri valgono poco, ma solo se preceduti da una ","
_________________ I-SMTN - Mauro
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duck4
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 19:27 |
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Iscritto il: 22/03/2008 Messaggi: 9150 Località: Roma e in giro per il mondo. Età: 38
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wing 05 ha scritto: A me viene in mente che andranno in cassa integrazione a 7-8.000€ mensili stando a quanto apparto su alcuni settimanali, mentre ad altri lavoratori, di aziende in difficoltà ...se gli andrà di lusso percepiranno 7-800€ è vero che gli zeri valgono poco, ma solo se preceduti da una "," Quando ci andranno a quelle cifre ti pago una cena, ovunque tu sia. Per ora i soldi non ci sono e non ce li vuol mettere nessuno. Perchè avevano fatto i conti su fondi che non ci sono più. E comunque non saranno mai quelle cifre, sono numeri che sparano per far leva sull'opinione pubblica. E come puoi ben vedere ci cascano tutti.
_________________ Volare è sempre meglio che lavorare! Bombing - DuckIl Nostro Tempo 7X 
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aeb
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 19/11/2008, 19:52 |
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Iscritto il: 05/04/2008 Messaggi: 4195 Località: 45°35' N 9°16' E Età: 47
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A me la lettera in questione sembra in tutto e per tutto una bella captatio benevolentiæ (ovvero, un simpatico modo per attirare l'attenzione sul proprio CV), a partire da quel Dott. Colaninno (Colaninno non è laureato. Beh, sempre meglio di Fantozzi che una volta l'ha chiamato Ing. Colaninno....)
_________________ andrea
Ayo Gorkhali! - Forza paris!
Dilige et quod vis fac Sant'Agostino
La libertà è una forma di disciplina C.S.I.
People don't make trips. Trips make people John Steinbeck
Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti Nanni Moretti (in Palombella rossa)
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Draklor
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 7:25 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 112 Località: Maristaeli Catania(Roma) Età: 25
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aeb ha scritto: A me la lettera in questione sembra in tutto e per tutto una bella captatio benevolentiæ (ovvero, un simpatico modo per attirare l'attenzione sul proprio CV), a partire da quel Dott. Colaninno (Colaninno non è laureato. Beh, sempre meglio di Fantozzi che una volta l'ha chiamato Ing. Colaninno....) Si,anche a me mi sembra solo un modo per attirare l'attenzione. Intanto sarebbe interessante sapere com'è uscita fuori questa lettera sulla stampa(la lettera era destinata a Colaninno o a tutta Italia?). Ma poi veramente,questo ragazzo,con tutto il rispetto per le sue idee che comunque non condivido,si rende secondo me solo ridicolo nei confronti dei suoi colleghi. Tra l'altro vorrei sottolineare come varie associazioni di piloti di grandi compagnie europee,più altre associazioni di piloti di altre compagnie italiane,hanno dato il loro appoggio alla lotta dei piloti dell'Alitalia. Purtroppo il mercato dell'aviazione civile italiano è ormai saturo riguardo a ricettività di nuovi piloti,e anzi vi sarà molto presto un esubero(è proprio il caso di dirlo) di piloti,ovvero tutti quelli di cui la CAI("grande gruppo con grandi idee" poi...mah...) non ha bisogno. Se poi aggiungiamo anche gli esuberi di piloti Air One(sempre per la storia CAI),quelli appena annunciati da Meridiana e quelli della defunta/forse resuscitante Alpieagles(non so se hanno già trovato un altro impiego) ecco che vediamo che la speranza di trovare un posto per pilota di linea in Italia sono ridotte al minimo. Ah,quasi mi scordavo...vorrei sapere secondo questo ragazzo cosa dovrebbero fare quei poracci che hanno fatto lo Skymaster Alitalia(chiuso da anni ormai) e stanno facendo gli assistenti di volo in attesa di una chiamata per essere assunti come piloti che chissà quando,e se,arriverà...(sempre se non diventano esuberi anche loro...) Cosa deve fare un ragazzo che vuole diventare pilota? O prova una carriera militare,ma anche qua i numeri di posti disponibili stanno scendendo sempre di più,oppure se ne và all'estero,dove magari guadagna di più,fa esperienza,per poi sperare di tornare prima o poi in Italia il giorno
_________________ V° AUPC Drago - Super Maris Imperat
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FAS
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 7:41 |
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L'utente FAS ha chiesto in data 17-01-2010 la cancellazione definitiva del proprio account; inoltre ha richiesto, ai sensi del Regolamento, l'immediata cancellazione di tutti i contenuti da lui inseriti nel forum.
La diffusione della cultura aeronautica è lo scopo prevalente di questo sito: pertanto l'amministrazione prende atto con rammarico di questa privazione voluta dall'autore e si scusa con l'utenza per il disagio che ciò potrebbe provocare nella lettura degli argomenti.
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bruno
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 14:33 |
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Iscritto il: 02/04/2008 Messaggi: 4913 Località: Roma Età: 27
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aeb ha scritto: A me la lettera in questione sembra in tutto e per tutto una bella captatio benevolentiæ (ovvero, un simpatico modo per attirare l'attenzione sul proprio CV), a partire da quel Dott. Colaninno (Colaninno non è laureato. Beh, sempre meglio di Fantozzi che una volta l'ha chiamato Ing. Colaninno....) Quoto. Pure io vedo la lettera come un modo di trarre l'attenzione di colaninno sul suo CV. Sul resto della lettera non ho nulla da obiettare, ma poteva pure evitare di dire che ha inviato il suo CV ad alitalia. Come se dicesse a Colaninno: "guarda, ti ho inviato il mio curriculum, mi raccomando, guardarlo, e non scartarlo". Secondo il mio modesto parere, poteva pure evitare di scrivere l'ultima parte della lettera riguardante il suo CV.
_________________ Se hai provato per una volta l'emozione del volo,camminerai per sempre sulla terra con gli occhi rivolti al cielo.
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touchdown
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 14:48 |
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Iscritto il: 04/04/2008 Messaggi: 751 Località: Pozzuoli Età: 22
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Mah. Io capisco che l'autore della lettera è particolarmente stizzito dal comportamente dei piloti AZ, però non venga a dire che lui è stato l'unico a fare sacrific mentre chi sta in Alitalia ha avuto la vita facile solo perchè molti di loro vanivano dalle file dell' AMI. Anche lì non credo che la vita sia facile etutti per arrivare dove che oggi sono hanno fatto non pochi sacrifici.
Di contro sono d'accordo col dire che chi sta in AZ,pPer certi versi sta esagerando, ma per altri non credo: da quello che hanno lasciato intendere, motli lavoratori AZ, che quasi sicuamente rimarranno in compagnia, stanno scioperando soprattutto per difendere chi di sicuro sarà licenziato. Soprattutto neel momento in cui avanzano proposte come dividere la stessa quantità di lavore fra più lavoratori ma con turni part-time, e queste vengono respinte puntualmente.
Io la situazione l'ho intesa cosi, ma non mi stupirei se poi la realtà fosse opposta a ciò da me descritto perchè dire che la stampa sta facendo un gran casino è poco
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 15:02 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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Anche se fosse una captatio benevolentiae, ci sono parecchi spunti di discussione che amio avviso meritano. Tanto per citarne uno: Cita: Quando sento certe dichiarazioni vorrei tanto che chi ha il coraggio di "piangere il morto" analizzasse in maniera più approfondita come va il mercato al di fuori di Fiumicino: c'è chi vola per molto meno e con molto meno, ma mantiene una dignità e una dedizione al lavoro pari se non superiore a chi si vanta di una professionalità ormai perduta.
_________________ Carlo - miamivice@ilvolo.it  "Don't worry about a thing, cause every little thing gonna be all right..." Bob Marley - Three little birds My Flickr Album - JetPhotos.Net, Spotting Group ilVolo.it
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FAS
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 15:45 |
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L'utente FAS ha chiesto in data 17-01-2010 la cancellazione definitiva del proprio account; inoltre ha richiesto, ai sensi del Regolamento, l'immediata cancellazione di tutti i contenuti da lui inseriti nel forum.
La diffusione della cultura aeronautica è lo scopo prevalente di questo sito: pertanto l'amministrazione prende atto con rammarico di questa privazione voluta dall'autore e si scusa con l'utenza per il disagio che ciò potrebbe provocare nella lettura degli argomenti.
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duck4
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 15:55 |
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Iscritto il: 22/03/2008 Messaggi: 9150 Località: Roma e in giro per il mondo. Età: 38
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FAS ha scritto: touchdown ha scritto: Mah. Io capisco che l'autore della lettera è particolarmente stizzito dal comportamente dei piloti AZ, però non venga a dire che lui è stato l'unico a fare sacrific mentre chi sta in Alitalia ha avuto la vita facile solo perchè molti di loro vanivano dalle file dell' AMI. qui tutti facciamo sacrifici, tutti gli italiani che vivono onestamente...non solo i piloti AZ...questo é il punto.... Ci sono state e ci sono tante aziende nella cacxa, perché aiutare e fare beneficenza solo ad AZ, questo si chiedono gli italiani... Perchè è giro vizioso. Senza una compagnia di bandiera, anche se noin si dice più e anche se non lo sarà più, non si può stare e se vuoi il giocattolo servono tutti quegli idioti che ti fanno girare la cosa. Lungi da me dare addosso ad altre categorie, ma in questo caso la mano d'opera è altamente qualificata. Ammesso che faccia il matto, li mano tutti via. E dove li trovo altri 12500???
_________________ Volare è sempre meglio che lavorare! Bombing - DuckIl Nostro Tempo 7X 
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touchdown
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 16:40 |
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Iscritto il: 04/04/2008 Messaggi: 751 Località: Pozzuoli Età: 22
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MiamiVice ha scritto: Anche se fosse una captatio benevolentiae, ci sono parecchi spunti di discussione che amio avviso meritano. Tanto per citarne uno: Cita: Quando sento certe dichiarazioni vorrei tanto che chi ha il coraggio di "piangere il morto" analizzasse in maniera più approfondita come va il mercato al di fuori di Fiumicino: c'è chi vola per molto meno e con molto meno, ma mantiene una dignità e una dedizione al lavoro pari se non superiore a chi si vanta di una professionalità ormai perduta. ah già. Parliamone: non è che siccome scioperano non sono professionali! Per dirla tutta, fra tutti gli A/V che ho incorntrato nei vari voli e in svariate compagnie queli di Alitalia sono sempre stati più che gentili al contrario di altri. Capisco la stanchezza e che lavorare in una low costo non è lo stesso di lavorare in una alitalia anche di 5 anni fa...però...oltretutto credo che nessuno può dire che i tecnici non sono professionali cossiccome anche i piloti e chi sta a terra. Ovviamente senza nulla togliere alle altre compagnie. Ma non credo si possa criticare alitalia in merito alla professionalità.
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 20/11/2008, 17:00 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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touchdown ha scritto: ah già. Parliamone: non è che siccome scioperano non sono professionali! Per dirla tutta, fra tutti gli A/V che ho incorntrato nei vari voli e in svariate compagnie queli di Alitalia sono sempre stati più che gentili al contrario di altri. Capisco la stanchezza e che lavorare in una low costo non è lo stesso di lavorare in una alitalia anche di 5 anni fa...però...oltretutto credo che nessuno può dire che i tecnici non sono professionali cossiccome anche i piloti e chi sta a terra. Ovviamente senza nulla togliere alle altre compagnie. Ma non credo si possa criticare alitalia in merito alla professionalità. Io in quella frase non ci ho letto tutto questo qualunquismo nei confronti di chi lavora in Alitalia; mi pare una rivendicazione di pari considerazione delle professionalità di tutti i lavoratori del settore, che in Italia non sembra essere un settore, ma una serie di gruppi di interesse a seconda dell'azienda in cui si lavora. D'altronde è stato detto ieri come sia dal punto di vista sindacale ma anche politoc-isitituzionale certe compagnie contino molto poco. Ribadisco, per me è il sistema nel complesso che non funziona, e non funziona dalla base. Scioperare è un diritto sacrosanto di tutti i lavoratori. Se è vero che stanno scioperando (non l'ho capito ancora), farlo con una compagnia in queste condizioni è una cosa intelligente? I lavoratori si stanno guadagnando l'approvazione del pubblico? CAI risentirà in qualche modo di queste proteste?
_________________ Carlo - miamivice@ilvolo.it  "Don't worry about a thing, cause every little thing gonna be all right..." Bob Marley - Three little birds My Flickr Album - JetPhotos.Net, Spotting Group ilVolo.it
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 21/11/2008, 19:36 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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Draklor
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 24/11/2008, 3:06 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 112 Località: Maristaeli Catania(Roma) Età: 25
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FAS ha scritto: Ragazzi vorrei sottolineare che non é piacevole dover "emigrare" all'estero per poter lavorare. Lasciare la propria cittá, la propria famiglia, gli affetti, gli amici e quant'altro....e non lo auguro a nessuno anche se dall'esterno puó sembrare una cosa molto affascinante.
Ah certo,sono d'accordo,e del resto credo anche di poterlo dire con cognizione di causa... Però la realtà è questa signori...ora non è certo il momento migliore se si vuole fare il pilota(militare o civile che sia) in Italia...
_________________ V° AUPC Drago - Super Maris Imperat
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Gozer
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 24/11/2008, 7:20 |
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MiamiVice ha scritto: Comunicato degli autonomi: http://www.ilvolo.it/index.php/20081121...-voli.htmlSta storia è un labirinto!  Cita: "La storia dell’attuale vertenza Alitalia è profondamente diversa da quanto è stato raccontato sino ad oggi," precisa la nota, "auspichiamo una sempre maggior consapevolezza da parte dell’opinione pubblica affinchè si comprendano i meccanismi messi in atto da governo, istituzioni e parte del sindacato confederale (cisl, uil e ugl) su una partita che è diventata il terreno per fare prove generali utili a colpire chirurgicamente tutti gli altri settori del paese." Ecco, questa la condivido, anche se va precisato che chi parla è parte in causa, quindi racconta la SUA versione della storia, e lì si può discutere se sia quella giusta o meno... questa invece la condivido senza riserve...
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 24/11/2008, 9:09 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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Gozer ha scritto: Cita: "La storia dell’attuale vertenza Alitalia è profondamente diversa da quanto è stato raccontato sino ad oggi," precisa la nota, "auspichiamo una sempre maggior consapevolezza da parte dell’opinione pubblica affinchè si comprendano i meccanismi messi in atto da governo, istituzioni e parte del sindacato confederale (cisl, uil e ugl) su una partita che è diventata il terreno per fare prove generali utili a colpire chirurgicamente tutti gli altri settori del paese." Ecco, questa la condivido, anche se va precisato che chi parla è parte in causa, quindi racconta la SUA versione della storia, e lì si può discutere se sia quella giusta o meno... questa invece la condivido senza riserve... Ancora oggi la storia passata di Alitalia, dal punto di vista gestionale, è un rimpallo di accuse e di responsabilità tra tutti gli attori in causa: governo, amministratori, sigle sindacali, alleati, fornitori ecc. L'opinione pubblica è abituata da anni all'estremizzazione dello scontro; e oggi si assiste ad un nuovo capitolo in cui, a torto o a ragione, le parti in causa si rimpallano accuse con l'azienda in ginocchio. Prescindendo un attimo da chi e da come la compagnia verrà acquistata, c'è un cambiamento epocale, perchè Alitalia diventa privata, e con la privatizzazione cambiano molte logiche, e a voler fare l'avvocato del diavolo per tre secondi, crollano alcune sacche interne di potere, che un amministratore privato non può tollerare all'interno della propria azienda. Agli occhi di chi viaggia e di chi legge e scrive i giornali (io non la penso così) la situazione odierna è quella di una massa di "incontentabili" che vogliono conservare i loro "assurdi privilegi" e che vogliono guadagnare tanto e lavorare meno conservando il potere di influenzare alcune scelte aziendali che finora era stato possibile con la politicizzazione di Alitalia. In quest'ottica l'opinione pubblica, spesso qualunquista, e i giornali, che oggi vivono di demagogia da quattro spiccioli, hanno già espresso un verdetto di condanna verso una parte del fronte sindacale e dei lavoratori di Alitalia. E questo viene fatto perché a) non si capisce l'assurdità della situazione; b) non si sa una cicca di cos'è il lavoro aereo; c) tutto il mondo del lavoro vive un periodo di vacche magre, e per una sorta di "piallatura sociale" siamo propensi a dire "se ce la faccio io con 1000 euro ce la fanno anche gli altri." Questo mi fa pensare che la scelta di azione politico/sindacale da parte dei cosiddetti autonomi, abbia trasmesso a noi pubblico un messaggio sbagliato, sia perché hanno dimostrato una sterile intransigenza, sia perché in questo paradosso siamo noi che subiamo i disagi. A questi aspetti, aggiungo il fatto che molti loro colleghi di altre aziende si sono dissociati, la categoria non esiste al di fuori dell'azienda, e la credibilità verso il pubblico crolla. La lettera del pilota che inaugura questo tread ne è la dimostrazione.
_________________ Carlo - miamivice@ilvolo.it  "Don't worry about a thing, cause every little thing gonna be all right..." Bob Marley - Three little birds My Flickr Album - JetPhotos.Net, Spotting Group ilVolo.it
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MiamiVice
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Oggetto del messaggio: Re: Lettera di un pilota NON Alitalia a Colaninno Inviato: 24/11/2008, 11:44 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 14125 Località: Somewhere in Sardinia Island... Età: 31
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Riporto qui una lettera del presidente di Unione Piloti, Massimo Notaro, comparsa suil sito web di UP. Cita: Lettera del Presidente di Unione Piloti
Alitalia: il punto della situazione. Assunzione CAI: cosa rispondere?! Cari Amici, a breve CAI inviera' le richieste ai Piloti che intende assumere. Prima ancora di addentrarci in questo argomento e' necessario fare qualche considerazione. Ci siamo trovati con un’azienda fallita per colpe MOLTO distanti e distinte da Noi. Un docente di economia dell’Universita' "La Sapienza" di Roma, ha definito Alitalia: "un Caso Scuola di Mala Gestio". Le responsabilita', a mio avviso, facilmente ascrivibili ai management che si sono avvicendati negli anni, a quelle parti di sindacati che gli sono stati complici, a chi li ha designati alla guida della compagnia, a chi ha dato loro soldi pubblici e mai ha controllato come venivano amministrati; potremmo dire, a voler essere buoni, "distratti" da altri impegni, a voler proprio essere molto buoni. Questa privatizzazione di Alitalia ci ha messi di fronte ad una coalizione costituita dai massimi livelli del potere politico, finanziario e sindacale della nazione; tutti abbiamo purtroppo sperimentato come abbiano asservito gran parte dell'informazione televisiva e cartacea. Una coalizione potentissima, dove CAI ha avuto dalla sua anche il vantaggio di non rischiare i propri soldi, sino ad ora manco un euro. Questo e' un vantaggio che finira' a breve; dovranno investire i loro soldi, per forza di cose cambieranno il loro modo di ragionare ed il loro approccio al mondo del lavoro. Hanno potuto vedere cosa succede se solo semplicemente i dipendenti ritirano ogni forma di "collaborazione extra". Chi gli aveva garantito il governo di Alitalia ed il completo controllo su quegli "gnuccoloni" dei naviganti e' stato completamente sbugiardato da Voi, cari Colleghi! La "Nostra Ex Alitalia", pleonastico ricordarlo a Voi, ha sempre volato grazie ai Nostri sacrifici ed alla disponibilita' che abbiamo quotidianamente dato, a volare oltre ai contratti, altroche' "assurdi privilegi"! In Alitalia, il sotto organico e "l'emergenza personale" erano endemiche. L'Alitalia del futuro sara' ancor piu' in sotto organico, hanno ben ragione i futuri P A D R O N I ad essere preoccupati per i loro S O L D I ! La mia personale valutazione e' che la situazione nelle relazioni sindacali sia andata molto oltre alle loro stesse intenzioni, sono rimasti un po' prigionieri del loro approccio: "tolleranza zero", una bestialita' nei termini, ogni istante della vita sociale e' segnato da mediazioni! Nell'interesse dei Piloti continuiamo ad essere disponibili a mediazioni; MEDIAZIONI e ragionevolezza si, al massacro continueremo ad opporci. Veniamo a cosa rispondere all’eventuale chiamata per l'assunzione. Ho espresso in maniera molto chiara il mio pensiero al riguardo, tutti lo conoscete. Il NO della maggioranza dei Piloti segnerebbe una svolta totale in questa trattativa, senza piloti gli aerei stanno a terra, punto! Dovrebbero trattare sugli esuberi, sui criteri di assunzione, riconoscere ai singoli maggior dignita' e di conseguenza anche un contratto equo. Nell'assemblea tenutasi all'hotel Hilton gli oltre seicento Piloti intervenuti, pur con dubbi e riserve, si erano chiaramente espressi per il NO. Gli avvocati ai quali ci siamo rivolti non hanno trovato alcun mezzo legale che possa vincolare la risposta dei singoli, ogni cosa potrebbe funzionare solo a livello di consultazione, come una alzata di mano, ne piu' ne meno. Considerando che il contratto che propone CAI e', ad oggi, il peggiore contratto italiano per cio' che attiene a: ferie, riposi, trasferimenti di base lavorativa, status del Pilota, se si avesse una benche' minima alternativa sarebbe scontato e naturale rifiutare l'assunzione. Negli ultimi giorni ho trascorso parecchie ore al crew briefing e parlando con molti colleghi sono continuate ad emergere le vecchie perplessita': cosa dira' quello dopo di me? Come faro' a vivere? In cassa integrazione ci pagheranno? Sono cose che comprendo molto bene, non sono ancora pensionabile, lavoro per far vivere la mia famiglia e me stesso, ho mutuo e due figli. Mi permetto di esplicitare e sintetizzare quanto sta alla base delle risposte dei piu': nell'incertezza sto troppo male e non ci so vivere. Considero che l'incertezza sia anche alla base delle paure dei manager; in una compagnia aerea si cerca di pianificare tutto, ovviamente anche il turn over dei piloti. Ritengo percio' che l'atteggiamento "flessibile" sia, tra le risposte possibili, la migliore; esplicito. Tutti, anche quelli che non se la sentono di dire di no subito, comincino a cercarsi alternative di lavoro, il no domani o l'uscita da CAI fara' anche piu' male. L'impegno dell’Associazione e mio personale e' da mesi profuso nella direzione della ricerca di alternative di lavoro. Qualche cosa abbiamo gia' trovato, per ora numeri piccoli, che metteremo a disposizione di chi ne avra' piu' bisogno e merito, ma l'impegno persiste. La risposta alla "tolleranza zero" di CAI continuera' ad essere: "collaborazione zero". Un giorno di collaborazione zero costa MILIONI DI EURO, stavolta soldi veri non quelli del monopoli con i quali giocavano loro. D'altra parte rimarra' intatta la disponibilita' al dialogo, solo che il prezzo della Categoria si alzera', giorno dopo giorno. Di fronte all'attentato vigliacco portato a tutti i Piloti, intesi come singoli e come collettivita', abbiamo d'un balzo sorpassato ogni divisione tra Unione Piloti ed ANPAC e daremo vita ad una coalizione che esprimera' il meglio delle due Associazioni, un evento STORICO che rafforza la categoria e dischiudera' i suoi frutti nel prossimo futuro. Questa diventa una guerra di trincea nella quale ognuno e' chiamato a fare la sua parte, se continueremo ad essere compatti tra Noi, vinceremo.
Un caro saluto, Massimo Notaro
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