Premessa: il 2007 è stato per me un anno di viaggi fantastici. Oltre San Pietroburgo a maggio e Uzbekistan a luglio (voli di andata, viaggio parte 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, volo di ritorno), tra ottobre e novembre sono andata negli USA e a Toronto.
Poiché gli spunti trovati in diversi topic di questi giorni mi hanno fatto venire voglia di rivedere le foto, pubblico il racconto del terzo per condividerlo con voi. Questa è la terza parte (qui FCO-FRA-MIA, Miami).---------------------------
Da Miami a Philadelphia, su un Boeing 737-800 di American Airlines.
In attesa di decollare (scoprirò poi che sarà verso est, e cioè nella direzione dell'area in cui spumeggiava la tempesta tropicale chiamata Noel di cui ho pubblicato alcune foto fatte da Miami città nel pezzo precedente) mi guardo intorno in cabina. Infatti, m'è toccato un posto corridoio

ma l'aereo non è molto pieno; prima del decollo, infatti, chiederò ed otterrò da un'A/V l'autorizzazione a spostarmi un paio di file più indietro e incollerò il naso su uno degli oblò.

In attesa di sapere se mi potrò spostare, intanto fotografo la winglet che vedo dal posto corridoio:

Olè, fatto lo spostamento! Il "vetro" non è un capolavoro di pulizia; comunque, questo è il nostro vicino di gate:

e questo è l'interno dell'aereo. Notare i modernissimi

schermi:

A spasso per le taxiway di Miami International:



A causa della vicina tempesta tropicale il decollo è stato ballerino alquanto, diciamo modello "stomaco in bocca". Ma se è partito e va su vuol dire che si può: e infatti dopo al massimo un paio di minuti, la danza è finita.
E sono cominciati bei panorami della costa della Florida e delle nuvole che sembravano di panna:





Poi mi sono fatta un pisolino: anche se capisco di avere una gran fortuna a poter fare dei viaggi così, sono pur sempre viaggi di lavoro, nei quali la stanchezza si fa sentire e si recupera quando si può.
Al risveglio ho visto dei bei panorami che però non saprei dire a quale zona si riferiscano; eravamo ad una mezz'oretta da Philadelphia, forse qualcosa in più: se qualcuno sa dare indicazioni...


E questo è l'arrivo a Philadelphia:

