alexfly ha scritto:
Steve
grazie del chiarimento. Mi sembra pero una cosa strana poiche AR se non vado errato costruiva il J79 per il 104 e J85 per il 91. Poi ci sono tutte le partecipazioni con RR per il Gnome e le turbine GE degli elicotteri. Con tutta questa esperienza non era possibile, secondo te, fare finalmente un prodotto italiano o si è fermato tutto agli stellari 125 RC35 e seguenti? Un ultima domanda, ma non AR che fa o faceva le revisioni delle PT6 dei 212 della Marina?
Scusa se sono pedante
Alessandro
Ai tempi dell progetto della AR318 l'Alfa Romeo Avio era ancora una società abbastanza autonoma , completamente indipendente da AR Auto e partecipata principalmente da IRI e in percentuale molto piccola da Fiat AVIO, GE e Alitalia.
Il "core business" era sostanzialmente la revisione dei motori PW JT8 dei vari DC9, costruzione e revisione su licenza GE del J79 per l'F-104 e del J85 per il G-91Y, la revisione del PWC eTwin Pack per gli elicotteri AB212 e revisione di vari componenti , accessori e APU.
Il progetto dell'AR318 era stato finanziato con i soldi delle Cassa del Mezzogiorno ed era finalizzato alla progettazione di un turboelica leggero con potenze all'asse di 800-1000SHP.
Nella realtà la potenza massima ottenuta non superò i 750 SHP e in ogni caso , come ho già detto , la geometria e la costruzione era quasi una copia "cinese" della stessa PWC PT6 della quale il turboprop AR voleva fare concorrenza .
Secondo me si è trattato soltanto di una esercitazione didattica , costata un sacco di soldi e che non ha portato a nessun risultato utile per l'azienda e per il comparto motoristico italiano.
Steve