pippo682 ha scritto:
E' possibile che si tratti di un sintomo del disagio psicologico nel quale si trovava il pilota?
prendo spunto dalla domanda di Franco per fare una riflessione a largo raggio.
La risposta per me è: assolutamente si.
Quello che mi allarma,però, non è la condizione psicologica del Comandante in relazione alla sola tragedia personale (che già di suo è insopportabile)quanto alla condizione di affaticamento e tensione causata dalla subalternità verso la compagnia aerea.
Mi spiego, il Cte ha dichiarato di non avere avvertito subito la compagnia dell'inconveniente per paura di essere licenziato avendo un contratto a termine.Questo fatto fa emergere due dati :
1) un Cte ,per rimanere tale, in talune condizioni si sente costretto a mentire alla sua compagnia (spezzando il sodalizio datore di lavoro-lavoratore);
2) un Cte deve procedere in aree decisionali contaminate dagli imperativi della "burocrazia di compagnia".
Il Comandante in genere è una figura molto particolare perché la sua decisione non è importante nella normale condotta ma durante l'imprevisto,da questa discrezionalità dipendono molte vite.
Ricapitolando il caso in trattazione :
-l'equipaggio era alla 4^ tratta: 1° decollo alle ore 04:15 quindi si suppone una sveglia -intorno alle 02:00, quindi sonno;
-il comandante era al suo 2°giorno di lavoro;
-il comandante nell'ultimo periodo della sua vita aveva fatto la spola(in quanto basato a Roma) con la Polonia per assistere il suo figlioletto malato;
-il comandante aveva un contratto a termine stipulato con assunzione avvenuta tramite un'agenzia terza;
-il comandante aveva subito il trauma della morte di suo figlio.
E poi:
-condizioni climatiche avverse con cambio dei segmenti di avvicinamento;
-FO con ridotta esperienza in generale;
-FO con nessuna esperienza di volo in tali criticità di condimeteo;
-tempi di transito ristretti (circa 30 minuti) tra una tratta e l'altra di quelle effettuate il quel giorno.
Mi sembra parecchio!
Il FO ha avuto l'iniziativa della riattaccata a FCO e questo è un dato positivo.
In conclusione: a parte le vicende personali, a mio avviso, un Comandante (ma anche un FO)non può e non deve avere -in aggiunta - la costante paura di essere licenziato.
Un comandante di un aeromobile deve "percepire" la Compagnia che lo impiega dalla sua parte, qualsiasi decisione prenda.
La sua serenità è fattore primario di sicurezza.
Ergo: un Comandante non può avere un contratto a tempo determinato come un commesso di un negozio(con il massimo rispetto per questo lavoro).
Pareri?