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Il meteo su Washington

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 Oggetto del messaggio: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 9:49 
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19/04/2010 - La IATA critica con i governi: basare le decisioni sui fatti concreti e non sui modelli teorici

La IATA (International Air Transport Association) critica aspramente le autorità europee per quella che definisce una mancanza di leadership nella gestione delle restrizioni degli spazi aerei in seguito all'eurizione del vulcano islandese.
"Siamo abbastanza dentro questa crisi per esprimere la nostra insoddisfazione per come i governi l'abbiano gestita, senza una valutazione dei rischi, nessuna consultazione, nessun coordinamento, e senza leadership. Questa crisi sta costando alle compagnie aeree almeno 200 milioni dollari al giorno in mancate entrate e l'economia europea soffre perdite commerciali per miliardi di dollari. Di fronte a questi terribili conseguenze economiche, è incredibile che ministri dei trasporti europei abbiano avuto bisogno di cinque giorni per organizzare una teleconferenza ", ha detto Giovanni Bisignani, direttore generale e CEO della IATA: Bisignani chiede, criticando la metodologia adottata per la chiusura degli spazi aerei europei e basata solo su modelli teorici, che i governi europei prendano delle decisioni sulla riapertura in sicurezza dei cieli europei sulla base della gestione del rischio e dei fatti, utilizzando procedure operative che consentano di mantenere la sicurezza.

"Questo significa che i governi non hanno preso le loro responsabilità di prendere decisioni chiare basate sui fatti." Ha stigamtizzato Bisignani. "Mentre sono stati i provider di servizi di navigazione aerea che hanno annunciato che non avrebbero fornito i servizio. E queste decisioni sono state prese senza un'adeguata consultazione delle compagnie aeree. Questo sistema è particolarmente inaccettabile quando le conseguenze per la sicurezza e l'economia sono così grandi. La sicurezza è la nostra priorità. Le compagnie aeree non voleranno se non è sicuro."
Bisignani ha riferito di essersi consultato con le compagnie aeree aderenti a IATA che operano regolarmente nelle aree interessate dalla nube e di aver ricevuto come risposta che quell'a attuale è una occasione mancata per volare in sicurezza.
"Il sistema europeo si risolve in una chiusura dello spazio aereo," continua Bisignani. "Sfido i governi ad accordarsi sul modo di riaprire lo spazio aereo in maniera flessivile. Le valutazioni dei rischi dovrebbero essere in grado di aiutarci a riaprire alcuni corridoi, se non l'intero spazio aereo."
Per assistere i governi nella valutazione del rischio, le compagnie aeree hanno effettuato voli di prova con successo in diversi paesi europei. I risultati non hanno evidenziato alcuna irregolarità o problemi di sicurezza. Le compagnie aeree stanno anche valutando diverse misure operative per mantenere la sicurezza delle operazioni. Questi includono voli effettuati alla luce del giorno, restrizioni per i corridoi di volo specifico, procedure particolari per salita discesa, e più frequenti e dettagliate ispezioni boroscopiche ai motori per rilevare eventuali danni.
"Abbiamo visto attività vulcanica in molte parti del mondo, ma raramente si è osservata la chiusura dello spazio aereo, e mai in questa scala. Quando il Monte St. Helens esplose negli Stati Uniti nel 1980, non assistemmo a interruzioni su larga scala, perché le decisioni di aprire o chiudere lo spazio aereo sono state gestite senza alcun compromesso in materia di sicurezza", ha detto Bisignani, che ha invitato Eurocontrol ad istituire un centro di emergenza vulcanica capace di prendere decisioni coordinate.
Bisignani ha chiesto una riunione urgente dell' International Civil Aviation Organization (ICAO), l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, per definire le responsabilità dei governo sulle decisioni di aprire o chiudere lo spazio aereo in modo coordinato ed efficace, basandosi su dati reali e procedure operative speciali.



Fonte della notizia: Ufficio Stampa IATA
Foto: Ufficio Stampa IATA


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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 9:51 
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Mi piacerebbe iniziare una discussione su questo.
Pensate, da passeggeri o operatori, che la reazione sia stata troppo restrittiva?

E' lecito lasciare a terra centinaia di migliaia di persone e un business da milioni di euro al giorno solo per precauzione?

Le mie domande non nascondono nessuna conclusione, dato che anch'io non riesco a farmi un'idea al riguardo e magari insieme si tira fuori qualcosa. :omaggio:

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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 9:52 
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Certo stupisce che, come denuncia IATA e poi ha ammesso lo stesso commissario europeo ai trasporti, il tutto sia basato su un modello teorico non supportato da alcun dato empirico o concreto.

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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 10:44 
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Io parlo per quanto riguarda ad esempio l'AG (i piccolini). Facile chiudere gli spazi aerei "tout court", senza pensare che i velivoli a pistoni sotto una certa quota avrebbero potuto volare. Il danno economico, per carità, basso come numeri assoluti ma significativo per chi fa questo tipo di voli, è grave comunque...

Poi pensa alla beffa di vedere gli ULM che ti passano sopra, e tu in aliante che non puoi andare in volo...

Sembra che oramai nessuno voglia prendersi una responsabilità, e si preferisca proibire piuttosto che pensare seriamente ad una valutazione del rischio ben operata.

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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 10:48 
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In Europa non credo che ci siano precedenti di questo tipo per cui come per tutte le cose che accadono improvvisamente, qualunque decisione è sicuramente contenitiva e restrittiva in termini di garanzia della sicurezza.

Da "introdotto nell'ambiente" devo ricordare che qualunque incidente dettato da cause naturali non è completamente coperto dalle assicurazioni , o altrimenti con franchigie estremamente alte.

Ritengo che l'esigenza di fornire un servizio pubblico come il trasporto aereo unito al fatto che comunque debba essere garantita sempre la sicurezza sono fattori che alcune volte si scontrano e determinano situazioni che il pubblico e l'utenza talvolta non comprendono.

Mettiamoci inoltre una situazione mediatica che non favorisce la piena comprensione del problema o comunicando fatti e situazioni che possono non essere collegate al fenomeno per rendere ancora più difficile la comprensione da parte di tutti.

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 10:58 
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Black Magic ha scritto:
Pensate, da passeggeri o operatori, che la reazione sia stata troppo restrittiva?

Da passeggero direi che è meglio eccedere in precauzione che in rischio. :yes:
Non avrei sicuramente gradito che qualcuno avesse deciso di correre il pur minimo rischio a mia insaputa. Se prendo l'aereo con tranquillità (e piacere :D ) è perchè so che nulla è lasciato al caso e nulla viene sottovalutato in termini di sicurezza.

Black Magic ha scritto:
E' lecito lasciare a terra centinaia di migliaia di persone e un business da milioni di euro al giorno solo per precauzione?

Secondo me è un dovere farlo. La sicurezza innanzitutto.
Certo, forse si sarebbe potuta prevedere una situazione del genere, e prevedere un sistema di monitoraggio (ammesso che sia tecnicamente possibile), in modo da gestire la chiusura degli spazi aerei in base a dati reali.


MiamiVice ha scritto:
Certo stupisce che, come denuncia IATA e poi ha ammesso lo stesso commissario europeo ai trasporti, il tutto sia basato su un modello teorico non supportato da alcun dato empirico o concreto.

Credo che il modello teorico sia stato utilizzato per farsi un'idea della diffusione delle ceneri, ma che le ceneri ci siano è un dato di fatto e non una speculazione teorica.

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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 11:06 
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learningtofly ha scritto:
MiamiVice ha scritto:
Certo stupisce che, come denuncia IATA e poi ha ammesso lo stesso commissario europeo ai trasporti, il tutto sia basato su un modello teorico non supportato da alcun dato empirico o concreto.

Credo che il modello teorico sia stato utilizzato per farsi un'idea della diffusione delle ceneri, ma che le ceneri ci siano è un dato di fatto e non una speculazione teorica.


Vero, ma quello che è stato criticato è il fatto che la presenza di ceneri di per se non è sufficiente a giustificare i provvedimenti. La stessa IATA parla di precedenti eruzioni in cui i voli sono stati garantiti seppur con limitazioni. Questo è quello che mi lascia perplesso, poi sono d'accordo con te sul fatto che in fatto di precauzioni sia meglio eccedere piuttosto che scarseggiare.

Allego un link alle dichiarazioni di Siim Kalla, il commissario europeo ai trasporti sulle decisioni intraprese per il riavvio dei voli.
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAct...anguage=en

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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 11:54 
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Black Magic ha scritto:
E' lecito lasciare a terra centinaia di migliaia di persone e un business da milioni di euro al giorno solo per precauzione?


Ci sono già stati dei precedenti in passato. Ho trovato questo documento scritto da un geologo, mi sembra interessante e abbastanza attendibile -per quanto possa capirne - peró giudicate voi esperti ...
http://www.meteorologia.it/colombo/Le%2...aniche.htm
Non sono sicura di aver capito bene la domanda ed il senso del discorso, per cui mi scuso se ho mandato una cosa non attinente all'argomento.

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 Oggetto del messaggio: Re: [NEWS] - La IATA critica con i governi: basare le...
 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 18:25 
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Gli aeroporti italiani più colpiti chiederanno lo stato di calamità:

http://www.ilvolo.it/index.php/20100420...porti.html

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 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 18:52 
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Come ci ricorda learningtofly: SAFETY FIRST.
E su questo c'è poco da discutere. Come professionista del settore non posso che riscontrare ancor una volta che gran casino che è l'Europa su queste vicende, che non è unita per nulla, che ha decine di ENAC (a noi ci bastava la nostra) che tirano in direzioni diverse con tempi diversi, che non è assolutamente dotata di tecnologia,mi spiego:
negli USA c'è un ente che è paritetico alla JAA eurepea. Si chiama FAA ed è unico e potentissimo. E soprattutto, visto che siamo nel 2010, dotato di aerei con tecnologie all'avanguardia in grado di fornire dati a chi deve prendere delle decisioni.
Cosa credo sia successo in Europa? In mancanza di dati certi, si chiude tutto e ZERO responsabilità. Ora invece decine di compagnie batteranno cassa, altrimenti rischieranno fallimento, per non parlare delle società aeroportuali e di quelle del turismo e di tutto l'indotto.
Volumi mostruosi di soldi. Con pochi milioni di Euro ci si sarebbe potuto dotare di una struttura con aerei in grado di aiutare, non risolvere, a prendere delle decisioni con tempistiche decenti.
Il problema della cenere c'è. Non è possibile chiudere un continente intero nel 2010.

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 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 18:56 
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Il link postato da paola è davvero molto interessante. :grazie:

Il problema spinoso è, a mio avviso, il fatto che i danni si verificano quando la cenere c'è; se non c'è cenere il danno non avviene.
Sembra un'ovvietà, ma è la base delle critiche della IATA.

Sapere dove vada la cenere è qualcosa di complicato e per questo si usano i modelli teorici.
Un modello teorico di distribuzione di particelle solide è creato per fare previsioni con una certa percentuale di accuratezza; non esiste un 'modello empirico' se non il mandare costantemente un numero adeguato di aeroplani 'spia' nelle rotte più frequentate a misurare il livello locale di particolato.
Ma questa non è una previsione; è una verifica sperimentale.

L'uso di un modello di predizione è molto comodo per pianificare le operazioni.

Il problema sta nella lettura di queste previsioni e in chi si assume la responsabilità di farlo, come ha detto duck.
In un contesto dove l'attribuzione di responsabilità è vista come un fattore negativo è ovvio che si tenda a bloccare tutto, per fare in modo che nulla di incontrollato possa accadere.

Penso che anche i responsabili di molte autorità aeronautiche europee farebbero bene a seguire un corso sulla 'paura di volare' e sulle sue cause, perchè anche loro, in questa occasione, hanno avuto paura.

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 Messaggio Inviato: 20/04/2010, 20:10 
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La IATA sono degli insopportabili piagnoni che adesso, approfittando dei pochissimi giorni di blocco, andranno a battere cassa e vedrete che vedranno quasi ripianato il totale del loro deficit annuo, anche quello pre-impronunciabile
Sulla prudenza credo che le varie ENAC europee (convengo sul fatto che siano un tante ma una unificazione effettiva di tanti stati richiede tempi più lunghi di quelli che possiamo immaginare) abbiano agito bene, anteponendo la prudenza all'esclusivo tornaconto economico

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 Messaggio Inviato: 21/04/2010, 23:43 
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Il piagnisteo certamente non è dovuto a cosa di poco conto, viste le enormi perdite economiche. Ma non credo che si sarebbe potuto procedere diversamente se non a scapito della sicurezza.
Ha dato molto fastidio imputare le decisioni soltanto sulla base di modelli matematici, visto che è luogo molto comune per i non addetti ai lavori, l'astio verso i medesimi, specie quando a rimetterci sono le loro tasche. Perchè non vogliono flussi su un computer ma dogmi che gli assicurino l'introito.
Del resto è un pò questione di meteo alla fine, anche se sono ceneri e non vapore. E soltanto chi non è dentro al settore non può comprendere la complessità di un modello matematico come questo, così come il suo possibile ineluttabile fallimento. Solo che, nel caso del vapore, la smentita sperimentale è al massimo la pioggia. In questo caso potrebbe essere stata una tragedia sfiorata oppure no. Le conseguenze sui motori sono un dato di fatto oramai mi sembra, vedi 747 klm ed A320 ae

Hanno provato a mandare su qualcuno ad effettuare delle misure, una sorta di rigorosa conferma sperimentale da metodo scientifico. Ma quanti voli andrebbero fatti per confermare sperimentalmente le previsioni sulle direzioni di spostamento delle ceneri e sulla variazione della loro densità? E con quali costi, vista anche la cifra per la riparazione di un 747? Inferiori ai soldi persi in questi giorni? Basterebbe soltanto un'eruzione a fornire un modello previsionale worldmapping da oggi in poi? Perchè l'eruzione è il laboratorio in questione e non hai il giorno dopo modo di riprovarci.

La prossima volta ci si dovrà affidare al modello matematico? Io dico di sì, di meglio non c'è ancora.

No comment poi sul solito imbecille di canale5 che ha paragonato questa eruzione con quella dell'etna ....

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 Messaggio Inviato: 22/04/2010, 13:57 
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learningtofly ha scritto:
Black Magic ha scritto:
Pensate, da passeggeri o operatori, che la reazione sia stata troppo restrittiva?

Da passeggero direi che è meglio eccedere in precauzione che in rischio. :yes:
Non avrei sicuramente gradito che qualcuno avesse deciso di correre il pur minimo rischio a mia insaputa. Se prendo l'aereo con tranquillità (e piacere :D ) è perchè so che nulla è lasciato al caso e nulla viene sottovalutato in termini di sicurezza.

Black Magic ha scritto:
E' lecito lasciare a terra centinaia di migliaia di persone e un business da milioni di euro al giorno solo per precauzione?

Secondo me è un dovere farlo. La sicurezza innanzitutto.
Certo, forse si sarebbe potuta prevedere una situazione del genere, e prevedere un sistema di monitoraggio (ammesso che sia tecnicamente possibile), in modo da gestire la chiusura degli spazi aerei in base a dati reali.


MiamiVice ha scritto:
Certo stupisce che, come denuncia IATA e poi ha ammesso lo stesso commissario europeo ai trasporti, il tutto sia basato su un modello teorico non supportato da alcun dato empirico o concreto.

Credo che il modello teorico sia stato utilizzato per farsi un'idea della diffusione delle ceneri, ma che le ceneri ci siano è un dato di fatto e non una speculazione teorica.


duck4 ha scritto:
Come ci ricorda learningtofly: SAFETY FIRST.
E su questo c'è poco da discutere. Come professionista del settore non posso che riscontrare ancor una volta che gran casino che è l'Europa su queste vicende, che non è unita per nulla, che ha decine di ENAC (a noi ci bastava la nostra) che tirano in direzioni diverse con tempi diversi, che non è assolutamente dotata di tecnologia,mi spiego:
negli USA c'è un ente che è paritetico alla JAA eurepea. Si chiama FAA ed è unico e potentissimo. E soprattutto, visto che siamo nel 2010, dotato di aerei con tecnologie all'avanguardia in grado di fornire dati a chi deve prendere delle decisioni.
Cosa credo sia successo in Europa? In mancanza di dati certi, si chiude tutto e ZERO responsabilità. Ora invece decine di compagnie batteranno cassa, altrimenti rischieranno fallimento, per non parlare delle società aeroportuali e di quelle del turismo e di tutto l'indotto.
Volumi mostruosi di soldi. Con pochi milioni di Euro ci si sarebbe potuto dotare di una struttura con aerei in grado di aiutare, non risolvere, a prendere delle decisioni con tempistiche decenti.
Il problema della cenere c'è. Non è possibile chiudere un continente intero nel 2010.


sono d'accordo su tutti i fronti.

Greg

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 Messaggio Inviato: 22/04/2010, 16:54 
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Aggiungo anch'io una impressione ed una considerazione.
L'impressione è che effettivamente potrebbe esserci stato un eccesso di prudenza.
La considerazione è che sono contento che si discuta di troppa prudenza piuttosto che di troppo poca. ;)

Ciao
Massimo

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