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Indice  »  Volare senza paura - Fondata da Luca Evangelisti  »  Il Vaso di Pandora

 

 


Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 18 messaggi ] 
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 Oggetto del messaggio: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 23/08/2011, 16:16 
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Salve a tutti, spero di postare questo topic nell'area corretta...

Ho letto qualche giorno fa quest'articolo sul fatto quotidiano online

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08...eo/152745/

Tratta del libro 'paura di volare' di Nadia Francalacci.

Confesso di non aver avuto il coraggio di leggere l'articolo. Ho cercato nei commenti qualcuno che tentasse di contraddire la tesi catastrofiche dell'autrice.

Ho trovato commenti positivi che facevano luce sul serio lavoro che si svolge nelle compagnie ed altri ,come quello che riporto virgolettato sotto, che lasciano abbastanza perplessi.

Commento

"Ho lavorato per 36 anni con aziende italiane operanti in paesi stranieri, praticamente in tutti i continenti e aree geografiche. E conseguentemente ho effettuato migliaia di voli. Ne ho viste di tutti i colori. Controlli interrotti a metà perché era tardi, far salire più passeggeri di quanti fossero le poltrone a disposizione, decollare con un motore che emetteva fumo (risposta: don’ t worry, it’ s quite usual” – non si preoccupi, lo fa sempre). Una volta ho notato il personale di bordo guardare dai finestrini, per riconoscere la zona: avevano la strumentazione in panne e volavano a vista e non erano ancora riusciti a scorgere l’ aeroporto. Non riferisco cosa ho sentito e visto a riguardo dei pezzi di ricambio. Alla partenza di un volo da Milano diretto a Dacca si staccarono alcuni pannelli dal soffitto. Alle rimostranze di molti, risposero che li avrebbero fissati non appena arrivati. Durante un volo da Roma a Johannesburg, sulla verticale di Cagliari il sistema elettrico ebbe dei danni, le luci si spensero e l’ aereo si inclinò di lato di parecchi gradi. Procedettero in quel modo fin sopra Tunisi, quando tutto sembrò tornare normale, per poi peggiorare dopo nemmeno un quarto d’ ora. Chiesi perché non pensavano di atterrare a Tunisi e verificare, visto che avevamo almeno otto ore di volo davanti a noi. Risposero che il danno non era così grave e che al massimo ci sarebbe stato un po’ più di freddo nella carlinga. Usammo tutte le coperte disponibili e quella fu l’ ultima volta che volai con Alitalia, quasi 20 anni fa. Le manutenzioni costano e il giro di affari è enorme. E in quel business ci si sono buttati a pesce anche elementi della malavita. Nel corso degli ultimi 15 anni, anche a causa delle “low cost”, i controlli sono inadeguati e le Agenzie preposte non funzionano con il dovuto rigore. Oggi, se ho una alternativa, l’ aereo non lo prendo mai."

Chiedo: qualcuno ha letto il libro e cosa ne pensa?

Cosa rispondereste al commento citato?

Grazie e buona serata a tutti...!


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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 9:10 
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Ciao, benvenuto nel forum. Ti va di dirci se ti sei iscritto perchè hai paura di volare o per passione o altro? Se non ti secca puoi presentarti qui.
Non ho letto il libro perciò non posso commentare però ti consiglio la lettura di questo articolo che affronta la questione incidenti e sicurezza in maniera più equilibrata mi pare. Se hai problemi con l'inglese te ne faccio un riassunto.

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Ale

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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 9:29 
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ouranos ha scritto:
Ciao, benvenuto nel forum. Ti va di dirci se ti sei iscritto perchè hai paura di volare o per passione o altro? Se non ti secca puoi presentarti qui.
Non ho letto il libro perciò non posso commentare però ti consiglio la lettura di questo articolo che affronta la questione incidenti e sicurezza in maniera più equilibrata mi pare. Se hai problemi con l'inglese te ne faccio un riassunto.


Ciao Ale!!!

Appartengo alla community da tempo, ho solo aggiunto un 85 al mio nick essendo stato vano ogni tentativo di reimpostare la password...

Da un paio di anni ho dei problemi col volo. Dapprima era moltissima ansia anticipatoria e paura. Ora, dopo anche un periodo di terapia, rimane un po' d'ansia anticipatori...

Allo stesso tempo il mondo del volo mi appassiona molto: forse ci affascina quel che ci incute timore!


Grazie per il lnk. Mi sembra interessante e tranquillizzante... A maggior ragione mi manda in bestia che avendo un possibilità di incidente su circa 4 mln io abbia timore di volare, mentre nel traffico, assai più pericoloso, io misenta più sicuro!


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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 10:34 
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Urca, sei iscritto da più tempo di me.
Hai provato a contattare qualcuno della Crew? Magari riesce a risolvere il problema della tua password.
Per il resto ho recuperato il tuo post e mi sembra che le cose andassero a gonfie vele, no?
Però forse non devi abbassare la guardia e fare l'errore di farti condizionare dall'esterno andando a spulciare dappertutto informazioni sull'aviazione, credendo magari di trovare una panacea per l'ansia quando potrebbe essere tutto l'opposto. E' giusto informarsi ma bisogna prima cercare di eliminare l'ansia che frappone tra te e la realtà uno schermo distorcente. Dopo puoi tranquillamente cercare di sapere tutto il possibile sugli aerei visto che sei anche appassionato.
Ormai lo hai sicuramente capito che i problemi si risolvono dentro noi stessi e non cercando le soluzioni fuori, dove invece puoi trovare aiuto, spunti e suggerimenti, queste cose sì.

:ciao:

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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 11:59 
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Cita:
"Ho lavorato per 36 anni con aziende italiane operanti in paesi stranieri, praticamente in tutti i continenti e aree geografiche. E conseguentemente ho effettuato migliaia di voli. Ne ho viste di tutti i colori. Controlli interrotti a metà perché era tardi, far salire più passeggeri di quanti fossero le poltrone a disposizione, decollare con un motore che emetteva fumo (risposta: don’ t worry, it’ s quite usual” – non si preoccupi, lo fa sempre). Una volta ho notato il personale di bordo guardare dai finestrini, per riconoscere la zona: avevano la strumentazione in panne e volavano a vista e non erano ancora riusciti a scorgere l’ aeroporto. Non riferisco cosa ho sentito e visto a riguardo dei pezzi di ricambio. Alla partenza di un volo da Milano diretto a Dacca si staccarono alcuni pannelli dal soffitto. Alle rimostranze di molti, risposero che li avrebbero fissati non appena arrivati. Durante un volo da Roma a Johannesburg, sulla verticale di Cagliari il sistema elettrico ebbe dei danni, le luci si spensero e l’ aereo si inclinò di lato di parecchi gradi. Procedettero in quel modo fin sopra Tunisi, quando tutto sembrò tornare normale, per poi peggiorare dopo nemmeno un quarto d’ ora. Chiesi perché non pensavano di atterrare a Tunisi e verificare, visto che avevamo almeno otto ore di volo davanti a noi. Risposero che il danno non era così grave e che al massimo ci sarebbe stato un po’ più di freddo nella carlinga. Usammo tutte le coperte disponibili e quella fu l’ ultima volta che volai con Alitalia, quasi 20 anni fa. Le manutenzioni costano e il giro di affari è enorme. E in quel business ci si sono buttati a pesce anche elementi della malavita. Nel corso degli ultimi 15 anni, anche a causa delle “low cost”, i controlli sono inadeguati e le Agenzie preposte non funzionano con il dovuto rigore. Oggi, se ho una alternativa, l’ aereo non lo prendo mai."


Ma chi è sta/sto matta/o? Ma davvero hanno pubblicato una cosa del genere? Questa è diffamazione... se ci fosse un'associazione seria dei piloti si sarebbe beccata/o una bella denuncia per diffamazione.

A parte che se davvero avesse avuto tutti questi problemi soioperchè: porta sfiga! C'ho svariate migliaia di ore da pilota e Cpt e chissà quante da passeggero. Se ho visto il 5% di quello che descrive in poche righe è pure troppo.

Poi credo, anche per come scrive, che sia parecchio confusa/o e decisamente poco credibile, poichè se veramente avesse visto l'1% di quello che racconta avrebbe potuto far passare dei bei problemi alle compagnie che hanno tenuto simili comportamenti. Comportamenti che anche nella più scadente delle compagnie, lowcost o no, non hanno alcun motivo di esistere.

Riguardo ai costi della manutenzione e allo "spaccio" di pezzi di ricambio da mercato nero, notizie possibili ma tipiche di quella "cultura" giornalaia (sempre con rispetto degli edicolanti)
di persone che vorrebbero avere delle notizie e invece si riducono a riportare le voci più squallide di radioserva, che trasmette SEMPRE sui peggiori canali, indipendentemente dall'ambiente di diffusione. In Europa i controlli sono molto severi e compagnie note che ci avrebbero provato, hanno immediatamente cambiato idea.

Le altre cose viste, come più passeggeri dei sedili disponibili, le prendo come gag da avanspettacolo, mi ci faccio due risate e spero che chi legge, paurosi in prima fila, capisca che una notizia documentata è un qualcosa di cui parlare, una c@azzata è una c@azzata.

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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 13:56 
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duck4 ha scritto:
Cita:
"Ho lavorato per 36 anni con aziende italiane operanti in paesi stranieri, praticamente in tutti i continenti e aree geografiche. E conseguentemente ho effettuato migliaia di voli. Ne ho viste di tutti i colori. Controlli interrotti a metà perché era tardi, far salire più passeggeri di quanti fossero le poltrone a disposizione, decollare con un motore che emetteva fumo (risposta: don’ t worry, it’ s quite usual” – non si preoccupi, lo fa sempre). Una volta ho notato il personale di bordo guardare dai finestrini, per riconoscere la zona: avevano la strumentazione in panne e volavano a vista e non erano ancora riusciti a scorgere l’ aeroporto. Non riferisco cosa ho sentito e visto a riguardo dei pezzi di ricambio. Alla partenza di un volo da Milano diretto a Dacca si staccarono alcuni pannelli dal soffitto. Alle rimostranze di molti, risposero che li avrebbero fissati non appena arrivati. Durante un volo da Roma a Johannesburg, sulla verticale di Cagliari il sistema elettrico ebbe dei danni, le luci si spensero e l’ aereo si inclinò di lato di parecchi gradi. Procedettero in quel modo fin sopra Tunisi, quando tutto sembrò tornare normale, per poi peggiorare dopo nemmeno un quarto d’ ora. Chiesi perché non pensavano di atterrare a Tunisi e verificare, visto che avevamo almeno otto ore di volo davanti a noi. Risposero che il danno non era così grave e che al massimo ci sarebbe stato un po’ più di freddo nella carlinga. Usammo tutte le coperte disponibili e quella fu l’ ultima volta che volai con Alitalia, quasi 20 anni fa. Le manutenzioni costano e il giro di affari è enorme. E in quel business ci si sono buttati a pesce anche elementi della malavita. Nel corso degli ultimi 15 anni, anche a causa delle “low cost”, i controlli sono inadeguati e le Agenzie preposte non funzionano con il dovuto rigore. Oggi, se ho una alternativa, l’ aereo non lo prendo mai."


Ma chi è sta/sto matta/o? Ma davvero hanno pubblicato una cosa del genere? Questa è diffamazione... se ci fosse un'associazione seria dei piloti si sarebbe beccata/o una bella denuncia per diffamazione.

A parte che se davvero avesse avuto tutti questi problemi soioperchè: porta sfiga! C'ho svariate migliaia di ore da pilota e Cpt e chissà quante da passeggero. Se ho visto il 5% di quello che descrive in poche righe è pure troppo.

Poi credo, anche per come scrive, che sia parecchio confusa/o e decisamente poco credibile, poichè se veramente avesse visto l'1% di quello che racconta avrebbe potuto far passare dei bei problemi alle compagnie che hanno tenuto simili comportamenti. Comportamenti che anche nella più scadente delle compagnie, lowcost o no, non hanno alcun motivo di esistere.

Riguardo ai costi della manutenzione e allo "spaccio" di pezzi di ricambio da mercato nero, notizie possibili ma tipiche di quella "cultura" giornalaia (sempre con rispetto degli edicolanti)
di persone che vorrebbero avere delle notizie e invece si riducono a riportare le voci più squallide di radioserva, che trasmette SEMPRE sui peggiori canali, indipendentemente dall'ambiente di diffusione. In Europa i controlli sono molto severi e compagnie note che ci avrebbero provato, hanno immediatamente cambiato idea.

Le altre cose viste, come più passeggeri dei sedili disponibili, le prendo come gag da avanspettacolo, mi ci faccio due risate e spero che chi legge, paurosi in prima fila, capisca che una notizia documentata è un qualcosa di cui parlare, una c@azzata è una c@azzata.



Duck, come sempre: SENZA PAROLE. Nessuno ti batte in chiarezza ed argomentazioni!
Ti ringrazio davvero. Onestamente credo che leggere certe cose, per chi vola con un po' di disagio, possa essere devastante!

Poi, io non ho letto il libro, immagino che li ci siano degli argomenti più solididi quelli riportati in un 'commento'. Nell'articolo vengono altresì citati episodi ed esempi tratti dal libro. Forse andrebbe fatta più luce su quelli che sulle esternazioni - chissà quanto veritire poi - di un lettore.

Grazie ancora!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 14:03 
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Anche io ho pensato che questa è matta, inoltre ha paura di volare ed ha voluto dare un nome alla sua fobia: scarsa manutenzione, mercato nero, falsi piloti, ecc ....A sentire lei sembra che le compagnie aeree siano delle associazioni a delinquere :shock:
Anche io se ho voglia domani mi metto a scrivere un libro sugli asini che volano e se ho i soldi lo faccio pubblicare, magari mi pago pure la critica e riesco anche a venderne delle copie. Non sono sicura che accada così ma lo suppongo. Ho letto libri di tutti i tipi, su tutto ed il contrario di tutto ...insomma, ciascuno può scrivere quello che vuole, sta poi a noi "filtrare" quello che leggiamo o prendere qualunque cosa per oro colato.
È vero che in questo mondo ognuno (quasi) pensa solo al proprio beneficio, appunto per questo perdere un aereo con passeggeri annessi non mi sembra un gran beneficio, sia per la compagnia che per la casa costruttrice! ;)
Ps: dove si sono mai visti pax in piedi perchè mancavano posti a sedere? :rotfl:
:ciao:

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Ultima modifica di paola su 24/08/2011, 22:18, modificato 1 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 14:14 
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paola ha scritto:
Anche io ho pensato che questa è matta, inoltre ha paura di volare ed ha voluto dare un nome alla sua fobia: scarsa manutenzione, mercato nero, falsi piloti, ecc ....A sentire lei sembra che le compagnie aeree siano delle associazioni a delinquere :shock:
Anche io se ho voglia domani mi metto a scrivere un libro sugli asini che volano e se ho i soldi lo faccio pubblicare, magari mi pago pure la critica e riesco anche a venderne delle copie. Non sono sicura che accada così ma lo suppongo. Ho letto libri di tutti i tipi, su tutto ed il contrario di tutto ...insomma, ciascuno può scrivere quello che vuole, sta poi a noi "filtrare" quello che leggiamo o prendere qualunque cosa per oro colato.
È vero che in questo mondo ognuno (quasi) pensa solo al proprio beneficio, appunto per questo perdere un aereo con passeggeri annessi non mi sembra un gran benficio, sia per la compagnia che per la casa costruttrice! ;)
Ps: dove si sono mai visti pax in piedi perchè mancavano posti a sedere? :rotfl:
:ciao:


In effetti la storia dei passeggeri in piedi mi sembra al quanto 'eccessiva'...


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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 24/08/2011, 14:38 
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Sono allibita...e, sebbene sono una "paurosa-ex-paurosa", queste mi sembrano cavolate pure a me!

E comunque, diciamolo...anche fosse tutto vero e la signora Francalacci avesse davvero visto tutte queste cose.....COMUNQUE, e' ancora viva. Abbastanza viva da scriverci pure un libro su ste robe....
Direi che questa e' gia' una prova che l'eareo poi non e' cosi' pericoloso, pur "cadendo a pezzi" vola! :ok:


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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 25/08/2011, 7:16 
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Non mi piace molto scrivere su argomenti che riguardano la paura di volare , ma visto che il libro l'ho letto con molto interesse , mi sembra giusto e doveroso fare alcune considerazioni.

Per prima cosa il titolo è onestamente "esagerato". Capisco che gli autori e gli editori cerchino di condensare nel titolo il perfetto specchietto per attirare l'attenzione del lettore incuriosito , ma in questo caso si gioca molto , e in maniera molto scorretta , sulle fobie che molte persone hanno nei confronti del volo.

Detto questo , il libro è un racconto abbastanza dettagliato di fatti già noti al pubblico , ma miscelati nel solito italico modo di far apparire una situazione critica come un fatto catastrofico e dove il sensazionalismo e la componente del dubbio sono ben dosati per lasciare il lettore , digiuno di tutto quello che è l'aviazione commerciale , stupefatto e pieno di dubbi sulla vera attività svolta dalle compagnie aeree, le società di manutenzione e le autorità aereonautiche.

Molti dei fatti descritti sono fatti molto noti : si parla ampliamente della vicenda del "pilota" svedese Thomas Salme, persona che ha svolto per oltre dieci anni l'attività di pilota professionista senza avere la licenza di volo ( ricordo che sono stati scoperti anche molti medici , avvocati e ingegneri che non hanno mai avuto il titolo di laurea, ma non fanno così notizia !). Viene riscostruita la vicenda nel dettaglio , ma evidenziando sopratutto le responsabilità di chi doveva controllare e verificare ( giusto !) lasciando quasi intendere che la bravata del personaggio potrebbe addirittura essere giustificabile !

Si parla di parti di ricambio "bogus" riportando per esteso la vicenda riguardante la società di Roma Campino che alcuni anni fa ha immesso sul mercato molte parti aeronautiche "taroccate" nella documentazione, scatenando nell'ambiente della "maintenance" una caccia alle streghe" che ha portato sicuramente le autorità nazionali a rivedere le procedure e i metodi di accettabilità delle parti di ricambio.

Si descrivono episodi che sono ben noti nell'ambiente ma che ad una persona "normale" potrebbero risultare estremamente biechi e potenzialmente criminali.

Ribadisco che molte volte la lettura di libri del genere rendono (in)giustizia alle molte persone che in quell'ambito lavorano , siano essi piloti, ingegneri, tecnici o semplice personale di supporto. Inoltre queste pseudo-inchieste rendono il lettore che non conosce nel dettaglio l'organizzazione e la struttura di un'organizzazione aeronautica scettico e prevenuto verso qualunque fatto che avvalora le tesi descritte nel libro.

Sicuramente il libro produce un sentimento di "repulsione" verso l'attività del trasporto aereo, alimenta la paura che in molte persone si annida nella loro mente e fa risultare il lavoro di molte migliaia di persone estremamente inutile se i risultati sono quelli descritti nella pubblicazione.

Estremamente sconsigliata la lettura !

...

Steve

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 Messaggio Inviato: 28/08/2011, 10:37 
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ho visto questo libro qualche mese fa nella vetrina di un negozio e già dal titolo ho pensato all'intento scandalistico! leggendo l'articolo recensione diciamo così, ho pensato subito: questa qua secondo me ha paura! e pensa di fare un piacere agli altri paurosi come lei, svelando chissà quali segreti :ouch: ...mi piacerebbe scriverle per dirle che la paura di volare si può sconfiggere!

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La vita è in continuo movimento come l'aria in cui si muove l'aereo.

Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma delle cose che non avete ancora fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vele. Esplorate, Sognate, Scoprite
(Mark Twain)

L'importante è non perdere mai di vista il punto in cui si è arrivati per guardare oltre e volare lontano (la mia amica Chiara)


Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.(Haruki Murakami)


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 Messaggio Inviato: 28/08/2011, 12:06 
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cucciola75 ha scritto:
ho visto questo libro qualche mese fa nella vetrina di un negozio e già dal titolo ho pensato all'intento scandalistico! leggendo l'articolo recensione diciamo così, ho pensato subito: questa qua secondo me ha paura! e pensa di fare un piacere agli altri paurosi come lei, svelando chissà quali segreti :ouch: ...mi piacerebbe scriverle per dirle che la paura di volare si può sconfiggere!


Forse ha paura, o forse ha pensato di fare un po' di quattrini sapendo che più della metà dei passeggeri non volano proprio con serenità e cercando di coinvolgere anche l'altra metà. Guarda caso il titolo è "Paura di volare", ottimo per spaventare e quindi vendere. Il guaio è che molte persone se la berranno.

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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 28/08/2011, 17:43 
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Il mio parere l'ho già espesso qualche messaggio fa. Facendo parte di quel mondo così crudelmente descritto nel libro mi trovo perplesso nel dare un giudizio positivo riguardo l'opera e il suo contenuto.

Ovviamente mi rendo conto che forse in maniera del tutto ingenua ho lavorato in tutti questi anni in società e compagnie che erano così stupide da spendere molta parte del loro denaro nel migliorare la qualità della loro organizzazione e struttura manutentiva o io sono uningenuo e non mi sono mai accorto di nulla!

Il problema, non si può negare che esista: la documentazione e i fatti raccontati nel libro non sono avvenimenti di fantasia ma sono situazioni che si sono realmente sviluppati. Questo però non significa che la situazione sia attuale e disperata come un lettore incuriosito potrebbe immaginare leggendo il libro.

Nel settore della "maintenance" è reale il problema delle Bogus Parts, sopratutto in certe particolari situazioni. Nessuno vuole nascondere il fatto che il mercato delle parti ricambio "taroccate" abbia vissuto alcuni anni fa un vero e proprio boom. E proprio a causa di una serie di inconvenienti e di incidenti che hanno portato ad investigare le cause e le origini si è sviluppato da parte delle autorità aeronautiche dicompetenza (FAA Usa ed EASA in Europa) procedure e normative che hanno di fatto reso impossibile e sopratutto economicamente non pagante, adottare materiali e parti non autorizzate.

Il libro ha perso l'occasione di trattare in maniera corretta il problema, riportando fatti che ad un lettore non introdotto risultano sicuramente sensazionalistici e incredibili. Fare giornalismo scandalistico è sicuramente un buon metodo per garantirsi una credibilità e il fatto di utilizzare titoli e affermazioni "pesanti" induce sicuramente a credere in quello che si legge.

Nel libro si legge:-"Alcune compagnie non sono molto diverse dalle organizzazioni criminali"- questa frase mi ha molto offeso e mi rende ancora più critico nei confronti di questo libro. Il settore dell'aviazione commerciale è composto di persone che ad ogni livello lavorano seriamente ed onestamente. Siamo persone che rispettano i regolamenti, le normative e leggi dello Stato e ci adoperiano quotidianamente perchè volare risulti un'attività più che sicura. Nessuno di noi si considera un criminale o complice in una organizzazione fuorilegge!

Giocare sulle paure della gente, e , in questo caso sulla fobia del volo, è davvero disonesto!


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Steve, ti reputo un eroe, perché hai avuto il coraggio di iniziarlo e finirlo quel libro. Io non ci riuscirei mai.

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ddaquila ha scritto:
Steve, ti reputo un eroe, perché hai avuto il coraggio di iniziarlo e finirlo quel libro. Io non ci riuscirei mai.


Hai perfettamente ragione ! E' stato difficile completarne la lettura poichè il tono catastrofico e da "tragedia sfiorata" delle descrizioni oltre alle molte imprecisioni riportate non sono facili da digerire per un "addetto ai lavori".

Quello che mi ha lasciato perplesso è la quantità di testimonianze dirette e di documenti che la scrittrice é ruscita ad ottenere. Con tutto quel materiale il libro poteva essere scritto e "titolato" in maniera differente, facendolo diventare un'opera davvero interessante e valida per comprendere correttamente le dinamiche che si sviluppano nell'ambito del mondo dell'aviazione civile.

...

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Con tutto quel materiale il libro poteva essere scritto e "titolato" in maniera differente, facendolo diventare un'opera davvero interessante e valida per comprendere correttamente le dinamiche che si sviluppano nell'ambito del mondo dell'aviazione civile.

Ma per farlo la motivazione avrebbe dovuto essere la passione. Se invece è la paura...

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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 29/08/2011, 11:25 
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Sarebbe interessante capire cosa ne pensano quelli che hanno resto tali testimonianze all'autrice ora che il libro è finito e messo in vendita...

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E' arrivata Spotters Magazine, la prima rivista italiana di fotografia aeronautica!

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 Oggetto del messaggio: Re: 'Paura di Volare' di Nadia Francalacci - Il Fatto Quotidiano
 Messaggio Inviato: 22/11/2011, 5:04 
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Leggo solo ora: pazzesco , nn ci crede nemmeno il piu grande pauroso!!

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Quando volo mi sento abbracciato da Dio,annullandomi tutti i problemi della vita quotidiana. Aerofobico al quadrato fino al magico giorno del 4-11-11

Le emozioni che regalano le donne e il volo sono uniche , talmente uniche che rendono l 'uomo felice e modesto!

L'invidioso si rode, l'invidiato se la gode.

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