E’ un piacere farvi partecipi del “restauro” di questo propulsore datato fine anni ’70 e dedicato al modellismo aeronautico dinamico RC (Radio Comandato).
Si tratta di un motore monocilindrico a due tempi con ammissione a valvola rotante e carburatore con tubo di venturi avente cilindrata di 10 cc., potenza erogata, senza sistema di espansione sullo scarico, di circa 1,75 Hp a 18.000 g/1’. Il raffreddamento è ad aria, tramite elica e dinamica se in volo. Albero supportato da due cuscinetti a sfere con precarico (significa che a freddo non hanno gioco). L’alimentazione controllata da valvola rotante in resina e supportata da sfere (mai viste di così piccole!). Quest’ultima è vincolata nella rotazione da un perno solidale con l’albero motore. Il monoblocco, in lega leggera, ha cilindro con camicia estraibile trattata nikasil con luci di travaso circolari dello stesso diametro di quelle presenti sul mantello del pistone.
Il pistone ha il cielo conformato ad “L” per minimizzare le perdite di miscela durante il raggiungimento del PMS. Ha un segmento con superficie a labirinto, spinotto con anelli di ritegno, bielletta su bronzine lavorate sempre a labirinto e tagliate nella parte inferiore del piede e superiore della testa per favorire la lubrificazione ed il raffreddamento.
La testa ha una sede ricavata per elettroerosione che accoglie con impronta femmina il cielo del pistone. Al centro di questa trova alloggiamento la candeletta di accensione con resistenza e che serve solo per le operazioni di messa in moto. Successivamente, il calore generato dalle combustioni mantiene incandescente la resistenza della candeletta favorendo la successiva accensione. La lubrificazione è tramite l’olio contenuto nella miscela (in genere un ricinato al 5% in rodaggio per poi arrivare al 3% e fino al 2% per le miscele da competizione composte anche da metanolo) e distribuito tramite canalizzazioni e fori realizzati nell’albero, biella, distributore.
Faccio notare che questo propulsore non prevede neppure una guarnizione di tenuta. L’unica è una rondella in alluminio ma a volte anche in rame per la candeletta di accensione. Per la testa funge da guarnizione un “labbro” superiore della camicia che funge anche da arresto sul blocco alettato del cilindro.
Purtroppo non avendo più il libretto di uso e manutenzione che recitava anche le caratteristiche del motore, non posso aggiungere altri dati se non quelli già scritti. In rete non si reperisce nulla in quanto la ditta Rossi aveva chiuso i battenti nei successivi anni ’80. Esiste ancora una NOVAROSSI che è una costola staccatasi, pare per litigi interni dei due titolari fratelli, appunto dalla Rossi.
A seguire alcune foto particolareggiate che illustrano meglio di ogni spiegazione questo generoso motore.
Monoblocco


Cilindro e camicia: notare ”l’unghia” per l’estrazione

Cilindro

Luci di travaso

Scarico libero

Pistone e biella

Cielo pistone

Anello ritegno spinotto

Piede biella e bronzina

Segmento di tenuta

Albero motore

Supporto anteriore cuscinetto albero

Testata

Testata lato interno

Distributore a valvola rotante

Coperchio posteriore carter

Coperchio posteriore e condotto alloggiamento carburatore

Mozzo porta elica

Con il nuovo anno posterò anche il motore assemblato e, quanto prima le prove di funzionamento al banco dopo aver montato l'espansione e la presa di pressione per il serbatoio carburante con pescante a pendolino per il volo acrobatico.