Dunque, alcune riflessioni a pochi giorni della partenza.
Sono personali, ovvio, ma magari qualche amico pauroso prova le stesse cose e possiamo aiutarci.
ho imparato sicuramente alcune cose, anche se la paura non è del tutto passata.
-ho caricato l'aereo di significati enormi, assurdi. Come se tutti i problemi della mia vita dipendessero da quel simpatico bestione. E poi ho capito (grazie alle cose scritte da Luca e da voi) che devo imparare a separare le emozioni: l'ansia per il lavoro, la noia, le difficoltà non c'entrano nulla con l'aereo. Vanno affrontate giorno per giorno e soprattutto con la lucida capacità di riconoscerle per quello che sono (ad esempio, mi annoio perché qualcosa non mi soddisfa ---> vado in ansia---> mi preoccupo del perché la noia faccia parte della mia vita, invece che trasferire l'ansia sull'aereo
-in aereo non può succedere nulla che non possa succedermi anche per strada. Anzi, ci sono infinitesimali probabilità che mi accada qualcosa. E le turbolenze possono essere noiose come il traffico che incontro quotidianamente quando sono in sella al mio motorino...solo che sono SOLO noiose e non pericolose
-i piloti guidano l'aereo. Lo so, fa ridere. Però spesso mi è capitato di pensare che stessero lì seduti in balia degli eventi. Invece quando ho visto dei filmati del decollo dal cockpit (e ho pure volato in cabina, una volta) ho visto che manovravano l'aereo. Per andare a destra, sinistra...sembra ridicolo ma la cosa mi ha tranquillizzata.
-la paura di affidarsi a qualcuno: siamo sempre nelle mani di qualcun altro. Per strada, in treno, a piedi, in casa (la vecchietta del quinto piano avrà chiuso il gas?). Ma in questo caso siamo in mano a gente tosta, qualificata, che sa quello che sta facendo.
-la paura PUO' essere trasformata in energia da cavalcare, come un surfista. Prima del decollo, stavolta, invece di farmi travolgere dalla paura, proverò ad ascoltare il rombo dei motori, a gustare la velocità, ad aprirmi all'esperienza invece che chiudermi a riccio.
-Ho sempre avvertito, prima del volo, un senso di terribile solitudine. Perché nella mia paura nessuno poteva raggiungermi e capirmi. E' vero, sono sola in quel momento. E allora? Sono sola con una persona (me stessa) che alla fine non fa così schifo, è in grado di sopportare lo stress, di affrontare le prove della vita e pure di riderci sopra. Quale miglior compagnia?
-Mi sento quasi in colpa se non ho più tanta paura. Fa niente. Devo pensare che non è che chi ha paura rischia di più. E' una scaramanzia stupida. Chi ha paura non rischia di meno, ma vive di meno.
detto questo, non mi è ancora passata del tutto. Mi scuso se ho scritto cose ritrite o banali
