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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Rapporto fra piloti
 Messaggio Inviato: 12/07/2010, 20:05 
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Nel report dell'incidente al TAM A320 a Sao Paolo si parla tra l'altro di un rapporto non chiarissimo fra i piloti (due capitani?). Anche qui mi avvalgo della mia esperienza in FS. Quando eravamo sempre in due (da circa un anno su molti treni andiamo da soli) si potevano avere situazioni diverse: viaggio con un altro macchinista con cui si condivideva il turno, quindi ci si sceglieva, si lavorava quasi sempre insieme, si diventava amici, ci si fidava uno dell'altro forse troppo; viaggio con uno che non si conosceva magari molto più anziano che vedeva le cose in maniera diversa, che non accettava suggerimenti (non tutti erano così, anzi), per cui si aspettava all'ultimo per dire occhio che stai facendo una cavolata; quando l'anziano cominciavo ad esserlo io, se mi trovavo con uno più giovane o ancora in fase di professionalizzazione non esitavo a dargli "il banco" (così lavoravo di meno :mrgreen: ), gli spiegavo un sacco di cose e se mi diceva che di lì a poco avremmo trovato un rosso non mi offendevo, perchè era suo dovere e un pieno diritto assicurarsi che io ci fossi con la testa. Nelle compagnie aeree è lo stesso? I piloti sono tranquilli anche quando non sanno chi troveranno? Oppure lo sanno con parecchio anticipo? Questi temi vengono affrontati durante i corsi e poi in seguito magari in occasione di aggiornamenti? Parlo di una eventuale reciproca diffidenza magari mal riposta, oppure di una certa soggezione del più giovane che non ci dovrebbe essere. Se ci sono due pari anzianità e livello, decidono sempre chi è il comandante per non avere poi dubbi su chi deve prendere decisioni in caso di emergenza? Nell'incidente di Sao Paolo questi temi hanno avuto una qualche rilevanza secondo voi?

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Ale

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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto fra piloti
 Messaggio Inviato: 12/07/2010, 21:16 
Military / Airline Pilot
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Età: 38
Allora come si diceva c'è un libro da scrivere.
Inizio questa conversazione partendo dal problema: perchè comunicare?
Perchè se stiamo li in due ci sarà un motivo!!! In effetti inorridisco quando leggo che alcune tratte le fate da soli.
Comunicare tutti i giorni è già difficile. Lavorare in un ambiente ristretto con qualcuno con cui non condividiamo nulla è ancora peggio.
Diciamo che atteggiamenti propositivi come il tuo sono quelli corretti. Ma non possiamo pretendere che tutti si comportino alla stessa maniera.
Per cui negli USA e in particolar modo alla NASA, hanno studiato alcune tecniche per abbassare il tono di tensione.
Nel volo ci sono stati, e ci sono, moltissimi incidenti dovuti all'incompatibilità tra i due.
Le cause sono molteplici ma maggiormente si hanno fenomeni di eccessivo dominio da parte dei comandanti ed eccessiva sudditanza da parte dei piloti.

La via più facile per evitare la maggior parte dei problemi di comunicazione sono le procedure.
Creare delle procedure, con annessi linguaggi e azioni, ci scarica dal problema del dover comunicare.
Dal concetto di procedura deriva quello degli standards, ovvero tutti quelli che fanno quelle azioni, devono sapere le stesse cose, devono avere gli stessi tempi, devono passare le corrette informazioni di competenza.

Questo non impedisce di avere problemi di equipaggio, ma abbassa notevolmente alcuni fattori di rischio.

Sul lavorare sempre con le stesse persone o cambiare spesso partner ci sono svariate teorie con pro e contro. E i casi sarebbero infiniti poichè anche a parità di persona con cui ci si interfaccia ci sono i fattori esterni. Famiglia, lavoro, soldi, salute...

I piloti sono una razzaccia. Non sono tranquilli per nulla e hanno un qualcosa tipico dell'addestramento che hanno ricevuto: la competizione. L'esssee cioè sempre avanti, il dover dimostrare a tutti i costi di essere il migliore.
Ci sono persone che malgrado i centinai di corsi CRM non hanno capito molto.
Ma con gli anni le cose cambiano. Le generazioni moderne sono molto migliori poichè fin da subito si ricevono certe nozioni. Ma quando ho iniziato io c'erano moltissimi "cinghiali" Istruttori decisamente poco avvezzi a trasmettere il volo. Basti pensare che in AM per molti l'essere mandato alle scuole a fare l'Istruttore era una sorta di punizione.

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