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alexfly
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Oggetto del messaggio: Reggiane 2000 Inviato: 26/01/2011, 17:37 |
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Iscritto il: 29/12/2009 Messaggi: 313 Età: 68
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Ho sentito dire che il Re 2000 è una copia, quasi conforme, del Seversky EO-1 ( P35 USAAF). Sembra che Seversky, deluso dal fatto che il suo progetto non aveva avuto il successo che si aspettava in america, abbia "venduto" i disegni alla Reggiane. A quanto pare, secondo gli svedesi che avevano entrambi gli apparecchi, il Reggiane volava molto meglio del P35. Qualcuno ne sà di più? Alessandro
_________________ Alessandro ======================================================== The two most common elements in the Universe are Hydrogen and Stupidty
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Mirage-IV
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 26/01/2011, 23:54 |
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Iscritto il: 15/05/2010 Messaggi: 976 Località: Nord Italia, non lontano dal mare
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Vecchia storia ... Cita: L'aereo venne progettato dagli ingegneri Roberto Longhi e Antonio Alessio nel 1938. Il 5 gennaio dello stesso anno partecipò senza successo al concorso indetto il dalla Regia Aeronautica per un caccia monoplano ad ala bassa con carrello retrattile.
L'aereo presentava numerose analogie, anche per quanto riguarda dati tecnici con il caccia statunitense Seversky P-35. Tale analogia derivava dall'esperienza dell'ingegner Longhi negli Stati Uniti presso l'UBAC e la collaborazione con il progettista Alexander Kartveli, della Seversky. L'ing. Pambianchi rielaborò il progetto Seversky. Non è ancora certo se si trattò di una copia non autorizzata o di una licenza non ufficiale.
Fonte ..... http://it.wikipedia.org/wiki/Reggiane_Re.2000 
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 27/01/2011, 8:21 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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Ho recuperato e riporto ( ma comunque si può trovare anche in altri siti dedicati) quanto scriveva il comandante Tullio De Prato sul periodico Aerofan edito da GAE nella primavera del 1979. L'articoloera una risposta ad un articolo pubblicato sulla stessa rivista ad opera dello storico Nicola Malizia , riguardante la controversa storia del velivolo della Reggiane. Abbastanza polemicamente il titolo dell'articolo era "Il brutto anatroccolo della RA! ! Non sono riuscito a recuperare l'articolo oggetto della contestazione da parte di De Prato perchè non ho fisicamente la rivista , ma credo di riuscire a recuperarlo tramite qualche amico. Cita: Mi riferisco al volume scritto dal noto cultore di storia aeronautica Nicola Malizia. Circa i precedenti del velivolo, mi pare che non sia più il caso di stendere nebbie sulla sua origine: da quarant'anni se ne parla e se ne scrive, ma ciò che fa testo è la indiscutibile stretta parentela che esiste fra il Re 2000 ed il Republic P. 35.
Non è ne il primo ne l'ultimo caso: il più recente è quello del Concorde e del Tu-144. Qualcuno ha azzardato che il 2000 è ... nato prima:
asserzione difficile da sostenere, perché il P. 35 porta la firma di Seversky, un cervello di fama internazionale, che fu anche - un po' - il Douhet americano e che certamente non aveva bisogno di copiare niente da noi, dove la struttura metallica non era ancora apparsa. Che l'aspetto del Reggiane e del Republic non appaghi l'occhio dei posteri dice poco: la mia generazione lo vide addirittura bello: cosi come può essere bello un mastino ... senza essere un levriero. In quei tempi, per ragioni di vulnerabilità, il motore stellare era preferito a quello raffreddato ad acqua e i caccia dell'epoca, equipaggiati con motori di notevole ingombro, non potevano assumere aspetti penetranti, specie quando le potenze erano elevate. Solo più tardi, con l'aumento delle potenze e degli ingombri in misura inaccettabile, riapparve il radiatore e, con esso, la linea più affusolata. Il Re 2000 montava un motore che aveva un diametro superiore a quello dei suoi coetanei italiani: ecco perche era più tozzo; ciò nonostante il Reggiane e il Republic suscitarono maggiore interesse degli altri monoplani da caccia dell'epoca. Nicola Malizia nel criticare il «brutto anatroccolo» dice all'incirca: 1 ) era l'unico aeroplano italiano che (assieme all'F. 5 Fabrizi, nato dopo) non temesse l'autorotazione; 2 ) era costruito secondo una tecnica apprezzata; 3 ) le «aveva date», in finta caccia, al Me 109 E e «personalmente» non ci crede; 4 ) aveva prestazioni superiori del 7% a quelle previste in progetto; 5 ) aveva interessato l'aviazione militare inglese, francese, jugoslava, ungherese e svedese; 6 ) era stato fornito a Ungheresi e Svedesi che l'avevano impiegato in guerra con buoni risultati; 7 ) gli Svedesi l'avevano apprezzato soprattutto per le sue indiscusse doti manovriere; 8 ) in Italia era apparso in pochi esemplari e relegato al molo di aereo poco gradito; 9 ) teneva il cielo per 4 ore, toccava i 500 km/ora e i 10.000 m di quota; 10) era stato il primo monoplano da caccia catapultato da una nave con ottimi risultati; 11) permetteva il volo tranquillo (vola di notte e nelle nubi ... senza ammazzare il Ten. Solaroli).
Io ritengo che fin qui le note di Malizia suonino un inno al «brutto anatroccolo» e chiedo a tutti i piloti da caccia italiani quale altro monoplano nazionale, realizzato prima del conflitto, avrebbe potuto emularlo. Solaroli col G. 50 si sarebbe ammazzato cento volte, e non parliamo di velocità, di plafond, di autonomia, di manovrabilità!! Nicola Malizia circa i difetti e gli inconvenienti riscontrati sul Re 2000 scrive, all'incirca: 1 ) i serbatoi erano privi di semapizzazione; 2 ) il motore poco sicuro; 3 ) ruotino di coda difettoso; 4 )due Re 2000 atterrano con motore ed elica in avaria; 5) la bussola e piazzata in maniera sconveniente; 6 )un Re 2000 perde un cilindro in decollo; 7 )Hortj va in auto-rotazione e si uccide (in Ungheria); 8 )un pilota va in vite piatta e si ammazza; 9 )gli specialisti del 2000 hanno un pessimo ricordo.
Quanto scrive Malizia, sintetizzato nei punti 1-2-3-4-5 e 6, risponde al vero e non ammette discussioni, ma, a parte il motore, non si tratta di difetti sostanziali. Richiede invece un commento a parte quanto è riportato nei punti 7,8 e 9. Punto 7 - Hortj va in autorotazione ... Gli ungheresi sui loro Re 2000 montano il motore Gnome et Rhone originale (quello dal quale la Piaggio ha ricavato i suoi modelli): esso ha un diametro inferiore e presumibilmente pesava meno. E’ probabile quindi che la sua installazione abbia comportato uno spostamento verso poppa del baricentro e che l'inconveniente sia stato esaltato dall'aggiunta della corazza, diminuendo sensibilmente la stabilità dell'aereo. Il Re 2000 ed il derivato 2001 non hanno mai presentato inconvenienti del genere, nemmeno quando alla corazza si è aggiunto, in coda, il pesante «gancio» di frenaggio per la portaerei ROMA (Aquila). Punto 8 - Un pilota va in vite piatta ... Chi scrive ha collaudato parte dei 2000 catapultabili e parte di quelli forniti ai piloti Svedesi, i quali provvedevano in sito a controllare scrupolosamente ogni singolo velivolo prima dell'accettazione, che avveniva, di solito, dopo un sol volo: tutto funzionava egregiamente ... meno il motore che talvolta zoppicava. Circa la stabilità della macchina, mai alcuna osservazione da parte di nessuno: il Re 2000 è sempre uscito dalla vite con estrema facilità e precisione, anche dopo numerosi giri imposti dal pilota. Non sono mai riuscito a farlo cadere in «vite piatta»
Punto 9 - Gli specialisti hanno del 2000 un pessimo ricordo Ne hanno ben donde: il 2000, fornito a spizzico ad un reparto «sperimentale» con piloti provenienti dai biplani e costituito da personale poco omogeneo, non può aver fortuna. Se poi, questi poveri ragazzi e questi poveri aeroplani li sbattono a 1000 km dalla casa madre, che è, anch'essa, al suo primo debutto. I successivi 2001, che entusiasmarono i combattenti, furono messi a punto a Reggio Emilia, dove una Squadriglia del 2° Gruppo fece sosta il tempo necessario per eliminare gli inconvenienti riscontrati. E il Cap. Larsimont, con i suoi primi MC 202, prima di partire per la linea, non impose oltre cento modifiche a chi aveva già l'esperienza del MC 200?
Il 2000 ha ucciso un pilota? E quanti ne hanno uccisi gli altri monoplani?
E’ difficile in atterraggio? Assolutamente non è vero; ruotino di coda a parte, è un aeroplano docile, dalla guida piacevole, cosi come i suoi derivati, tranne il 2002 che richiederebbe un discorso a parte. Poche notizie sulla genesi del Re 2000 L'aeroplano viene realizzato in uno stabilimento che svolge attività multiple: mulini, materiale ferroviario, motori, gru. Ha costruito anche velivoli, ma in legno, tubi e tela. L'ing. Caproni, che controlla la Ditta e che di aeroplani... se ne intende, appoggia la costruzione dell'aereo modernissimo. Lo sforzo industriale è enorme. L'ing. Degola, Direttore Generale, ed il suo vice ing. Alessio, che lo sostituirà dopo la sua morte accidentale, si prodigano per adeguare la fabbrica alla nuova produzione, che viene affidata all'ing. Vischi. Nessuno dei tre è ingegnere aeronautico e nessuno di loro ha tempo da dedicare alla progettazione. Viene reclutato l'ing. Pambianchi proveniente dalla Piaggio; a lui sarà affidato l'Ufficio Tecnico della nuova sezione aeronautica. Lo affianca l'ing. Maraschini, che lo sostituirà al momento della impostazione del Re 2005, allorché Pambianchi per sopravvenuti dissapori abbandonerà la Ditta. Longhi e Pambianchi, con De Bernardi, portano il Re 2000 a felice decollo. Il velivolo, rispetto al parente americano, risulta perfezionato in molti dettagli. Una miglioria sostanziale al Seversky è rappresentata dal carrello d'atterraggio che, su iniziativa del Longhi, viene sostituito di sana pianta.(leggi nota 2) La progettazione viene affidata all'ing. Vardanega, allora giovane tecnico proveniente dalla Piaggio il quale - valendosi della propria esperienza nella realizzazione di complesse apparecchiature meccaniche -partendo da zero ridisegnerà l'intero dispositivo di atterraggio, che ha avuto tanta parte nell'affermazione del Re 2000 e dei similari. Il carrello ottiene il riconoscimento dei brevetti relativi in Germania, Svezia, Ungheria e Svizzera. Circa gli ammirevoli successi del «2000 catapultabile» Giulio Reiner e Donato Tondi avrebbero da dire molto di più di quanto io conosco. Quanto io scrivo sul debutto del Re 2000 e, in parte, frutto delle notizie circolanti in Ditta ai tempi della mia assunzione come capo pilota collaudatore, ossia circa quattro anni dopo il primo volo. Per la cronaca, ricordo i nomi di due valorosi piloti che contribuirono alla messa a punto del «2000»: Scapinelli e Agello. Il compito assunto dalla Reggiane di realizzare in tempi brevi un velivolo moderno ed efficiente non poteva prescindere dalla utilizzazione degli elementi acquisiti, in America, dal Longhi. Ma è fuor di dubbio che tali elementi furono utilizzati da tutti con intelligenza e capacità. Lo dimostra la successiva evoluzione del «2000», dal 2001 al 2006, l'ultimo parto del «team Reggiane». E il Re 2007 a reazione? Un confuso sogno di una notte agitata ...
Comandante Tullio de Prato Aerofan, marzo 1979 Riporta anche delle note fatte dalla redazione:- Cita: Nota 2 Si tratta dei brevetti italiano 376825 e tedesco 747387, ottenuti dal Vardanega il 27.11.1939 e 9.3.1940, poi estesi dalle Reggiane alle altre nazioni nominate, tra le quali avrebbero dovuto figurare anche gli U.S.A. se non fosse sopraggiunto lo stato di guerra. La realizzazione di questo carrello rappresenta un grosso problema ,è per la complessità dei movimenti previsti è per la totale mancanza di elementi di riferimento; si trattava infatti di ottenere, diversamente dal Seversky, il totale occultamento delle ruote nella spessore dell' ala pur mantenendo la retrazione all'indietro. Ciò richiedeva la contemporanea rotazione della intera gamba attorno al proprio asse di 90°, che si voleva avvenisse soltanto nell'ultimo tratto della corsa di sollevamento e nel primo di quello di abbassamento. Particolarmente, questa ultima prerogativa, che nessun analogo carrello dell'epoca possedeva, costituiva un problema assai arduo da risolvere. Un primo studio fallì quando era già iniziata la costruzione del prototipo del velivolo, ponendo una grave incognita sulla riuscita del prototipo stesso. Fu a questo punto che tale compito venne affidato personalmente al Vardanega, un esperto progettista che la Piaggio aveva acquisito dalle Officine Galileo di Firenze (a quell'epoca Ditta di grande rinomanza nella costruzione delle apparecchiature per armamenti aeronavali) e passato poi alla Reggiane con compiti particolari . Aggiungo che anche sulla rivista Storia Militare sono apparsi alcuni articoli che riguardavano la genesi del Re2000 e sull'attività dell'Ing.Longhi in America. Purtroppo si tratta di articoli che ho avuto l'occasione di leggere , ma che non ho conservato. Steve
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LS4
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 27/01/2011, 12:08 |
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Iscritto il: 03/04/2008 Messaggi: 2121
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Molto interessante.
Certo è i velivoli delle Reggiane sono sempre controversi e c'è sempre da scoprire e da discutere.
C'è chi dice che erano avanzatissimi e c'è chi dice il contrario e che i Macchi erano molto meglio
_________________ "Nel volo, ho imparato che la trascuratezza e l'eccesso di confidenza sono di gran lunga più pericolosi dei rischi deliberatamente accettati"
(Wilbur Wright, Settembre 1900)
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rwy05
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 28/01/2011, 12:12 |
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Iscritto il: 20/10/2009 Messaggi: 212
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Certo che le leggende metropolitane e le male-lingue non muoiono mai!
Il Re-2000 fu progettato dall' Ing. Longhi al suo ritorno dagli USA, ritorno ben propiziato dal molto denaro che il regime di allora investì su di lui. Longhi aveva lavorato alle Seversky e proprio al progetto di quello che divenne il P-35; logico che il suo primo progetto gli assomigliasse in mod impressionante. Tra le due macchine ci sono non trascurabili miglioramenti a favore di quella italiana : miglior raccordo ala-fusoliera, miglior sistema di retrazione del carrello, ala più robusta, ecc. Per contro il velivolo italiano, al pari di tutti i suoi contemporanei, soffriva di un motore poco affidabile e di delicata manutenzione. Prodotto in pochi esemplari da una ditta del gruppo Caproni, che in quel momento non era ben visto in ambito governativo, con soluzioni tecniche (vedi l'ala con serbatoio integrale) che i 'geni' nostrani non erano certo in grado di capire, ebbe una vita breve ed infelice. Di sicuro lasciò nei (pochi) piloti un pò più 'svegli' un' ottima impressione. Fu venduto alla Svezia che lo tenne in linea contemporaneamente col P-35; tutti i piloti svedesi preferivano, motore a parte, il Reggiane, molto più equilibrato dell' americano. Il Re-2000 usciva da solo dalla vite, il P-35 continuava...... Gli ungheresi lo produssero su licenza ed ebbero dei problemi nell' adattare il motore Gnome-Rhone K-14, più leggero del Piaggio (che dal K-14 derivava) e nel montare due ulteriori mitragliatrici nelle ali; risolti questi problemi di 'dentizione' ne fecero un'ottima macchina che fu sostituita solo a guerra avanzata dai Bf-109. Anche questi piloti apprezzarono le ottime qualità di volo del velivolo. Dal punto di vista tecnologico tutti i velivoli Reggiane sono chiaramente "made in USA", nel senso che il progetto utilizza quella che all'epoca era la migliore tecnologia diponibile. Niente tubi d'acciaio saldati o legno : solo lamierino d'alluminio ben piegato e meglio rivettato. Tra l'altro l'Ing. Longhi fece importare dagli Usa un'impianto per l'anodizzazione dell' alluminio, cosa più o meno fantascientifica nell'Italia di allora. Sta di fatto che dopo più di quarant'anni in fondo al mare un Re-2001 fu recuperato praticamente nuovo. Se andate a Trento visitate il Museo Caproni e studiatevi bene le due fusoliere del MC-200 e del Re-2005, due pianeti diversi......
r.
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 29/01/2011, 12:17 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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Grazie a questa discussione ho ritirato fuori i libri di Govi.
Ogni tanto bisognerebbe rimettersi a leggere le cose vecchie !
Grazie per le precisazione rwy05 !
Steve
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alexfly
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 29/01/2011, 12:19 |
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Iscritto il: 29/12/2009 Messaggi: 313 Età: 68
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Vorrei ringraziare tutti. ilVolo è davvero "una memoria storica" che diventa ogni giorno piu interessante. Alessandro
_________________ Alessandro ======================================================== The two most common elements in the Universe are Hydrogen and Stupidty
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Snap-On
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 30/01/2011, 12:44 |
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Iscritto il: 20/03/2008 Messaggi: 10906 Età: 53
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Visto che l'argomento è interessante e d è uno di quelli che personalmente mi hanno sempre molto intrigato, mi permetto di pubblicare un pezzo tratto da "Il caccia Re 2000 e la storia delle Reggiane" di Sergio Govi. credo che sia il volume più completo ed esplicativo sella storia dei cacia Reggiane. Cita: La Genesi
Il 5 Gennaio del 1938 ,l’allora Ministero dell’Aria, varò il “programma R”, con lo scopo di potenziare l’arma aeronautica sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo. Uno degli obiettivi fissati dal suddetto programma era quello di dotare l’arma aeronautica di un velivolo da caccia monoplano, monoposto, con carrello retrattile, motore stellare raffreddato ad aria, e due armi da 12.7 mm, che potesse reggere il confronto con la produzione dei più avanzati paesi del tempo : Germania, Inghilterra,Francia.
In quel periodo, In Italia, erano disponibili tre prototipi, tutti spinti da un motore A.74 da 840Hp:
Fiat G50 (26 / 2 / 1937) INAM Ro.51 (1937 che però aveva il carrello fisso) Macchi Mc 200 ( 24/ 2 / 1937) Il Ro.51 non superò mai la prima fase delle prove .
Il Fiat G50 era in grado di raggiungere la velocità di 483 km/h, mentre il Macchi MC 200 raggiungeva i 512 km/h. Entrambi erano armati con due 12.7 mm in fusoliera. Nel gennaio del 1938, all’atto del varo del “programma R”, questi due prototipi erano in fase di valutazione, la cui messa a punto risulterà molto laboriosa a causa di un serio problema di auto rotazione che sembrava affliggere entrambi.
Anche le O.M.I Reggiane ricevettero l’invito ad allinearsi alle altre ditte per realizzare un velivolo da caccia rispondente alle specifiche del Ministero. Benchè , inizialmente, si pensò di realizzare un velivolo americano (Seversky P35) costruito su licenza alla fine prevalse l’idea del caccia di progettazione propria. Responsabile della realizzazione sarebbe stato l’ing.Longhi. Un Sunto della Relazione del Cap.Ing. Pietro Noto inviata il 31 marzo 1939 al Gen Valle, Capo di stato Maggiore, dopo una sua visita effettuata alle Reggiane mentre era in corso la costruzione del prototipo del RE 2000:
A parere dello scrivente, il RE 2000 presenta notevoli elementi di interesse, sia per la sua architettura che per le strutture e sistemi di costruzione, tipicamente americani. La costruzione è molto robusta, come hanno dimostrato le prove statiche, che, spinte oltre il coefficiente 14, non hanno determinato la rottura delle parti interessate. Lo spessore delle lamiere di rivestimento non scende mai al di sotto degli 8/10 mm. L’impiego dell’acciaio è limitato al castello motore in tubi saldati e al carrello. Per il resto sono impiegate quasi esclusivamente leghe leggere, e particolarmente il “chitonal”. Il carico alare ridotto e la notevole potenza installata (P.XI RC 40 da 1000Hp) fanno prevedere che sia possibile realizzare caratteristiche di salita superiori a quelle degli attuali intercettori, specialmente se la ditta riuscirà a contenere il peso a vuoto del velivolo in 1750 Kg. La maneggevolezza , dato il carico alare basso, dovrebbe essere buona. Lascia invece qualche dubbio la possibilità di realizzare la velocità massima di 580 km/h che la Ditta si propone di ottenere, a causa della notevole sezione maestra della fusoliera e della superficie alare piuttosto grande.
A ciò si aggiunge che non è molto curata la levigatezza delle superfici, come in altre costruzioni del genere,perché i ribattini solo in piccola parte sono a testa annegata. L’aeroplano ha una notevole autonomia. Perché tutto il piano centrale dell’ala , a tenuta stagna, può essere riempito di carburante.
In conclusione, il RE 2000 nei confronti degli attuali intercettori segna un certo progresso, purchè nelle prove di volo,specialmente per quel che concerne la velocità esso confermi le caratteristiche previste.
Nacque cosi il RE 2000.
La sigla fu scelta come indice di concezione futuristica. La macchina fu costruita in tempo record. Il primo volo del prototipo avvenne il 24 /5 / 1939. Già la suo primo apparire risultò evidente la sua concezione completamente nuova per l’industria aeronautica nazionale. Si trattava infatti di un velivolo di costruzione completamente metallica, realizzato con tecniche avanzate e di ispirazione chiaramente americana.
Parecchio è stato scritto sulla somiglianza del RE 2000 coi il Seversky P.35. E’ innegabile che tra i due velivoli ci sia una parentela, almeno di linee.
L’Ing. Longhi aveva evidentemente preso come modello il velivolo americano anche se poi, assieme al suo staff tecnico, ne aveva sensibilmente migliorate le caratteristiche, apportando diverse migliorie.
La struttura in ALCLAD St 17 con forgiati in St 24 era simile a quella del Seversky, ma ciò era comune alla maggioranza dei velivoli prodotti dalle ditte Americane. Le caratteristiche generali del RE 2000 risulteranno migliori di quelle del velivolo americano e questo grazie anche all’ala che adottava due profili diversi e interpolati tra loro. Longhi previde la superiorità del velivolo nei confronti della concorrenza italiana e non solo e i suoi calcoli furono confermati dalle prove effettuate nella galleria del vento della Caproni a Taliedo.
Tra le novità di maggior rilevo, era l’ala stagna a serbatoi incorporati che conferiva al velivolo un’autonomia superiore a quella degli altri caccia. Per quel tempo, quella soluzione avveniristica sollevò diffidenze tali da farla ritenere pericolosa al punto da costituite il motivo principale della non adozione del velivolo presso i reparti della R.A.
L’ala del RE 2000 fu sottoposta a prove di robustezza con coefficiente 14 senza subire alcuna deformazione. Un’altra novità consisteva nella costruzione a guscio in lega leggera. Anche la capottatura NACA del motore lasciò perplessi sia il Ministero che i tecnici della stessa Piaggio sull’effettivo raffreddamento del motore.
La capottatura, oltre ad essere dello stesso diametro della fusoliera, non aveva capottatura interna ed era opinione diffusa che così concepita dovesse provocare un surriscaldamento tale da bruciare il motore.
Le Reggiane,sotto la pressione di Longhi, non cedettero alle richieste e il Longhi stesso dovette firmare una garanzia personale sull’intero valore del motore nel caso i fatti gli avessero dato torto.
Un’altra soluzione nuova e veramente brillante fu il carrello e il particolare movimento che esso effettuava nel retrarsi.
Non avendo trovato alcuna ditta che , per le difficoltà che presentava, si assumesse l’impegno della sua progettazione ( le ruote , nel primo tratto di corsa delle gambe dovevano rimanere in asse con il velivolo ed iniziare la rotazione soltanto nel secondo tratto , girando di 90° per disporsi di piatto nello spessore dell’ala) Longhi diede fiducia ad un giovane che studiava per laurearsi in Ingegneria: Virgilio Vardanega.
Quel carrello verrà poi utilizzato anche sui velivoli RE2001,RE2002,RE2003 e in seguito alle brillanti soluzioni adottate, verrà coperto da brevetto sia in Italia che all’estero. Il prototipo M408 venne completato nel maggio 1929 ed il primo volo, effettuato dal collaudatore Mario De Bernardi, avvenne il 24 dello stesso mese, con esito più che soddisfacente. ... Steve
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ddaquila
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Oggetto del messaggio: Re: Reggiane 2000 Inviato: 01/02/2011, 13:11 |
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Iscritto il: 04/04/2008 Messaggi: 1664 Età: 34
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Tutto MOOOOOLTO interessante! Grazie.
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