Addirittura, secondo il Corriere del Mezzogiorno avrebbero già individuato l'area che sarebbe quella occupata attualmente dai paracadutisti e dai carabinieri.
Cita:
Una base militare a Pontecagnano, l'ok di Cirielli al progetto Aermacchi
La storica industria aeronautica chiede disponibilità allo scalo. Camera di Commercio contro l'iniziativa, il piano sostenuto dal governo sarà discusso dal cda
SALERNO - L’Alenia Aermacchi ha presentato al ministero della Difesa il progetto per realizzare una base militare nell’aerostazione di Pontecagnano. Il piano ha anche il placet del presidente della Provincia, il deputato del Pdl Edmondo Cirielli che è anche presidente della commissione Difesa della Camera. Ma l’idea non sembra piacere ai vertici della Camera di Commercio, presieduta da Guido Arzano e dal vice Antonio Ilardi. La riunione del consorzio aeroportuale dovrà pronunciarsi sulla proposta, anche se l’ultima parola spetterà all’assemblea dei soci dell’aeroporto. Il secondo motivo di scontro tra la Provincia e la Camera di Commercio di Salerno, sulla gestione dell’aeroporto (il primo è la quarta nomina nel cda della società avanzata da Edmondo Cirielli) lo fornisce l’Alenia Aermacchi spa. L’industria aeronautica, più conosciuta al mondo per aver realizzato durante la prima guerra mondiale un famoso caccia (il francese Nieuport Type 11 Bebè), cerca uno spazio nello scalo di Pontecagnano.
Già individuato nell’area limitrofa alla pista, occupata attualmente dai paracadutisti e dai carabinieri. Per realizzare una base militare, come quella esistente trenta anni fa. Quando dall’aerostazione decollavano solo aerei militari e i voli commerciali erano solo un sogno che si sarebbe realizzato tre decenni dopo. Adesso, però, c’è il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, che, dopo aver sponsorizzato Alitalia, preme per portare a Salerno l’Alenia Aermacchi. Sembra già che il deputato Pdl abbia un’intesa con il ministero della Difesa. E quindi la proposta, avallata anche Roma, è destinata ad arrivare sulla scrivania del consorzio di gestione dello scalo salernitano. In tempi brevi.
Infatti, stamattina, l’unico punto all’ordine del giorno discusso dal cda del consorzio è appunto la proposta di Cirielli sull’insediamento dell’industria aeronautica nello scalo di Salerno. La Camera di Commercio, però, sembra già mettersi di traverso. Venerdì scorso, la giunta camerale ha preso all’unanimità la decisione di bocciare l’iniziativa del presidente della commissione parlamentare alla Difesa. E lo ha fatto senza indugi. Per un unico motivo, che assomiglia più ad un timore che ad una giustificazione: non rischiare di fare dell’aeroporto di Salerno il doppione dello scalo di Trapani, chiuso ai voli commerciali da quando l’Italia ha deciso di seguire le direttive della Nato e di partecipare direttamente ai bombardamenti sulla Libia.
Nel cda del consorzio, la partita sulla disputa si giocherà ad armi pari. Con due rappresentanti di Cirielli da un lato (Giovanni Romano e Pino Salvioli) e altrettanti dell’ente camerale dell’altro Guido Arzano e Luigi Scorziello). Dal momento che il posto lasciato vuoto dall’ex Augusto Strianese non è stato ancora occupato. Alla fine, però, la decisione spetterà all’assemblea dei soci. Perché accettare la proposta di Cirielli e della Aermacchi significa modificare lo statuto della società: improntato allo sviluppo economico e turistico. Non militare.
Angela Cappetta
23 maggio 2011
Corriere del Mezzogiorno.it