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 Oggetto del messaggio: SM.93 - L'aereosilurante con il pilota disteso
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 12:03 
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Riporto molto volentieri un articolo apparso sulla Rivista Aereonautica del Giugno 1998, riguardante un aereo che a molti risulta sconosciuto, ma che introduceva alcune soluzioni che per l'epoca era davvero uniche

Cita:
Uno degli ultimi progetti della Savoia Marchetti, nati durante la seconda guerra mondiale fu l'interessantissimo SM.93.

Immagine

Velivolo che, purtroppo a seguito delle vicende armistiziali non superò lo stadio di prototipo.
Classificato dalla ditta quale "mono-motore biposto per combattimento a tuffo o siluramento" fu generato dalla necessità di disporre finalmente di un efficace bombardiere a tuffo di produzione nazionale e di un aerosilurante progettato per il compito specifico che non fosse venuto fuori dall'adattamento di un velivolo ideato, in via primaria, per altri compiti.
Notoriamente, i velivoli utilizzati per il bombardamento a tuffo furono principalmente, se non esclusivamente, gli JU87 Stuka forniti alla Regia Aeronautica in due versioni e in svariati esemplari.
Il numero di Stuka ceduti dai tedeschi, alla nostra aeronautica, però, non fu mai sufficiente a soddisfare le esigenze operative sui vari scacchieri.
La soluzione nazionale al problema, rappresentata dal SM.85, originaria proposta della Savoia Marchetti, fu un vero e proprio fallimento.
Il velivolo, conosciuto tra i piloti con il nomignolo di "banana volante", dopo pochi e inutili tentativi di utilizzo bellico finì ai bordi dei campi di volo a far da aereo civetta per il bombardamento nemico.
Per quanto riguarda, invece i velivoli destinati all'aerosiluramento, basterà ricordare che tutto il peso del conflitto fu sostenuto dal SM.79 "Sparviero", essendosi rivelato il SM.84, l'aereo destinato a sostituirlo, un vero fallimento avendo caratteristiche di volo e di manovrabilità chiaramente inferiori allo Sparviero.
Il SM.93 fu un monoplano biposto a struttura lignea con rivestimento in compensato e tela, avente fusoliera ellittica con struttura a guscio.
Aveva un carrello retrattile, a scomparsa totale, con chiusura verso l'interno e un ruotino di coda non retrattile ma orientabile.
Il castello motore, costituito da un traliccio in tubi d'acciaio, ospitava un motore Daimler Benz 605 che muoveva un'elica tripala metallica Alfa Romeo.
I serbatoi per il carburante erano alloggiati nel piano centrale dell'ala.
Era dotato di apparecchiatura radio ricetrasmittente B30 T Bis, interfonico, goniometro e apparecchiatura fotografica.
L’armamento era costituito da due mitragliatrici fisse calibro 12,7 alari, con tiro fuori dal disco dell'elica con 600 colpi, una mitraglia brandeggiabile da 12,7 con 300 colpi, per la difesa posteriore, utilizzata dal radiotelegrafista armiere e, infine, da un cannone Mauser cal. 20 con 150 colpi, sparante attraverso il mozzo dell'elica.
L’armamento di caduta prevedeva la possibilità di trasportare agganciata sotto la fusoliera una bomba da 820 kg oppure da 480 o, infine, una da 420 kg.
Agganciate alle ali era possibile trasportare quattro bombe da 100 kg.
Infine sotto la fusoliera vi era possibilità di scelta, nel trasporto, tra la seguente tema di siluri: CNA da 530 kg, SB da 580 kg e W da 650 kg.
L'aereo con un'apertura d'ali di mq 13,90 ed una superficie alare di 31,1. aveva un peso a vuoto di 3.450 kg e un carico utile di 2.050 kg.
La velocità massima a 7.000 m, prevista dalla ditta, era di 560 km/h, mentre i tempi di salita erano di 7'30" a 4.000 m e di 12'2" a 6.000 m. Il velivolo raggiungeva in affondata la velocità di 950 km/h.
Autonomia prevista, infine, a quota 7.000, con 695 kg di benzina era di 1.400 km.
Il SM. 93 prevedeva un equipaggio di due persone: un radio telegrafista armiere deputato all'uso della mitragliatrice dorsale, seduto posteriormente, e un pilota in posizione prona (praticamente sdraiato a pancia sotto) su di un lettino posto sopra il castello motore. Il pilota veniva fissato per le gambe al lettino di pilotaggio per evitare che in affondata scivolasse contro il parabrezza.

Immagine

La posizione anomala, o quanto meno inusuale del pilota era particolarmente scomoda in quanto costringeva ad un continua tensione dei muscoli facciali e del collo, cosa alla quale fu tentato di porre rimedio predisponendo delle imbottiture al lettino di pilotaggio ed un particolare poggiamento che consentiva al pilota di guardare in avanti senza tenere i muscoli del collo in continua tensione.
La Regia Aeronautica ordinò alla SIAI la realizzazione di due prototipi, il cui costo sarebbe stato di circa 2.800.000 lire ciascuno.
Nessuno dei due fu però completato prima dell'8 settembre 1943.
La commissione tedesca di vigilanza permise la realizzazione del primo prototipo, in avanzato stato di costruzione alla data dell'armistizio.
Il velivolo, terminato a fine gennaio 1944, fu provato dal collaudatore Rosei che, accompagnato dal motorista della SIAI Giuseppe Ceratti, effettuò 16 voli per un totale di 6 ore e 40 minuti fino al 29 marzo.
In tale data i tedeschi decretarono che il velivolo non aveva interesse per loro e pertanto ne sospesero definitivamente le prove.
In volo l'aereo dimostrò un buon comportamento evidenziando stabilità e doti di manovrabilità.
La grossa novità del velivolo consistette sicuramente nel posizionamento del pilota.
Nato principalmente per compiti di aero-siluramento, era pilotato da un pilota che nella conduzione del mezzo e dell'azione aveva l'asse del proprio corpo parallelo a quello del velivolo e del siluro.
Una posizione che integrava perfettamente il "manico" con il sistema d'arma accorpandolo integralmente ad esso.
Posizione preferenziale per chi, nell'esecuzione di un attacco siluro, veniva ad essere contemporaneamente pilota e puntatore.
Se è vero, però, che la sistemazione del pilota era uno dei punti di forza nell'attività di aero-siluramento, è facile pensare che la stessa posizione avrebbe di gran lunga inficiato le possibilità di reazione nel volo manovrato in caso di attacco da parte della caccia avversaria. Problema che avrebbe trovato facile soluzione con una forte scorta di caccia all'aero-silurante durante le missioni.
Purtroppo la storia e i tedeschi non consentirono all'Aeronautica Nazionale Repubblicana di avvalersi di un velivolo che sicuramente avrebbe sostituito degnamente i vecchi e stanchi Sparvieri che furono in servizio fino al'ultimo giorno del conflitto.



Spero che la lettura sia risultata interessante e che magari si sviluppi una discussione che permetta di ritrovare altri argomenti, articoli, disegni o foto riguardanti questo sconosciuto velivolo.


...

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: SM.93 - L'aereosilurante con il pilota disteso
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 13:47 
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La posizione del pilota fa pensare ad una estrema specializzazione dell'aereo come aerosilurante. In caso di bombardamento in tuffo, inoltre, forse il pilota avrebbe probabilmente assorbito meglio i g positivi della richiamata. E' vero che aerei come lo Stuka avevano un dispositivo di richiamata automatico legato all'altimetro, vista la facilità con la quale il pilota in richiamata avrebbe potuto perdere i sensi?

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 Oggetto del messaggio: Re: SM.93 - L'aereosilurante con il pilota disteso
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 13:53 
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pippo682 ha scritto:
In caso di bombardamento in tuffo, inoltre, forse il pilota avrebbe probabilmente assorbito meglio i g positivi della richiamata.


Non so; i g si sarebbero scaricati in gran parte sulla gabbia toracica, che non è una delle parti più resistenti del nostro corpo.

A mia avviso, c'era da mettere in conto qualche costola incrinata.

L'articolo postato da Snap, cita la posizione del pilota come il fatto più innovativo, ma io ho l'impressione che questa innovazione non sia motivata da esigenze particolari

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 Oggetto del messaggio: Re: SM.93 - L'aereosilurante con il pilota disteso
 Messaggio Inviato: 15/10/2010, 21:53 
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Domanda forse stupida... stando sdraiato il pilota può manovrare barra e manetta, ma come comanda il timone? Ovvero: come vengono svolte le funzioni della pedaliera? :scratch:

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 Oggetto del messaggio: Re: SM.93 - L'aereosilurante con il pilota disteso
 Messaggio Inviato: 16/10/2010, 13:34 
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Non avevo mai sentito parlare di questo aereo, :grazie: per la segnalazione.

Anche io, come LS4, non riesco a vedere un valido motivo per mettere il pilota "a pecora" ( :diablo: ).
Dallo schema riportato nell'articolo risulta chiaramente che la fusoliera è un po' più alta di quanto non sarebbe necessario qualora il pilota sedesse, convenzionalmete, dietro al motore; nei rarissimi casi in cui è stata adottata questa posizione lo si è fatto proprio per ridurro la sagoma della fusoliera, non per ingrandirla.
Ingombro maggiore significa (in genere) maggiore resistenza e quindi minore velocità; inoltre il pilota rinunciava alla "blindatura" assicurata dalla massa del motore.

La giustificazione riportata nell'articolo di una maggiore facilità di puntamento del velivolo mi pare un po' debole, non riesco ad immaginare come il fatto di avere il corpo allineato con la fusoliera possa facilitare l'operazione, però non ho alcuna esperienza di pilotaggio.

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“Carri nemici fatta irruzione a sud dell’Ariete, con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa 5 km nord-ovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono”.

EL ALAMEIN, 3 NOVEMBRE 1942


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 Oggetto del messaggio: Re: SM.93 - L'aereosilurante con il pilota disteso
 Messaggio Inviato: 17/10/2010, 18:31 
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Andando a leggere vecchi numeri di Aerofan e altre pubblicazioni, in effetti si riscontrano alcune grosse anomalie. Il velivolo pare sia nato come velivolo "tuffatore" e di condseguenza la posizione prona del pilota avrebbe permesso di sopportare in maniera migliore i G durante la richiamata.

Poi , siccome le idee da parte dei nostri Generali e uomini di regime erano chiare e precise, il progetto venne trasformato in tuffatore-aereosilurante.

Comunqe pare ne siano stati costruiti solo due esemplari di cui solo uni ebbe la possibilità di effettuare dei voli di prova.

Steve

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 Oggetto del messaggio: Re: SM.93 - L'aereosilurante con il pilota disteso
 Messaggio Inviato: 17/10/2010, 20:27 
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L'eterna storia del materiale bellico italiano: o era obsoleto o era frutto una evoluzione tecnica tutta particolare; inutile sottolinearlo, il più delle volte su un binario morto.
Grazie per averci fatto conoscere questo raro tipo.

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Andrea


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 Messaggio Inviato: 04/01/2011, 10:59 
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AlphaPapa ha scritto:
Domanda forse stupida... stando sdraiato il pilota può manovrare barra e manetta, ma come comanda il timone? Ovvero: come vengono svolte le funzioni della pedaliera? :scratch:


Mi chiedevo la stessa cosa. Dove era posizionata la pedaliera.

Molto interessante l'articolo di questo apparecchio.


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 Messaggio Inviato: 20/06/2011, 16:53 
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Su questo velivolo, una delle poche realizzazioni italiane dopo l'8 settembre, ho qualcosa di originale da dire: sull'aereo avevo solo le scarne informazioni contenute nel VI fascicolo della benemerita "Dimensione cielo" e così le avevo riportate nel mio sito. Qualche tempo dopo mi pervenne la seguente mail:

Progettista del SM 93
Anna Ponta Rempe
Sono la figlia dell'ing. Agostino Ponta che fu il progettista del SM 93 alla SIAI di Sesto Calende. Ho parecchie foto dell'aereo, ma purtroppo non molto altro, perche' mio padre e' deceduto.
Ma vorrei se possibile dare a lui il riconoscimento di essere stato il solo progettista, invece che all'ing. Marchetti.
E' possibile?
Grazie.
Disitinti saluti,
Anna Ponta Rempe


successivamente la Signora mi comunicò che la sorella, residente a Napoli, possedeva il modello aerodinamico dell'aereo.
Dell'Ingegnere ho trovato su numeri della rivista di divulgazione scientifica "Sapere" degli anni 30 articoli di argomento aeronautico.
Cose rese possibili da internet.

Un'ulteriore nota, la posizione di pilotaggio prona venne studiata anche dai tedeschi e ripresa nel dopoguerra, in merito collocherò a breve del materiale.

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Volare è ben più di uno sport e di un mestiere.
Volare è passione e vocazione, che riempie di sè una vita.
Adolf Galland

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 Messaggio Inviato: 20/06/2011, 17:22 
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Grazie per le notizie di prima mano. Hai per caso avuto anche qualche tipo di documentazione, ovviamente scannerizzata?

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 Messaggio Inviato: 21/06/2011, 6:34 
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galland ha scritto:
Su questo velivolo, una delle poche realizzazioni italiane dopo l'8 settembre, ho qualcosa di originale da dire: sull'aereo avevo solo le scarne informazioni contenute nel VI fascicolo della benemerita "Dimensione cielo" e così le avevo riportate nel mio sito. Qualche tempo dopo mi pervenne la seguente mail:

Progettista del SM 93
Anna Ponta Rempe
Sono la figlia dell'ing. Agostino Ponta che fu il progettista del SM 93 alla SIAI di Sesto Calende. Ho parecchie foto dell'aereo, ma purtroppo non molto altro, perche' mio padre e' deceduto.
Ma vorrei se possibile dare a lui il riconoscimento di essere stato il solo progettista, invece che all'ing. Marchetti.
E' possibile?
Grazie.
Disitinti saluti,
Anna Ponta Rempe


successivamente la Signora mi comunicò che la sorella, residente a Napoli, possedeva il modello aerodinamico dell'aereo.
Dell'Ingegnere ho trovato su numeri della rivista di divulgazione scientifica "Sapere" degli anni 30 articoli di argomento aeronautico.
Cose rese possibili da internet.

Un'ulteriore nota, la posizione di pilotaggio prona venne studiata anche dai tedeschi e ripresa nel dopoguerra, in merito collocherò a breve del materiale.



Ricordo di aver letto diversi anni un articolo , abbastanza polemico sulle qualità dei progettisti italiani nel periodo pre-bellico e bellico. Ad onor del vero la critica riportava il fatto che molti progetti erano frutto di lavoro di squadra ( come per tutti i velivoli) ma per la storia si riportava sempre il capo progettista o comunque il personaggio che aveva la conduzione dell'ufficio tecnico.

Di conseguenza , quanto hai riportato nel tuo 3D , non mi meraviglia assolutamente. Sarebbe davvero interessante avere altre notizie a riguardo.

Steve

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