Ritorno ad Edimburgo, sempre con scalo a Francoforte. Ho sbirciato la carta sinoptica sull'Europa e mi accordo di come i venti da ovest tirano parecchio, tanto che se apriamo uno spinnaker in volo finiamo a Hong Kong!
Come al solito ci si alza presto. Troppo. Sono così rincoglionito che a malapena ricordo chi sono, ma caffeinato a dovere in macchina con gli amici ci dirigiamo all'aeroporto. La tangenziale stavolta è sgombra di nebbia ma molto ventosa, tanto che il nostro autista è costretto a "remare" non poco la sua monovolume per tenerla in traiettoria.
Arriviamo alle 5 all'aeroporto e dopo aver pesato e sistemato a dovere le valigie ci portiamo al drop-off dove la fauna viaggiatrice ancora una volta ci accoglie coi suoi elementi milgiori. Ad attirare la mia attenzione un baùscia con un caricaturale accento lombardo (weeee feeeeega alooooora), un tono di voce così alto che soprattutto vista l'ora vien voglia di prenderlo a sberle e un "sobrio" giubbotto arancione a metà tra un operaio del soccorso autostradale e un "test pilot" del Dryden Research della NASA.
Faccio finta di niente e mi posto al gate d'imbarco ringraziando il cielo 'sta volta che gli alti frusci del 733 copriranno le sue ciarlate. Questa volta il finger non ci è concesso e scendiamo a prendere il pulmino che ci condurrà al Gate A21, dove il nostro 737-300 ci sta aspettando
Saliamo e ci accomodiamo. Questa volta niente de-ice, e ci portiamo direttamente al punto attesa T1 via taxiway Tango. Poco traffico nelle vicinanze e il PF esegue un "rolling take-off" che ci proietta in una corsa di decollo che rileva l'entità delle raffiche di vento su linate. Il pilota spedala come un matto per mantenere la center-line e dopo pochi secondi siamo in volo. A differenza del primo viaggio in cui su Trezzo già il sole faceva capolino, oggi vedo come la nostra stella aderisce allo sciopero generale, e al posto delle calde colorazioni arancioni, i toni mattinieri sono più invernali, basati su desaturazioni cromatiche di blu.
Le nuvole sono spesse e ci accompagnano sino al livello di crociera. Quel che vedo mi impressiona non poco. Le forti raffiche di vento creano buchi enormi, come quelli di un bambino che soffia sulla schiuma del cappuccino, ma in questo caso con proporzioni ben diverse, sino a creare veri e propri muri di condensa, come giganti tsunami nel cielo.
La turbolenza ci accompagna per tutto il viaggio con un sensibile peggioramento vero Francoforte.
In discesa i livelli di nubi sulla Germania sono ancora più densi ma più bassi, mentre più in alto in larghe separazioni tra di loro, noto strane formazioni nuvolose, molto vaporose che viaggiano come navi fantasma alla deriva la cui vicinanza scuote il nostro 737 come un campanellino di natale.
Arriviamo su Francoforte. Come al solito gli avvicinamenti sono una quaresima, cosa non poco confortevole viste le turbolenze. La STAR la percorriamo quasi tutta in IMC, tra botte di vento e nevischio che non hanno nulla da invidiare a quelle sentite ad Edimburgo nel mese di Novembre. Vedo l'accendersi delle Wing Light e noto anche un leggerissimo strato di nevischio sul bordo d'attacco alare che quasi all'istante si stacca e vola via. Mi chiedo se il pilota abbia acceso le Wing Anti-ice, o se si sia sbrinata da sola a causa del vento.
Atterriamo sulla pista 25R, quella a nord del terminal e di più recente costruzione che non avevo ancora visto. Il taxi è come al solito lungo ma meno del previsto. Passiamo sopra l'autrostrada e attraverso gli hangar della Lufthansa Technik, sino al terminal monotematico (LH) che ci accoglie con il consueto forte odore di carburante.
Nota negativa... nonostante io ami Lufthansa, devo bacchettarla sul servizio di bordo. Mi hanno servito un brioscino che avrei potuto usare come tacco per il nose-gear. Nonostante sia passata una settimana ancora non l'ho digerito.
Nel volo che mi porta ad Edimburgo mi preparo al peggio visti i venti che nelle settimane scorse hanno abbattuto decine e decine di alberi secolari e hanno costretto a chiudere le scuole poiché i bambini volavano via come foglie secche. Con mia forte sorpresa invece l'avvicinamento è "normale". Ad eccezione del tratto tedesco-olandese, l'avvicinamento scozzese si è rivelato più tranquillo di quanto pensassi.
Sono arrivato ad Edimburgo. Anche questo viaggio è dedicato ad un amico che ci vive e che non è in buona salute, ma questo ve lo risparmio.
Amo questa città. Le persone sono di una gentilezza e di una disponibilità disarmante. È una città giovane dentro cui è possibile respirare nell'aria tutte le espressioni artistico-culturali.
Nelle mattinate libere mi giro la Scottish National Gallery, la Scottish National Accademy, e la Portaits Gallery dentro cui faccio una vera e propria un'indigestione artistica! L'entrata è gratuita (l'offerta la ritengo doverosa) e posso vedere da vicino opere di Bernini, Tiepolo, Tiziano, Raffaello, Velasquez, Rubens, Rembrant, il mio amato Sargent e gli acquarelli di Turner esposti solo in questo periodo dell'anno (solo per citarne alcuni). I custodi sorridenti e gentili, aprono la porta ad ogni visitatore, accogliendoli in ambienti puliti e ordinati, dentro cui è possibile guardare a distanza ravvicinata opere viste solo in foto. Faccio mentalmente un paragone coi musei italiani e mi inca**o.
Noto sempre come vadano TUTTI a piedi e come TUTTI facciano sport. A qualsiasi ora del giorno è possibile vedere a quasi ogni angolo della strada, persone di ogni età fare joggin', giocare a Rugby o a calcio nei prati. Vanno tutti in bicicletta e la città è completamente tappezzata di piste ciclabili nonostante i dislivelli importanti, i forti venti e le piogge che caratterizzano il meteo in tutto l'arco dell'anno. Penso a Milano e alle polemiche sull'area C e mi inca**o ancora di più. Faccio finta di niente e mi godo questo paradiso neogotico dove non si mangia neanche male. Basta non avere fretta, leggersi bene i menù e nel caso chiedere ai camerieri sempre disponibili a darti informazioni. La mia mente sta per fare un altro paragone, ma mi autocensuro.
Chiedo scusa per la scarsa qualità delle foto, ma sono state scattate solo con un cellulare.
Edimburgo di mattina, vista dalla finestra della cucina di casa del mio amico.


Edimburgo varie




Università di Edimburgo

La facoltà di teologia. Credo la costruizione neogotica edimburghiana che più adoro. Roba da Harry Potter.


La Portraits Gallery

Scottish National Gallery

Scottish National Accademy

Io che cammino per Edimburgo bardato per il freddo. Poco prima ho incontrato un gruppo di adolescenti che facevano lezione all'aperto vestite solo con una polo a maniche corte e pantaloncini!!! Questione di abitudine, provare per credere. Sono tornato a Milano e in casa sono in maglietta e pantaloncini mentre sudo come un porco dal caldo.

Le mamme che nonostante freddo, vento, pioggia e salite, i bambini a scuola li portano in bici e non col Suv!


Ciclabili ovunque

Scoiattoli ovunque!

Gazebo cinese nel Royal Botanic Garnen

Botanic Garden

Una delle serre del Botanic Garden

Panchina a forma di foglia dentro la serra in stile Liberty

Palme dentro la serra Liberty

Ballatoio Liberty

Ecco se qualcuno non sapesse cosa regalarmi a Natale o per il compleanno, una casa del genere credo non mi dispiacerebbe.


Museo dei Pompieri di Edimburgo

Camminata verso il passaggio che conduce all'isola di Cramond Island, accessibile solo con la bassa marea




I blocchi di cemento che servivano a bloccare navi e sottomarini nella WWII. Tempo però di tornare indietro poiché la marea si sta alzando



Uno degli alberi divelti dal vento

Ritorno

Il viaggio di ritorno è molto più tranquillo. La parte migliore è il decollo da Edimburgo con un cielo stranamente sgombro che mi permette di vedere tutta la scozia nel patchwork dei campi color "tartan scozzese"! A francoforte invece mi aspetta come di consueto un tempo del menga. In discesa sfondiamo uno strato di nubi e ci ritroviamo dentro ad una surreale scatola vuota, con pareti di nubi dentro al quale il sole splendente ha lasciato il posto a tetri toni bluastri. Tutto molto suggestivo e quasi "fantasy", mentre le turbolenze aumentano progressivamente. L'avvicinamento a Francoforte è sempre il medesimo. Umido, un po' turbolento e molto lungo.
A Milano invece le cose cambiano e da Zurigo in poi la vista è a perdita d'occhio. Le notturne luci urbane delineano molto bene il lago di Como con il Faro di Brunate, e mentre stiamo scendendo verso sud sulla radiale del VOR di Saronno, vedo molto bene il piazzale di linate illuminato e Forlanini. Le virate per Base e Finale, sono tranquille e l'atterraggio morbido. Un pulmino ci porta al terminal. Niente finger neanche questa volta. Ritiro il bagaglio e me ne vado a casa ripensando alla splendida città che sino a poche ore fa avevo sotto ai piedi.
Fine,
Diego.