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Stephen Dedalus
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Oggetto del messaggio: Veni, vidi, vici Inviato: 31/07/2010, 12:23 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 2092 Località: Venezia
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Il mio recente viaggio a Berlino (sono tornato ieri e sto sistemando le foto per il trip report!) è stato una grande occasione non solo per visitare una città stupenda e per dare ulteriore linfa vitale ai miei studi di germanistica, ma anche per dare una spallata alla mia paura di volare, o meglio, per capirci qualcosa di più e smontare quello che credevo un ostacolo, se non insormontabile, certamente di dimensioni rilevanti. Condivido ora questa esperienza e provo ad impostare la cosa come un racconto del mio percorso, sperando che possa tornare utile ad altri. Avevo cominciato il mio percorso sulla paura di volare un paio di anni fa, più o meno, quando avevo parlato qui nel forum del mio problema. Una rapida discussione aveva fatto emergere come le mie inquietudini potessero essere correlate ad una specie di mania di ipercontrollo, che tra l'altro trovava un pendant perfetto nella fase che stavo attraversando. Tra quando aprii quel topic e quando sono tornato al volo sono passati due anni, dicevo, e non c'è stato giorno in cui non abbia pensato al fatto dell'ipercontrollo; non tanto in riferimento all'aereo, quanto alla mia attività come musicista che soffriva (le cose ora vanno meglio, ma sono vizi duri a morire!) di questa tendenza a voler avere sempre (per non sbagliare? Perché ho qualcosa da perdere? Perché ho paura delle reazioni di chi mi sta davanti e delle mie di conseguenza?) le cose sottomano. Arrivato al volo, ho scoperto anche qual era il momento, o la parte di tutto il viaggio in aereo, che assurgeva a simbolo delle mie paure, a vaso di Pandora: i controlli di sicurezza pre-imbarco. Tutto l'apparato di raggi, metal detector, eventuali perquisizioni, liquidi da mettere in sacchetto, bottigliette da lasciare a parte ed altro mi scatenava una scarica di adrenalina tutt'altro che positiva. Dopo però non so cosa sia intervenuto. O forse lo so e provo a dirlo, sapendo che tra emozioni e parole c'è sempre un po' di "scollatura": come nelle mie ultime uscite in pubblico ho accettato che succedesse quello che doveva succedere. E' stato così che l'adrenalina non è scomparsa ma è diventata altro, è diventata voglia di salire in aereo, voglia di volare per vedere cosa succedeva... e chissà, scoprire che, a livello di tensioni e di paura, non c'è tanta differenza tra prendere il treno, la gondola  o l'aereo! In effetti è proprio quello che è successo. Sia all'andata che al ritorno il volo è stato un vero piacere. Addirittura al ritorno, durante una decina di minuti di turbolenza sopra le Alpi, mi sono stupito di me stesso per essere riuscito a continuare a leggere e ad analizzare le partiture di alcuni quartetti di Haydn nonostante il "ballo" cui eravamo sottoposti. Inutile dire che non ci avrei scommesso una lira prima di partire. E tutto perché mi sono abituato all'idea che, fosse quel che fosse, non ero io che dovevo tenere il timone della situazione ma erano altri professionisti, titolati e preparati, che lo facevano al posto mio in ogni fase del volo. Insomma, come dicevo prima, per me è stato un grande passo. Alla fine i miei mostri erano mostri di cartapesta ed è stato una bella soddisfazione distruggerli per bene! Chissà che non sia un passo per migliorare non solo il mio modo di viaggiare, ma la mia qualità di vita in generale. Ci conto! Ciao a tutti e grazie per la lettura!
_________________ Leonardo, Supporter (ex Crew)   
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paola
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Oggetto del messaggio: Re: Veni, vidi, vici Inviato: 31/07/2010, 13:02 |
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Iscritto il: 04/06/2009 Messaggi: 833 Località: Tenerife
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 per aver condiviso! Stephen Dedalus ha scritto: ho accettato che succedesse quello che doveva succedere. E' stato così che l'adrenalina non è scomparsa ma è diventata altro, è diventata voglia di salire in aereo, voglia di volare per vedere cosa succedeva... In effetti è proprio quello che è successo. Sia all'andata che al ritorno il volo è stato un vero piacere.
Ti capisco perfettamente! Anche a me è successa più o meno la stessa cosa. Le emozioni negative si sono trasformate in positive, ma sono sempre emozioni. La paura di volare se ne è andata lasciando posto alla voglia di volare, al piacere di volare. Stephen Dedalus ha scritto: E tutto perché mi sono abituato all'idea che, fosse quel che fosse, non ero io che dovevo tenere il timone della situazione ma erano altri professionisti, titolati e preparati, che lo facevano al posto mio in ogni fase del volo. Insomma, come dicevo prima, per me è stato un grande passo. Alla fine i miei mostri erano mostri di cartapesta ed è stato una bella soddisfazione distruggerli per bene!
Credo che questo sia uno degli ingredienti più importanti nella ricetta del 'buon volo'! Stephen Dedalus ha scritto: Chissà che non sia un passo per migliorare non solo il mio modo di viaggiare, ma la mia qualità di vita in generale. Ci conto! 
_________________ Paola
"Abbiamo in noi tutte le risorse necessarie (in veritá ne abbiamo molte di più ...) per volare serenamente e apprezzare il piacere di volare." Fearless Flyer
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Bacione
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Oggetto del messaggio: Re: Veni, vidi, vici Inviato: 31/07/2010, 13:45 |
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Iscritto il: 17/03/2008 Messaggi: 8194 Età: 50
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Stephen Dedalus ha scritto: continuare a leggere e ad analizzare le partiture di alcuni quartetti di Haydn Mi sa che Haydn come "antidoto" non l'aveva ancora mai usato nessuno! C'è chi usa le parole crociate, chi un libro... e chi uno spartito. L'importante, per questi casi, è trovare qualcosa che piaccia alla mente. Grazie per il tuo racconto, Leo. Io ero sicura che sarebbe andata così  ; ma sapere che l'hai vissuta con tanta lucidità e con tanta positività mi fa particolarmente piacere per te (anche se, conoscendoti, non ne dubitavo). Ora aspetto con interesse il tuo racconto di viaggio; nel frattempo metti in conto, se puoi, un altro voletto appena possibile. Giusto per divertirti un altro po'! 
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jackiebrown
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Oggetto del messaggio: Re: Veni, vidi, vici Inviato: 31/07/2010, 15:33 |
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Iscritto il: 01/04/2008 Messaggi: 6529 Località: Cagliari
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Stephen Dedalus ha scritto: Il mio recente viaggio a Berlino (sono tornato ieri e sto sistemando le foto per il trip report!) è stato una grande occasione non solo per visitare una città stupenda e per dare ulteriore linfa vitale ai miei studi di germanistica, ma anche per dare una spallata alla mia paura di volare, o meglio, per capirci qualcosa di più e smontare quello che credevo un ostacolo, se non insormontabile, certamente di dimensioni rilevanti. Condivido ora questa esperienza e provo ad impostare la cosa come un racconto del mio percorso, sperando che possa tornare utile ad altri. Avevo cominciato il mio percorso sulla paura di volare un paio di anni fa, più o meno, quando avevo parlato qui nel forum del mio problema. Una rapida discussione aveva fatto emergere come le mie inquietudini potessero essere correlate ad una specie di mania di ipercontrollo, che tra l'altro trovava un pendant perfetto nella fase che stavo attraversando. Tra quando aprii quel topic e quando sono tornato al volo sono passati due anni, dicevo, e non c'è stato giorno in cui non abbia pensato al fatto dell'ipercontrollo; non tanto in riferimento all'aereo, quanto alla mia attività come musicista che soffriva (le cose ora vanno meglio, ma sono vizi duri a morire!) di questa tendenza a voler avere sempre (per non sbagliare? Perché ho qualcosa da perdere? Perché ho paura delle reazioni di chi mi sta davanti e delle mie di conseguenza?) le cose sottomano.Arrivato al volo, ho scoperto anche qual era il momento, o la parte di tutto il viaggio in aereo, che assurgeva a simbolo delle mie paure, a vaso di Pandora: i controlli di sicurezza pre-imbarco. Tutto l'apparato di raggi, metal detector, eventuali perquisizioni, liquidi da mettere in sacchetto, bottigliette da lasciare a parte ed altro mi scatenava una scarica di adrenalina tutt'altro che positiva. Dopo però non so cosa sia intervenuto. O forse lo so e provo a dirlo, sapendo che tra emozioni e parole c'è sempre un po' di "scollatura": come nelle mie ultime uscite in pubblico ho accettato che succedesse quello che doveva succedere. E' stato così che l'adrenalina non è scomparsa ma è diventata altro, è diventata voglia di salire in aereo, voglia di volare per vedere cosa succedeva... e chissà, scoprire che, a livello di tensioni e di paura, non c'è tanta differenza tra prendere il treno, la gondola  o l'aereo! In effetti è proprio quello che è successo. Sia all'andata che al ritorno il volo è stato un vero piacere. Addirittura al ritorno, durante una decina di minuti di turbolenza sopra le Alpi, mi sono stupito di me stesso per essere riuscito a continuare a leggere e ad analizzare le partiture di alcuni quartetti di Haydn nonostante il "ballo" cui eravamo sottoposti. Inutile dire che non ci avrei scommesso una lira prima di partire. E tutto perché mi sono abituato all'idea che, fosse quel che fosse, non ero io che dovevo tenere il timone della situazione ma erano altri professionisti, titolati e preparati, che lo facevano al posto mio in ogni fase del volo. Insomma, come dicevo prima, per me è stato un grande passo. Alla fine i miei mostri erano mostri di cartapesta ed è stato una bella soddisfazione distruggerli per bene! Chissà che non sia un passo per migliorare non solo il mio modo di viaggiare, ma la mia qualità di vita in generale. Ci conto! Ciao a tutti e grazie per la lettura! Grazie Leo per il tuo contributo. Mi piace soprattutto come hai saputo utilizzare le riflessioni fatte con noi. Molti, individuato il problema (iper controllo, poca fiducia in se stessi etc) si chiedono come proseguire. Ebbene, come hai fatto tu. Monitorando nelle vicende della vita quotidiana il lato del carattere "resposabile" della paura di volare. Questo permette di studiare come agisce il meccanismo, abituarsi a contrastarlo opponendo una forza contraria (lasciarsi andare all'imprevisto, fidarsi degli altri, essere sicuri di se stessi) e, soprattutto, di rendere il tutto estraneo rispetto all'aereo e molto vicino al nostro carattere, come è giusto che sia.
_________________ Laura “La paura di volare è nella testa, non sull'aereo” Fearless Flyer
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