Premessa: il 2007 è stato per me un anno di viaggi fantastici. Oltre San Pietroburgo a maggio e Uzbekistan a luglio (voli di andata, viaggio parte 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, volo di ritorno), tra ottobre e novembre sono andata negli USA e a Toronto.
Poiché gli spunti trovati in diversi topic di questi giorni mi hanno fatto venire voglia di rivedere le foto, pubblico il racconto dell’ultimo per condividerlo con voi. Questa è la quinta parte (qui FCO-FRA-MIA, Miami, MIA-PHL, Philadelphia).---------------------------
Negli Stati Uniti, più che altrove, non te la fanno mai lunga abbastanza su quanto sono minuziosi e lenti i controlli di sicurezza in aeroporto. In effetti è vero, bisogna armarsi di santa pazienza e arrivare con parecchio anticipo. Però poi succede che per essere stati previdenti, tocca passare due ore in uno dei terminal più tristi e poco attraenti che mi sia capitato di vedere ultimamente.
Se poi tutto questo accade quando è già notte, quando gli aerei che puoi vedere dal terminal sono proprio pochi, quando tu sei armata solo di una compattina, e non puoi usare il flash perché altrimenti riflette contro il vetro... il risultato è che aspettando di partire per Detroit ho potuto fotografare (male) giusto un paio di aerei: questo Delta connection che se ne va:


e questo Northwest che arriva:

Dicevo che il terminal è proprio bruttino e in cattive condizioni. Alcune poltrone sono in questo stato:

In ogni modo, di tutto questo poco mi importa, perché sto per ri-prendere - dopo il
747 del volo da Francoforte a Miami - un altro aereo sul quale sono felicissima di tornare (è quello che insieme con il Jumbo mi ha entusiasmata di più, quando ho letto il piano dei sette voli di questo viaggio), e del quale non vedo l'ora di sentire "come ci si sta dentro". E' anche l'aereo che presi per i primi due voli di cui ho memoria, or sono trent'anni.
Eccolo, mentre arriva alla piazzola. Mi piace questa foto, perché - causa lungo tempo di esposizione - è una specie di vedo-non vedo:

Dai bello, avvicinati!




Olè, eccolo qui il nostro bel DC9-40 che ci aspetta!

Iniziano le operazioni per discesa passeggeri, scarico bagagli, papp... ehm, rifornimento, controlli, varie:



I piloti preparano il volo successivo, il nostro:

Finalmente si va a bordo! Ero così contenta che sono entrata fra i primissimi, neanche fosse uno di quei voli in cui bisogna correre per accaparrarsi il posto!




Posto 8A, subito prima dell'ala. Date le condizioni di luce e l'attrezzatura, solo una fotina all'inizio del pushback, giusto per dare un'idea della visuale dal mio posto:

E poi si decolla. Una sensazione fantastica.
Bello, compatto, deciso, grintoso, equilibrato, perfetto. E' difficile da spiegare: ho proprio avuto la sensazione del miglior compromesso fra dimensioni ed "effetto che fa", perlomeno in un single-aisle.
Intendiamoci, non è che su altri aerei non mi diverta o non mi senta a mio agio: però su questo... mettiamola così: se su qualunque aereo sto benone, su questo stavo stra-benone!
Ciao Philly-in-the-night, see you soon!


Due ore scarse di volo tranquillo e siamo arrivati a Detroit, dove abbiamo parcheggiato accanto ad un nostro simile:
