Yogyakarta è la seconda città per popolazione dell'isola di Java, ma è di gran lunga la più importante da un punto di vista culturale. Sia
Borobudur che Prambanan sono nelle sue vicinanze e tuttora è la città che ha la vita culturale più vivace, in questo favorita non solo dalla sua storia ma anche dal fatto di avere "solo" mezzo milione di abitanti invece dei millantamilioni della gigantesca e caotica Jakarta.
La città venne fondata a metà del XVIII secolo e fu sempre governata da una dinastia regnante. Nel 1948, quando gli olandesi la occuparono tentando di riprendere possesso dei territori coloniali, il principe della città apri il suo palazzo ai ribelli consentendo loro di farne il loro quartier generale. Gli olandesi non se la sentirono di attaccare il sultano che era venerato come una divinità, e questo fu uno dei fattori che consentì all'Indonesia di conquistare l'indipendenza. Il ruolo avuto dal sultano nell'appoggio agli indipendentisti fu riconosciuto concedendo alla città uno statuto speciale, che prevede appunto che il sultano continui a governarla.
Il Kraton è la zona nel centro della città in cui si trovano, oltre al palazzo fortificato del sultano, diverse abitazioni ed attività commerciali ed artigianali situate nel quartiere immediatamente a ridosso.
All'ingresso del palazzo c'è uno dei soldati di guardia nel costume tradizionale: il particolare più interessante è l'arma che porta sulla schiena, il kriss:

Una delle entrate è vegliata da questo drago, la cui espressione è quella che dovrebbe incutere spavento per tenere lontani gli influssi negativi:

L'interno è composto da diversi padiglioni con varie funzioni. Tutti quelli destinati a funzioni collettive e di incontro non hano pareti ma sono coperti: il clima da queste parti, infatti, è sempre caldo e le due uniche stagioni sono quella delle piogge e quella secca.

Il padiglione degli strumenti musicali (sono quelli usati per il gamelan, la musica tradizionale dell'isola):


Questo invece è il padiglione dove si studia la danza, compresa quella di cui abbiamo visto un esempio nel balletto di
Ramayana:

Notare la forma del tetto, che è quella tipica di Java; vedremo poi al museo di Jakarta altri tipi di case di questo immenso Paese.

Questa specie di mattarello gigante in realtà è una campana di legno che serve per richiamare le persone: anche suonando semplicemente con le dita emette un suono forte e profondo che è facile sentire in tutto il complesso.
Alcuni padiglioni sono dedicati ai doni offerti al sultano da autorità straniere; non ho fotografato le suppellettili, alcune delle quali - in puro stile liberty - meritavano una certa attenzione; ho invece voluto riprendere gli alberi geneaogici di un paio di sultani perché mi è piaciuta l'impostazione: ogni ramo è una moglie, e ogni foglia un figlio. E naturalmente ci sono sultani più prolifici e altri meno.


Sempre nell'area del Kraton c'è il palazzo estivo del sultano, occupato soprattutto da grandi piscine:

Nei dintorni ci sono diverse abitazioni, alcune semplici e altre assai più ricche, di membri della famiglia reale: ecco un dettaglio di una decorazione:
